Sciatt à porter: la Valtellina a Milano nel nuovo locale in Porta Nuova

Non solo ristorante, non solo take-away. È nato Sciatt à porter, il laboratorio del gusto che unisce tradizione e contemporaneità. Nel segno della Valtellina

  • Gli sciatt nel cono di carta di Sciatt à porter
Sciatt à porter, ovvero come ti porto i sapori e i profumi della Valtellina direttamente nel cuore di Milano. Per chi non lo sapesse, cominciamo col dire cosa sono gli sciatt: si tratta di un piatto tipico della Lombardia in cui si adagiano rinomate località turistiche come Livigno e Bormio, nonché operosi centri quali Sondrio, Tirano e Morbegno. Sono delle frittelline di grano saraceno, acqua e sale. Gli sciatt – che in dialetto valligiano significa “rospi” – sono uno dei simboli della cucina valtellinese e da ora i milanesi potranno gustarli nella loro versione rigorosamente originale sia sedendosi al tavolo di un raffinato ristorante, sia passeggiando per le strade della città e  tenendoli in un cono di carta o in una vaschetta per un originale quanto prelibato take-away diverso dal solito.

Il “laboratorio” del gusto

È questa infatti l’offerta di Sciatt à  Porter, il nuovo food-point a Milano in Viale Monte Grappa 18, a cento metri da Porta Nuova, che promette di portare i sapori della Valtellina “in mano” ai milanesi, in un modo innovativo ed unico. Sciatt à porter è qualcosa di più di un semplice ristorante e anche di un classico take-away. È in effetti entrambe le cose e nessuna di esse.
Si tratta di un vero e proprio “laboratorio” del gusto aperto a qualunque esigenza ed occasione: dalla pausa pranzo “rilassata” intorno ad un comodo tavolo a quella “veloce” con il proprio cartoccio in mano, dalla serata raffinata “quanto basta” per scoprire una cucina genuina, gustosa e rigorosamente tradizionale, ad un più “democratico” pre o post cena alternativo all’abusato happy hour o ideale dopo una serata al cinema con gli amici.
Insomma, uno spazio che, anche grazie alle scelte stilistiche e di design nell’arredamento, proietterà gli ospiti nelle atmosfere della Valtellina, attraverso i tronchi di betulle e di pini che adornano i locali e ad una “improbabile” mucca di legno grezzo destinata a diventare simbolo distintivo del ritrovo.
L’unione un po’ ardita ma felice fra la tradizione della cucina e le nuove esigenze della vita di oggi, fra la diversificazione delle richieste degli avventori nei vari momenti della giornata e l’immutabile e secolare arte culinaria regionale tramandata di generazione in generazione. Un progetto concepito e portato avanti da Emma Marveggio, valtellinese doc da tempo trapiantata nella capitale lombarda.

I piatti tipici della Valtellina… in 5 minuti

Gli sciatt, dunque, prodotto-simbolo del locale. Ma non solo questi, ovviamente. Protagonisti sono tutti i piatti tipici della Valle, a partire dai pizzoccheri, naturalmente, che saranno proposti per i clienti del ristorante rigorosamente espressi, con gli ingredienti tradizionali e serviti in piatti di legno.
Fra le diverse possibilità offerte dal take-away, tutte anch’esse cucinate al momento e con tempi di attesa inferiori ai 5 minuti, anche i taroz – purè di patate, fagioli e fagiolini al burro con abbondante contributo di formaggio Bitto o Casera – i chisciòl – piatto tipico di Tirano a base di grano saraceno – naturalmente la bresaola “originale” e, d’estate, il gelato di mele. Non mancano formaggi e vini locali per accompagnare degnamente i pasti. Sciatt à porter è aperto tutta la settimana tranne il lunedì sera, comprese le notti nei giorni di giovedì, venerdì, sabato e domenica.
Una golosa occasione per gustarsi “in mano” la Valtellina.

Info sul sito sciattaporter.com


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