Morta Shirley Temple: Riccioli d’Oro aveva 85 anni

Si è spenta nella sua casa in California la celeberrima bambina-prodigio del cinema, una delle più indelebili icone di Hollywood

  • Nel 1958 con un travestimento da fatina
  • Con il Presedente del Canada Mackenzie, 1948
  • Shilery con Eleanor Roosevelt, 1936
  • Nel 1948 insieme al marito John Agar e la figlia Linda Susan
  • Ambasciatrice in Cecoslovacchia, 1989
  • A Londra, nel 1965
  • Una giovane Shirley nel 1965
  • Shirley Temple nel 1968 ad una conferenza stampa a sostegno del presidente Nixon
  • 1968
  • Con il figlio Charles
  • Shirley Temple insieme all'attrice Jamie Lee Curtis agli Screen Actors Guild Awards del 2006
  • Screen Actors Guild Awards, 2006
  • Nel 2006
Il mondo dello star-system vive di icone, alcune delle quali durano quanto un battito di ciglia, un film di successo o una stagione fortunata. Altre invece rimangono nell’immaginario collettivo diventando, spesso, un simbolo.
Una di queste era Shirley Temple, la leggendaria “Riccioli d’Oro” del cinema, la diva-bambina per antonomasia che raggiunse vette di popolarità incredibili lungo una altrettanto incredibile e fugace carriera che la vide ritirarsi dal mondo del cinema a vent’anni, dopo oltre una sessantina di film.

Shirley Temple è morta il 10 febbraio all’età di 85 anni nella sua casa di Woodside, in California. Un altro vero e proprio pezzo di storia che se ne va lasciando dietro di sé una incredibile, quanto intatta nel tempo, eredità: a lei furono dedicati libri e canzoni, ispirò un quadro di Salvador Dalì, fu il soggetto della prima opera “ufficiale” di Andy Warhol, diede l’ispirazione a Walt Disney per le fattezze del personaggio di Biancaneve, finì sulla copertina dell’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles e diede il nome ad un cocktail di successo.

Un vero e proprio fenomeno di costume

In America, negli anni ’30 e ’40, raggiunse un successo talmente travolgente da diventare un vero e proprio fenomeno di cultura popolare, quasi un simbolo della Nazione che stava rialzandosi dalla Grande Depressione.
Di gran lunga il personaggio più noto del cinema del tempo, fu anche la prima “diva” nella storia ad essere sfruttata per un merchandising che invase l’America, dalle bambole con le sue fattezze ai vestiti che usava sul set. Tanto che, arrivata l’adolescenza, Shirley rimase quasi intrappolata dalla sua notorietà fino a decidere di abbandonare il cinema e, dopo aver sposato Charles Black nel 1950, a si diede alla politica per intraprendere poi una carriera diplomatica.

Nata a Santa Monica nel 1928 da un banchiere e una ballerina “mancata”, Shirley esordì davanti alla cinepresa a quattro anni, nel 1932, rivelando un talento quasi sovrumano se rapportato alla sua età. Raggiunse il successo nel 1934 con Piccola Stella e La mascotte dell’Aeroporto che le valse un premio Oscar giovanile, un riconoscimento inventato apposta per lei. E poi, naturalmente, Riccioli d’Oro, del 1935. Fu proprio il successo di Shirley a salvare la 20th Century Fox dalla bancarotta e, da allora, ne divenne la stella indiscussa. Recitò con Cary Grant, John Wayne, Henry Fonda, Gary Cooper, Ronald Reagan, Claudette Colbert e tutti i più grandi attori dell’epoca.

Una carriera “finita” a dodici anni

Una incredibile traiettoria che, a dodici anni, si era già conclusa. Nel 1940 girò infatti Non siamo più bambini, un film che si apriva con un collage di spezzoni di precedenti film della ormai ex-bambina prodigio che, al termine della pellicola, salutava il pubblico “ringraziando per i molti momenti felici vissuti insieme”.
Da allora la Temple fece solo qualche altra apparizione sul grande schermo e senza il successo così roboante degli anni precedenti, fino al definitivo abbandono delle scene nel 1949 a diciassette anni.

Ma se aveva presto capito che tale passo non avrebbe fatto altro che rendere iconica la sua immagine di diva-bambina, la Temple non si ritirò certo a vita privata. Entrò nel Partito Repubblicano venendo eletta al Congresso nel 1967, rappresentò gli Stati Uniti presso l’ONU fino al 1970, fu ambasciatore americano in Ghana e Cecoslovacchia, chiamata dal presidente Gerald Ford. Ma per tutti, resta Riccioli d’Oro, la più piccola-grande star nella storia del cinema americano.


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