L’Erba santa o Yerba santa è un sempreverde molto noto agli aborigeni americani ed ispanici, perché viene usata da secoli per lo smudging, un’operazione di “disintossicazione” degli ambienti, atta a ristorare e proteggere anche lo spirito. Viene utilizzata nella medicina tradizionale, in giardinaggio ed è, oltretutto, un esaltatore naturale di sapore.
È parte della famiglia delle Boraginaceae, ed era nota in medicina popolare per il trattamento di emorroidi, asma, rinite allergica e diverse altre infezioni dell’apparato respiratorio. È anche conosciuta con il toponimo di “erba sacra”, per le sue molteplici proprietà; infatti, il popolo dei Chumash, nativo dell’area costiera e del Sud della California, ne faceva degli impacchi per sgonfiare morsi di zanzara e vesciche, per chiudere ferite e ripristinare le ossa rotte. Storia vuole che i missionari europei ne fossero rimasti così affascinati da decidere di importarla, e, quindi, introdurla in diverse preparazioni. Tutto sta nella sterubina, un flavanone in grado di mitigare l’amarezza di prodotti come il colluttorio; ma viene usata anche per conferire sapore alla birra, nonostante oggi, l’uso principale sia rivolto alla mente.
Si dice che la Eriodictyon californicum sia ideale per calmare gli stati di angoscia e quelli depressivi, con effetti benefici sulla fame compulsiva. Secondo la tradizione, usandone un rametto per fumigare casa, si neutralizzano gli spiriti cattivi, ovvero i pensieri negativi, per questo viene definita un “tempio portatile”. Si trova in erboristeria, nei negozi specializzati e online, e basta bruciarla sui carboncini o col brucia-incensi. L’ideale è effettuare il rituale di purificazione periodicamente, specie dopo un dolore o lutto, passando i ramoscelli anche sulle finestre e gli angoli nascosti. Il fumo odoroso viene sparso più frequentemente su di un oggetto o persona, per allontanare mal di testa da stress, nervosismo o sconforto. Più recentemente, una ricerca statunitense ne ha portato alla luce le virtù antinfiammatorie ed antiossidanti, che sono più potenti dell’aspirina e sembrano essere super-efficaci contro la malattia di Alzheimer.
La yerba santa compone l’habitat naturale del Papilio eurymedon e della Euphydryas chalcedona, due specie di farfalle native della California che la usano come fonte di cibo. Preziosa, da questo punto di vista, anche per il bestiame e gli animali selvatici, soprattutto altri insetti, viene spesso utilizzata per ripopolare la vegetazione nei terreni da pascolo fortemente sfruttati. Essendo una pianta a rizomi, è anche in grado di sostenere i danni da incendio, per merito della resina che protegge le sue foglie.
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