Il gioco d’azzardo patologico è un problema veramente serio che investe ogni ceto sociale e purtroppo adulti e anche giovani.
Oggi è anche legalizzato dallo Stato che con la sua pubblicità su gratta e vinci, lotterie che promettono la fortuna e giochi più pesanti come quelli on line e scommesse di vario genere rovinano intere famiglie per non citare le classiche slot-machine presenti in quasi tutti i bar che catalizzano anche l’attenzione anche di adolescenti che possono tranquillamente spendere i loro soldi indisturbati.
Questo disturbo rientra a tutti gli effetti nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi. È paragonabile a una forma di dipendenza in quanto il giocatore non riesce a fare a meno di giocare. Anche se perde cerca di recuperare il giro successivo puntando ancora più soldi. Inoltre ci sono una serie di altri problemi secondari a questo devastante impulso come la ricerca continua di denaro, il ricorrere a prestiti ad amici e colleghi con la promessa fasulla di restituzione.
Tra gli uomini in genere il disturbo inizia negli anni dell’adolescenza, mentre nelle donne inizia più tardi, verso i 20-40 anni, per prolungarsi anche da anziane quando i soldi puntati sono quelli della propria pensione.
I giovanissimi sono anch’essi presenti nelle stime e percentuali di questo fenomeno. Sono eccitati dalla dimensione illusoria di onnipotenza che deriva dal gioco compulsivo, specialmente online dove è più facile superare i divieti dovuti alla minore età, e costituiscono dunque più di altre fasce d’età una categoria a rischio di soggetti facilmente definibili come giocatori patologici. Per fortuna, in base ai dati dell’istituto di fisiologia clinica del consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, negli ultimi 5 anni c’è stata un’inversione di tendenza e si è registrato un calo di interesse da parte degli studenti.
Quali sono le caratteristiche che possiede il giocatore d’azzardo? Il soggetto con questo disturbo è spesso irascibile, aggressivo e totalmente preso nella spirale di come riuscire a procurarsi i soldi per l’ennesima giocata, mandando letteralmente in rovina economicamente la famiglia. I rapporti sociali e affettivi con i propri partner si deteriorano fino all’isolamento. Sono ottimi bugiardi e nascondono spesso e volentieri le loro reali intenzioni o fanno promesse che non riescono a mantenere quasi mai.
Come si possono aiutare soggetti affetti da ludopatia? In alcune regioni i Sert (servizi per le dipendenze patologiche delle Asl) hanno messo a disposizione equipe multidisciplinari composte da medici, psicologi,assistenti sociali, ecc.. per far fronte al dilagare di questo fenomeno e per essere un punto di riferimento importante per chi soffre di questo problema e per le numerose famiglie che si trovano letteralmente sul lastrico a causa di questo disturbo. È importante uscire dall’isolamento e lasciarsi aiutare.
Dottoressa Sara Ronchi
psicologasararonchi@virgilio.it
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