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Il bancomat senza codice di Unicredit

[dup_immagine align=”alignleft” id=”178583″]La tecnologia ci semplifica la vita, almeno tentativamente. E questo è ormai un dato di fatto abbastanza assodato. E lo fa spesso con piccole innovazioni che si rivelano, poi, di grande impatto anche più di quanto ci si potesse immaginare all’inizio e che magari impiegano anni per imporsi e diventare di dominio comune. Nato in sordina nel lontano 1994 come brevetto della compagnia giapponese Denso che lo aveva applicato per sistematizzare i componenti di produzione nelle catene di montaggio della Toyota, il QR code (Quick Response Code) ha avuto una accoglienza freddina ed una applicazione a lungo abbastanza limitata almeno nel nostro continente, sebbene negli Stati Uniti ed in Giappone abbia conosciuto una diffusione decisamente più capillare. Si tratta di una versione “evoluta” del tradizionale barcode portato in una matrice a due dimensioni e formato da “aree” nere raggruppate all’interno di un modulo di forma quadrata la cui dimensione comune è 29 x 29 pixel. La sua particolarità sta nel fatto che per essere letto non richiede l’utilizzo di una apparecchiatura apposita come accade al normale barcode attraverso il quale le casse dei supermercati sono in grado di individuare i prodotti acquistati, ma con una semplice fotografia scattata da un comune smartphone, cosa che ne rende l’utilizzo assai più semplice e, potenzialmente, infinito.

Il QR code e le code alle biglietterie

[dup_immagine align=”alignright” id=”178582″]Il QR code ebbe una prima ondata di popolarità quando in Giappone prima e negli Stati Uniti poi scoppiò la “moda” di aggiungerlo ai biglietti da visita per rendere più semplice la memorizzazione dei riferimenti nei device. Ma al di là di questa applicazione “ludica”, esso difficilmente si è sdoganato dall’utilizzo per alcune specifiche funzionalità: ad esempio, l’accesso a determinati contenuti “estesi” sul web ottenibile all’acquisto di un libro o la stampa di ticket e prenotazioni on line. E’ da diverso tempo che il suo utilizzo si è però ampliato: in diverse grandi città, per esempio, è possibile attivare biglietti ed abbonamenti per i mezzi pubblici attraverso particolari app che evitano così le classiche “code” alle edicole o ai punti di rinnovo specialmente nei “cambi di mese”: l’acquisto dell’abbonamento o del titolo di viaggio viene effettuato attraverso la app che provvede poi a generare un QR code che può essere letto, appoggiando lo schermo dello smartphone, ai tornelli di accesso delle metropolitane e sugli obliteratori degli autobus.

L’innovazione Unicredit

[dup_immagine align=”alignleft” id=”178581″]Da oggi sembra però profilarsi all’orizzonte una seconda ondata di espansione nell’utilizzo dei QR code grazie all’innovazione introdotta da Unicredit, prima banca in Italia che permette ai propri clienti l’attivazione del servizio “prelievo smart” attraverso il quale gli utenti registrati mediante la app di gestione del proprio conto corrente installata sul device, possono effettuare un prelievo presso un bancomat senza l’utilizzo della tessera e senza dover memorizzare i codici di accesso. Il meccanismo è semplice: attraverso la app l’utente – ovviamente debitamente registrato, riconosciuto ed attivato – può “prenotare” il prelievo attraverso la consueta identificazione delle credenziali comune alle applicazioni di gestione del proprio conto corrente bancario. Arrivato presso uno sportello bancomat Unicredit, toccando lo schermo il cliente vedrà comparire un QR code che, fotografato all’interno della app, confermerà la “prenotazione” precedente ed autorizzerà la consegna del contante attraverso l’erogatore.

 

Anna Invernizzi

Classe 1972, cinque figli e una vita intensa. Laureata in Economia, impiegata, scrivo per passione su tutto quello che mi interessa. In particolare creo contenuti a tema cucina e lifestyle.

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Anna Invernizzi

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