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Il digiuno intermittente aumenta il rischio di morte per infarto: lo studio

C’è la chetogenica, la tisanoreica, la Dukan, la paleo… per ogni fisico ed età c’è una dieta dimagrante adatta. Ma ce n’è una che ultimamente sembra andare per la maggiore. E’ quella che prevede il digiuno intermittente 16:8, ovvero quella che prevede di consumare tutti i pasti della giornata nell’arco di 8 ore e digiunare nelle restanti 16. Ma alimentarsi in questo modo è rischioso? Secondo un recente studio sì.

Lo studio sul digiuno intermittente

Il Centers for Disease Control and Prevention ha effettuato uno studio su oltre 20mila adulti di almeno 20 anni (età media 49 anni), prendendo in esame i dati racconti tra il 2003 e il 2018. I partecipanti sono stati monitorati per un periodo di tempo piuttosto lungo, tra gli 8 e i 17 anni.

Il motivo della ricerca

Gli studiosi hanno ritenuto necessaria una ricerca sul digiuno intermittente perché nel giro di pochi anni questa dieta ha ottenuto un’enorme popolarità, anche grazie ad approfondimenti televisivi sul tema. In molti hanno deciso di provarla senza avere una piena conoscenza dell’argomento e soprattutto senza rivolgersi a un medico in grado di comprendere esigenze e problemi personali. L’analisi condotta dimostra infatti che è sempre indispensabile rivolgersi a un professionista.

Il digiuno intermittente è rischioso?

I risultati della ricerca hanno dimostrato che i soggetti che mangiavano per sole 8 ore al giorno hanno sviluppato un rischio di morte per malattie cardiovascolari più alto del 91% (rispetto a chi mangia normalmente). Rischio leggermente più basso, maggiore al 66%, ma sempre alto per chi concentrava tutti i pasti in 10 ore giornaliere. Consumare i pasti per un arco di tempo superiore alle 16 ore al giorno è stato associato, invece, a un minor rischio di mortalità per malattie cardiache oppure per cancro tra le persone già affette da cancro.

L’affidabilità dello studio

E’ bene sottolineare che lo studio del Centers for Disease Control and Prevention non è stato ancora revisionato. Inoltre si basa su informazioni riferite dagli stessi partecipanti, che possono essere influenzate dalla loro memoria o da racconti non riportati con esattezza. Non stati, inoltre, presi in considerazione altri fattori che possono incidere sulla salute al di là dei pasti e della loro distribuzione durante la giornata.

(Foto copertina: credit agenzia Pixabay)

Redazione Signo

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