Strong Fragility, Matteo Zorzenoni per Dimensione Danza

Strong Fragility, la Milano Design Week di Dimensione Danza

I complementi d’arredo di Matteo Zorzenoni, creati in collaborazione con il maestro vetraio Pietro Viero, esposti nella boutique meneghina di Dimensione Danza, si ispirano alla forza delle ballerine

Può la forza essere al contempo fragile? Sembra un ossimoro, eppure la risposta è sì. Pensate a una ballerina di danza classica. Si muove eterea, quasi vola tra una piroetta e un attitude; eppure sulle sue punte si cela una forza nascosta che chi pratica questa passione o ne è solo un grande estimatore buon ben comprendere.

A questa contrapposizione si è ispirato Matteo Zorzenoni, designer trevigiano scelto per il secondo anno consecutivo da Dimensione Danza che anche per questo Salone del Mobile 2014 ha deciso di esporre le opere del designer nella propria boutique milanese, in Corso Europa.

Caraffe, lampade e vasi realizzati in esclusiva per il brand dedicato alla danza reinterpretano in maniera astratta la disciplina dei grandi teatri del mondo e la cui potenza espressiva viene riletta in chiave di house design nella collezione Strong Fragility.
Una fragilità forte, come dicevamo precedentemente: da una parte quella della ballerina che tra acrobazie e salti si erge sulle punte con tutta la forza muscolare di cui è capace il suo fisico esile ma robusto; dall’altra complementi d’arredo che combinano diversi materiali: il marmo cemento si abbina al metallo più resistente e si mixa sapientemente al leggero e fragile vetro soffiato. Un gioco di pieni e vuoti, di trasparenza e opacità, di leggerezza e resistenza danno vita a un sapiente gioco visivo esaltato dalla scelta delle tonalità dei materiali. Forme e colori si sovrappongono ed evocano le movenze del balletto classico, la coreografia delle grandi danzatrici che hanno calcato i palchi più importanti del mondo: dalle etoile più famose e contemporanee a quelle che hanno abbandonato il palcoscenico; da Alessandra Ferri a Carla Fracci, da Eleonora Abbagnato a Paloma Herrera, da Polina Semionova a Svetlana Zakharova, solo per citarne alcune.

Un risultato possibile grazie alla collaborazione tra lo stesso Zorzenoni, le cui creazioni sono state esposte alla Biennale Di Architettura di Venezia, al Centre Pompidou, London design Festival, al Maxxi di Roma e alla Triennale di Milano, e Pietro Viero, maestro vetraio e fondatore della Myver, bottega artigianale nella provincia vicentina.

L’artigianalità e il sapere fare diventano arte, esplorano mondi nuovi e sperimentano.
Il design incontra la danza. E alla fine, anche questo è Milano Design Week.


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