"Per comunicare davvero, a volte la tecnologia non è tutto"
Il progresso, la tecnologia, la velocità, la “connessione”. Sono queste le nuove icone del mondo moderno: indispensabili, imprescindibili, ineluttabili. Capaci di scandire ogni minuto della nostra giornata. Ma tutto questo è veramente un aiuto per l’uomo? Rende veramente la sua vita migliore? Lo rende più capace di comunicare se stesso e di capire di più gli altri?
Non sono temi di poco conto e nemmeno argomenti per chiacchiere da bar. Ma questioni con le quali siamo alle prese tutti i giorni: con i figli, il lavoro, il tempo libero. Porre questi temi al centro di un messaggio pubblicitario, specialmente proposto da un’azienda di telecomunicazioni, sembra quasi un controsenso.
Invece è proprio quello che ha scelto di fare Wind per la sua nuova campagna istituzionale. Il risultato è qualcosa di veramente nuovo, affascinante e, a tratti, commuovente. Il clou della campagna è costituito da Papà, un “corto” di Giuseppe Capotondi, online sui canali social e sulla rete dal 25 agosto. Quattro minuti tutti da vedere. Capaci di rivelare anche al più scettico la vision dell’azienda: non “il comunicare” tanto per farlo, vuoto e vanesio, ma comunicare perché ciò è un’irriducibile esigenza del cuore umano.
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La storia è molto semplice e molto comune, una di quelle storie in cui tanti di noi riusciranno a rivedersi: quella di un figlio che non rivede suo padre da molto tempo e che, in un continuo flash-back della sua infanzia, si rivede nei luoghi che ne hanno caratterizzato la crescita, e decide “ri-comunicare” con lui. Per farlo, non sceglie la tecnologia, ma torna a casa.
“Per comunicare davvero, a volte la tecnologia non è tutto”: il pay-off del video è da questo punto di vista assai significativo e centra il punto della questione. C’è tutto dei tempi moderni in Papà: il rapporto genitori-figli, l’invadenza della tecnologia, il bisogno di incontrarsi e di parlare, la bellezza – anche dei luoghi in cui è ambientato il filmato. Bellissimo anche l’accenno all’importanza dell’educazione: il bambino che prima non vuole entrare in acqua non capendone il piacere che ne avrebbe provato, da grande riscopre suo padre proprio in quell’acqua.
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Non c’è solo la profondità del tema a caratterizzare la campagna Wind 2014, ma anche la modalità scelta per il lancio. Il fulcro della campagna istituzionale è infatti il web, una bella scommessa che conferma quanto il mondo social stia scalando le posizioni nella nostra società come centro della comunicazione. L’idea di rendere “virale” il messaggio “core” dell’azienda, quello che trasmette la sua vision più intensa e la sua vera mission, costituisce un punto di svolta che non mancherà di trovare proseliti e repliche. Purché ciò che si trasmette sia autentico: perché cambiano i modi di comunicare, ma il cuore dell’uomo e le sue esigenze ultime non cambiano mai.
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