Spiagge a rischio estinzione

Spiagge a rischio estinzione nel mondo

Spiagge sabbiose a rischio estinzione: secondo gli studiosi, la metà potrebbe scomparire entro il 2100. Ecco quelle da vedere prima che spariscano.

Circa metà delle spiagge sabbiose potrebbe scomparire entro il 2100. Ecco le spiagge a rischio estinzione da vedere prima che sia troppo tardi

Spiagge sabbiose a rischio estinzione

 A causa dei cambiamenti climatici e dell’erosione costiera, la metà delle spiagge sabbiose del mondo potrebbe scomparire entro la fine del secolo. In molte parti del globo, inoltre, ogni anno la battigia si ritira di alcuni centimetri: un segnale evidente che il livello del mare si sta alzando. Uno studio, pubblicato nel marzo del 2020 su Nature Climate Change ha portato alla luce questo problema: un gruppo di ricercatori europei si spinge infatti ad ipotizzare che nel 2100 metà delle spiagge del mondo potrebbe sparire proprio a causa dei cambiamenti climatici e dall’innalzamento del livello del mare.

Ovviamente l’azione dell’uomo incide parecchio sui cambiamenti climatici e, di conseguenza, sul rischio estinzione di alcune spiagge. Gli studiosi affermano che una mitigazione moderata delle emissioni di gas a effetto serra potrebbe impedire il 40% del ritiro delle coste. Se tutti ci impegnassimo di più, quindi, il rischio calerebbe parecchio.

L’importanza delle spiagge

Quando pensiamo alle spiagge, ci vengono in mente lettini, ombrelloni e creme abbronzanti. Ma le spiagge sabbiose, che ricoprono circa il 30% delle coste del mondo, oltre a essere luoghi ricreativi, svolgono un’importante funzione. Fungono infatti da zone cuscinetto che proteggono la costa e gli ecosistemi dalle onde e dalle inondazioni marine. Sono inoltre un importante habitat naturale per la fauna selvatica.

Tuttavia, a causa dell’azione dell’uomo e in particolare dell’urbanizzazione costiera, sono sottoposte a una sempre maggiore pressione. La commissione europea sta lavorando per affrontare le sfide proposte da questi scenari, con una strategia che mira a rendere l’Europa più forte di fronte all’impatto dei cambiamenti climatici. Alcune misure sono giù state adottate, sia per ridurre la cementificazione sulle coste sia per controllare il rischio alluvioni, ma c’è ancora molto lavoro da fare.

Spiagge a rischio estinzione: le aree più colpite

Secondo gli studiosi, entro il 2100 scomparirà tra il 35,7% e il 49,5% delle spiagge sabbiose, per una superficie compresa tra 95.061 e 131.745 chilometri quadrati. L’area più a rischio è quella delle coste australiane: il Paese potrebbe perdere fino a 15.000 chilometri quadrati di spiaggia. Seguono il Canada (14.425 kmq), Cile (6.659 kmq), Messico (5.488 kmq), Cina (5.440 kmq) e Stati Uniti (5.530). In Gambia-Guinea Bissau si potrebbe assistere alla perdita di oltre il 60% di costa sabbiosa. Una vera tragedia se si considera che le spiagge rappresentano una barriera naturale contro gli eventi atmosferici, dalla più innocua tempesta al ciclone più violento.

Spiagge a rischio, la situazione in Italia

L’Italia, con i suoi quasi 8.000 chilometri quadrati di spiagge sabbiose, non rientra tra i Paesi a rischio. Questo non significa che il fenomeno dell’estinzione delle coste non ci riguardi, anzi. Secondo il dossier di Legambiente, ‘Spiagge indifese’, pubblicato nel 2017, il 42% della spiaggia italiana è a rischio erosione. La regione più esposta per tassi di erosione costiera è il Molise (91%), seguito da da Basilicata (78%), Puglia (65%), Abruzzo (61%), Marche e Lazio (54%). Se la passano meglio Friuli (13%), Veneto (18%), Emilia-Romagna (25%) e Liguria (33%). Negli ultimi 50 anni la riva italiana in media è arretrata di 25 metri.

