Esame di Maturità: qualche consiglio furbo

Ecco alcuni consigli per affrontare l'Esame di Maturità con tranquillità e la giusta dose di deferenza

Chiamiamolo Esame di maturità o con il suo vero nome, Esame di Stato, ma il timore che incute alla generazione che lo affronterà nel 2013 è lo stesso che hanno provato tutti quelli che ci sono passati. È una pietra miliare nella formazione di ogni adulto, il primo momento in cui la maggior parte dei ragazzi si mette alla prova, un passaggio obbligatorio che segna il transito dall’adolescenza all’età delle responsabilità. Che dopo l’esame si cerchi un lavoro o si scelga l’Università non ci sarà più il baccello delle quattro mura scolastiche a tenere al caldo i nostri ragazzi, dovranno uscire e andare nel mondo.

Innanzitutto se un ragazzo arriva ad affrontare l’Esame significa che ha giù superato la prima barriera costituita dall’ammissione da parte del proprio Consiglio di Classe; questo dovrebbe far pensare che ha raggiunto autonomamente la sufficienza in ogni singola disciplina con al massimo un piccolissimo aiuto da qualche parte e che quindi è sufficientemente preparato ad affrontare l’Esame. Certo la paura ha diversi aspetti, alcuni hanno paura di fare una brutta figura (di questo non preoccupatevi, i docenti che vi esamineranno ne hanno già viste di tutti i colori), altri temono di non raggiungere un punteggio adeguato al proprio percorso di studi, alle aspettative della famiglia o al percorso universitario che desiderano intraprendere, infine altri ancora – quelli che hanno più diritto di aver paura – temono di non arrivare al fatidico 60/100, il minimo.

Prima prova: italiano
Le prove d’esame

Evitate di arrivare agli scritti dopo aver studiato tutta la notte, oltre a non aver ottenuto alcun miglioramento (lo studio matto e disperatissimo di Leopardiana memoria non funziona) sarete stanchi e confusi e quindi non vi troverete nelle condizioni ottimali per sostenere un esame di sei ore o più.

Le prove scritte

La prima prova deve essere affrontata con calma e razionalità, non buttatevi sulla prima traccia che vi attira come se fosse un gelato alla crema, ma valutatele tutte con cura e ricordatevi consigli e raccomandazioni che il docente di Italiano vi ha sicuramente ed insistentemente dato nel corso del triennio, tanto il tempo non vi mancherà. In genere i docenti di Italiano consigliano la prima traccia (analisi del testo) ed il tema di carattere storico solo agli studenti liceali, mentre per i tecnici e professionali si cerca di convincere i ragazzi ad affrontare il saggio breve o l’articolo di giornale oppure l’ultima ancora di salvezza: il classico tema argomentativo di vecchio stampo su temi abbastanza generici. Se decidete per il saggio breve (o articolo di giornale) avrete a disposizione sei tracce i cui ambiti vanno da quello artistico-letterario a quello socio-economico, da quello storico-politico a quello tecnico-scientifico; fate attenzione però perché le regole per questo genere di trattazione sono abbastanza rigide, vanno rispettate lunghezze, titoli ed attinenza alla documentazione fornita.

La Seconda e la Terza Prova sono diverse per ogni percorso di studi e non si possono dare dei consigli generali se non quello di mantenere la calma, leggere attentamente il testo, capire quali sono effettivamente le richieste e rispondere a tutti, ma proprio tutti, i quesiti senza lasciarne nessuno in bianco. Al bando cellulari e bigliettini, rischiate di compromettere seriamente l’Esame e non ne vale davvero la pena, considerando oltretutto che avrete sette Commissari che vi controllano.

il colloquio
L’orale

Al colloquio ascoltate attentamente le domande che vi vengono poste ed argomentate con chiarezza e semplicità, dimostrate di saper passare da una disciplina all’altra con facilità cogliendo le connessioni tra materie affini. Non abbiate timore di presentarvi solo con la mappa concettuale del vostro percorso mentre il compagno che vi ha preceduto ha intrattenuto la Commissione con una fantasmagorica presentazione Power Point, sono i contenuti quelli che valgono ed i Commissari non si lasceranno affabulare.

Qualche ultimo consiglio

Oltre ai più meritori consigli relativi allo studio voglio anche darvi qualche suggerimento di ordine pratico perché i Commissari Esterni non vi conoscono come i vostri professori e avranno pochi elementi (prove a parte) per giudicare che persone siete quindi, soprattutto per chi se la deve giocare tutta in quei quattro giorni per arrivare ad un sudato 60, seguite queste poche semplici regole:

Non arrivate in ritardo, meglio mezz’ora prima che due minuti dopo.

Ricordatevi di portare la carta di identità ad ogni prova.

Non presentatevi vestiti da spiaggia con magliette sdrucite, bermuda ed infradito, siate dignitosi senza esagerare.

Non chiedete di andare in bagno ogni dieci minuti e se mangiate la merenda spostate i fogli in modo da evitare di presentarli unti come se ci aveste incartato un pollo arrosto.

All’orale portatevi la penna, dice di un’attenzione che si ha nei confronti della Commissione e tutto ciò che in quel momento rappresenta.

Alla fatidica domanda “cosa vuoi fare dopo?” che vi rivolgeranno alla fine del colloquio evitate risposte come “boh, tanto non c’è lavoro” oppure “intanto vediamo se passo!” o peggio ancora “voglio solo pensare a spassarmela quindi domani parto per la Spagna con la macchinetta nuova che mi regala il papi per l’Esame” (credo che a quest’ultima a cui ho veramente assistito l’abbassamento di voto sia garantito, soprattutto se alla Commissione rimangono ancora 10 giorni di Esami). Piuttosto inventatevi un futuro meritevole, anche se siete ancora indecisi dite che cercherete lavoro da subito, ma non che vi iscriverete ad ingegneria nucleare dopo aver ottenuto 6/15 nella prova di matematica (anche questa vita vera). Insomma siate realisti, ma non troppo, rispettosi, ma non servili.

E ricordate che, per dirla con Daniel Pennac, uno studente ha tre modi per rispondere alle domande del docente: quello giusto, quello sbagliato e quello assurdo. Per favore tentate di evitare l’ultimo.

In bocca al lupo!


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