Intervista a Tania Cagnotto: “Al mare? Non mi tuffo mai!”

La campionessa azzurra ci racconta i suoi primi tuffi dal trampolino, le soddisfazioni, le delusioni e ci svela i suoi progetti per il futuro con il fidanzato Stefano. Aspettando gli europei di agosto

Tania Cagnotto - Campionati Mondiali di nuoto Barcellona 2013 - tuffi 1 mt donne - (LaPresse)

“Cresciuta a bordo piscina”, Tania Cagnotto (29 anni) probabilmente ha imparato a tuffarsi ancor prima di camminare… D’altra parte, con due genitori come Giorgio Cagnotto e Carmen Casteiner, entrambi tuffatori e campioni, era difficile restare immuni al fascino di questo sport che, pur chiedendo qualche sacrificio, ha regalato a Tania moltissime soddisfazioni. Sono già decine, infatti, le medaglie che la giovane bolzanina ha potuto collezionare nel corso della sua carriera (è stata la prima donna italiana ad aver conquistato una medaglia mondiale nei tuffi) e in questo momento è alle porte una nuova importante occasione per dimostrare il proprio talento: i campionati europei di nuoto, in programma a Berlino dal 13 al 24 agosto.

Con lei abbiamo parlato delle vittorie, ma anche delle delusioni (come quella delle Olimpiadi di Londra, dove Tania ha sfiorato ben due volte il podio per soli 20 centesimi di scarto), della sua vita quotidiana e del suo fidanzato Stefano Paolin, con il quale sta già facendo progetti e che quando lei ha posato per Plyaboy…


Tania, era scritto nel tuo destino che seguissi questa strada…
Diciamo che fin da piccola andavo in piscina con i miei genitori, che erano allenatori, e mi divertivo a imitare gli altri atleti. Quindi è nato tutto in modo molto naturale…

Che ricordi hai dei tuoi primi approcci con questo sport?
Mi ricordo le prime garette che si facevano a Bolzano, quando avevo 6 o 7 anni.

Non avevi paura all’inizio?
No anzi! Mi dovevano frenare. Saltavo giù da qualsiasi parte. Le prime paure sono arrivate quando, a 16 anni, ho iniziato a fare il salto dai 10 metri.

Ma quando sei al mare come ti tuffi, dalla barca o dagli scogli?
Non mi tuffo proprio. Scendo dalla scaletta come le signore. In vacanza non c’ho proprio voglia…

Quante medaglie hai vinto nella tua carriera?
Le più importanti sono 7 medaglie ai mondiali e poi 13 ori e una ventina tra bronzi e argenti agli europei.

Dove le tieni?
Ho una parete a casa su cui le tengo incorniciate.

Quali sono le medaglie che ti hanno dato più soddisfazione?
La prima medaglia che ho vinto agli europei e la prima ai mondiali sono quelle che ricordo con più felicità. Ma anche la medaglia ai mondiali di Barcellona dell’anno scorso, perché dopo Londra ne avevo bisogno…

Come affronti delusioni come quelle di Londra?
Non è facile. Sono cose che capitano e che solo il tempo può far dimenticare…

Invece, quali sono le tue regole per restare sempre in forma?
È importante alimentarsi in modo sano. Io non faccio una dieta ferrea, però cerco di mangiare bene. Molte proteine e cose leggere. Poi integro con vitamine, tramite la Vegetal Progress che è un mio sponsor e fa tutte cose naturali.

Ti alleni tutti i giorni?
Sì, tre ore la mattina e due il pomeriggio.

Ti pesa o ormai fa parte della tua routine?
No, no, mi pesa! Pesa proprio la quotidianità. Come un qualunque lavoro…

Alle ragazze che iniziano e si avvicinano a questo sport che cosa consiglieresti?
Di avere pazienza, perché è uno sport in cui non è facile arrivare subito. Bisogna aver coraggio ed essere costanti.

Senti, cambiando discorso: com’è nata questa cosa di Playboy l’anno scorso?
Mi hanno fatto questa proposta perché volevano iniziare a dare un taglio diverso e più sportivo a Playboy. Mi hanno assicurato che sarebbero state foto in cui non sarei stata completamente nuda e che potevo scegliere io che foto fare, così ho accettato!

Il tuo ragazzo come l’ha presa?
Diciamo che è stato preso per il xxxx – non so per quanto tempo – dai suoi compagni di calcio. Però niente di grave!

Avete progetti insieme…?
Sì, dopo Rio, se le cose vanno bene ci piacerebbe convolare…

Il prossimo impegno importante è Berlino?
Sì gli europei di agosto.

Che aspettative ci sono?
Adesso sono cinque anni che nel sincro io e la mia compagna Francesca Dallapé vinciamo l’oro e ci piacerebbe continuare così. Speriamo!


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