Le spiagge da vedere prima che scompaiano: le Maldive

Le Maldive, con le spiagge bianchissime e le acque cristalline, sono un vero e proprio paradiso terreste, ma da decenni sono a rischio estinzione. Le Maldive sono conosciute come la nazione più bassa del mondo: oltre l’80% delle 1.200 isole che le compongono, infatti, sono meno di un metro sopra il livello del mare. Non è quindi una sorpresa che questo gruppo di isole sia costantemente in pericolo a causa dell’innalzamento del livello delle acque oceaniche. La previsione di ‘estinzione’ è il 2120. Le previsioni sono così catastrofiche che il presidente della nazione ha annunciato che il governo acquisterà i terreni di altre nazioni per un eventuale trasferimento della popolazione. Nel giro di meno di circa un secolo, quindi, le Maldive cesseranno di avere le condizioni necessarie per ospitare vita umana e, di conseguenza, i turisti.

Le Seychelles scompariranno a breve

Come le Maldive, anche le Seychelles sono a rischio scomparsa. Questo arcipelago di 115 isole nell’oceano Indiano, al largo dell’Africa orientale, è un paradiso tropicale. Ma sta affrontando da anni il pericolo di essere sommerso dalle acque del mare. I problemi di questo territorio sono anche altri, come l’erosione delle spiagge e la distruzione dei coralli. Gli esperti sostengono che le Seychelles potrebbero finire completamente sott’acqua nei prossimi 50 – 100 anni: entro il 2120, quindi, potrebbero non esistere più.

Galapagos, in Ecuador

Tra 150 anni, anche l’arcipelago delle Galapagos, con le sue spiagge da sogno, potrebbe non esistere più. Queste tredici isole vulcaniche nell’Oceano Pacifico sono famose per aver ispirato la celebre teoria dell’evoluzione di Darwin: qui, infatti, sono presenti alcune specie animali che non si possono ammirare in nessun altro posto al mondo. Un ambiente naturale unico, messo in pericolo dall’inquinamento terreste e marino e dall’aumento della temperatura dell’acqua. Il fragile equilibrio di questo ecosistema, purtroppo, è seriamente a rischio.

Isole della Maddalena, Canada

Sono un posto favoloso, ma le Isole della Maddalena, situate nel Golfo di San Lorenzo (Quebec, Canada) sono a rischio estinzione. Le spiagge sabbiose e le scogliere di arenaria sono costantemente bersagliate dai forti venti che si abbattono su quest’area. La costa, attualmente, viene sgretolata di circa 12 metri all’anno. Non solo: la parete di ghiaccio marino, che protegge le isole dalle sferzate del vento, si sta rapidamente sciogliendo. Se il ghiaccio, come prevedono gli esperti, si scioglierà del tutto, tra 75 anni l’arcipelago potrebbe scomparire a causa degli agenti atmosferici che distruggeranno la zona.

Madagascar addio

Natura selvaggia, rigogliose foreste pluviali e spiagge tropicali: le bellezze del Madagascar sono destinate a scomparire. Gli stessi fattori citati per gli altri luoghi a rischio estinzione, minacciano costantemente anche il Paese africano, una delle isole più grandi e belle del mondo, bagnato dall’Oceano Indiano. Il Madagascar offre un contatto unico con la natura, una popolazione accogliente: visitatelo prima che sia troppo tardi.

Miami e la sua ‘beach’

Per chiunque, Miami Beach è il simbolo per eccellenza del relax e del divertimento. La città della Florida, però, rischia di essere parzialmente sommersa dalle acque dell’Oceano Atlantico entro la fine del secolo, proprio come molte altre città dell’East Coast americana. Nessuno penserebbe mai che una delle principali e più conosciute città americane, simbolo della Florida, stia correndo il rischio di affondare sotto il crescente livello del mare, ma purtroppo, stando alle previsioni, l’ipotesi è tutt’altro che remota.



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