Ferragosto in Italia: feste, sagre, tradizioni e curiosità

Una festa pagana ed una religiosa che si incontrano generando centenarie tradizioni tutte da scoprire. Un viaggio attraverso l'Italia del Ferragosto

Il Palio dell'Assunta a Siena
Il Palio dell'Assunta a Siena

Si chiamavano in origine feriae Augusti, ovvero “il riposo di Augusto”, inteso come imperatore romano, e sono una consuetudine dalla storia millenaria: stavano ad indicare quelle festività istituite nell’anno 8 a.C. dal primo imperatore romano della storia per celebrare la fine delle principali fatiche nel lavoro agricolo della stagione e costituire così un periodo di riposo in grado di ritemprare i lavoratori dei campi messi a dura prova nelle settimane precedenti.

L’origine del Ferragosto e la sua tradizione

Fu così che nacque il Ferragosto, una tradizione che ha quindi origini antichissime, e con esso anche la consuetudine ormai radicata del periodo di vacanza che si colloca in genere proprio intorno all’ottavo mese dell’anno. A tale “pagana” festività si è poi successivamente unità anche la solennità religiosa dell’Assunzione di Maria in cielo, il dogma proclamato come tale da Pio XII nel 1950 ma storicamente assai vivo nella tradizione cattolica italiana fin da epoche decisamente precedenti. Tanto sentita che l’individuazione del 15 agosto come giorno dei festeggiamenti è storicamente ben precedente alla “formalizzazione” papale della festa: la data fa forse riferimento al giorno della consacrazione della antica basilica mariana di Costantinopoli. Sta di fatto che in questo modo antiche pratiche legate al lavoro e alla terra – come quella di festeggiare il riposo con gare di cavalli o animali da tiro o di elargire “mance” da parte dei padroni ai propri lavoranti – si sono unite e fuse con tradizioni, feste e manifestazioni religiose. Questa unione tutta italiana di “sacro” e “profano” è l’origine della grande quantità di sagre, feste, manifestazioni e tradizioni che punteggiano l’Italia e che sono davvero di una varietà e di una capillarità sorprendenti. A tutto ciò, per chiudere il cerchio, si assommò la consuetudine della “gita di ferragosto” favorita nel Ventennio dal regime fascista che attraverso le associazioni dopolavoristiche delle varie corporazioni professionali, volle favorire la conoscenza delle città italiane e delle sue bellezze anche agli strati più poveri della popolazione, organizzando viaggi “in un sol giorno” a prezzi stracciati. Metterle tutte in rassega è impossibile: nessuno si offenda se quella della “suo paese” non è stata citata. Stiamo solo cercando di raccontarne qualcuna per infondere poi la curiosità di scoprirne anche delle altre…

Il Palio dell'Argentario
Il Palio dell'Argentario

Il Palio dell’Assunta

Abbiamo descritto come la tradizione di Ferragosto e delle sue feste sia una vera e propria “mistura” di tradizioni civili e religiose. L’esempio più chiaro e conosciuto di questa unione profana e sacra è il Palio dell’Assunta, corso da oltre 400 anni a Siena e che si corre il 16 e non il 15 di agosto solo perché quel giorno era già “Impegnato” pubblicamente dal “Corteo dei ceri e dei censi”, una manifestazione popolare che fu “fagocitata” dall’importanza del palio stesso fino a scomparire definitivamente nell’ottocento. Come detto, fu la cultura romana ad iniziare a festeggiare i giorni di riposo dal lavoro agricolo con corse di buoi, galline, capponi, cavalli ed altri animali comuni. Una tradizione che sconfinò abbondantemente nel Medioevo, rivestita dal tradizionale campanilismo fra città, prima, e fra rioni, poi, che era ed è una caratteristica tutta italiana e che portò alla moltiplicazione di “tenzoni” fra nobili e cavalieri in ogni sorta di cimento. Così successe a Siena, dove il Palio nacque ufficialmente nel 1659 – anno a partire dal quale si contano le vittorie “ufficiali” delle contrade – ma che in realtà veniva corso, in modo quasi spontaneo, da diversi secoli. Così, quello del 2 luglio – data scelta per commemorare un miracolo attribuito alla Madonna di Provenzano – che nel giro di qualche decennio conobbe il suo “gemello” il giorno dell’Assunta. Inutile dire che l’esperienza del Palio di Siena è qualcosa di assolutamente unico e che avere la possibilità di parteciparvi, magari fin dai frenetici giorni che lo precedono è come fare un affascinante viaggio con una macchina del tempo…

La Giostra del Saraceno ad Arezzo
La Giostra del Saraceno ad Arezzo

Dalle Giostre…

Delle Alpi alla Sicilia, le tradizioni di Ferragosto sono innumerevoli. Per esempio, restando nella zona di Siena, a Sarteano, il 15 agosto si tiene la celebre Giostra del Saraceno dove cavalieri e coraggiosi appartenenti alle contrade si misurano in giochi di abilità la cui storia affonda nei secoli. La più celebre delle “giostre”, quella di Arezzo, si svolge qualche giorno prima, il 7 agosto. A Fermo, fin dal 1182 si tiene la Cavalcata dell’Assunta, considerato il più antico fra i Palii d’Italia, mentre a Porto Santo Stefano, capoluogo del comune di Monte Argentario in provincia di Grosseto, la “cavalleresca tenzone” si traduce in una colorata regata fra i quattro “guzzi”, ovvero le storiche imbarcazioni a quattro rematori che rappresentano i rioni della città. A Pozzuoli il 15 di Agosto, l’Assunta è celebrata con una sentita processione che attraversa le vie del centro storico a partire che si tiene in mattinata: dopo pranzo, l’ambito “profano” della festa si svolge al Molo Caligoliano, dove i giovani della città si sfidano nel salire su “O Pennone“, un palo cosparso di sapone. A Montereale, piccolo e storico borgo in provincia di L’Aquila, la gara fra i diversi concorrenti assume la curiosissima ed originale forma di una disfida poetica a colpi di rime rigorosamente a braccio che si tiene di fronte all’Abbazia della Madonna in Pantanis. A Messina fin dal XIV secolo è documentata la originalissima festa della Vara – o della Bara, in antiche formulazioni – una vera a propria macchina ad ingranaggi a forma di piramide con un numero che rappresenta l’Assunzione della Vergine e che in origine era animata da un numero impressionante di figuranti.

…alla Tavola

Nella variopinta e variegata tradizione italiana, non mancano i piatti tipici del ferragosto nelle diverse culture locali. Tralasciando la “vecchia” consuetudine dei torinesi di pasteggiare al sacco in riva al Po nei pressi della Madonna del Pilone ove si teneva una “Festa delle Pignatte”, un tipico prodotto culinario ferragostano è il piccione arrosto, una consuetudine importata dalla Francia ai tempi di Carlo Magno ed ancora diffusa in diverse zone dell’Italia. In Sicilia si prepara il Gelo di Melone – gelu du muluna – o anche di anguria, un tipico dolce al cucchiaio mentre a Roma il ricco pranzo tradizionale ferragostano ve de come protagonisti le fettuccine con i fegatini, il pollo in umido con peperoni e l’immancabile cocomero. In diverse regioni del centro è poi diffusa la consuetudine di sfornare in occasione dell’Assunta dolci e ciambelle all’anice: è il caso per esempio dello Zuccherino montanaro di Grizzana, in provincia di Bologna, o del Boscotto di mezzagosto di Pitigliano, nei pressi di Grosseto.

Il
Il "Gelo di Melone"

Photo Credit: Roberto Vicario, Dedda 71, Archivio Istituzione Giostra del Saracino del Comune di Arezzo


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