Gabriele Basilico.Milano.Ritratti di fabbriche 1978-1980

Omaggio A Gabriele Basilico, al Museo di Fotografia Contemporanea

Una mostra retrospettiva in onore del grande fotografo italiano scomparso recentemente, amico del museo di Cinisello Balsamo

A tre mesi dalla sua scomparsa il lavoro di Gabriele Basilico ritrova voce al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo dove sarà esposta una raccolta di 110 immagini del maestro, realizzate tra il 1969 e il 1998.

Questa selezione proveniente da 7 fondi fotografici non pretende di raccontare la completezza della sua opera, ma si pone bensì come “un omaggio sincero e affettuoso a uno dei riconosciuti maestri della fotografia contemporanea europea, e a un grande amico del Museo“.

Lo sguardo di Basilico sulle città

L’esposizione ripropone la sua visione sullo sviluppo delle città in quegli anni, viaggiando da Milano a Glasgow, da Terni alla Francia del nord e da Lorenteggio fino a Bilbao. Gli scatti densi della sua poetica raccontano e testimoniano il cambiamento causato dal boom economico di quegli anni: l’esplosione architettonica fatta di cemento, vetro e ferro. Paesaggi urbani interamente ridefiniti e ridisegnati dalle nuove archeologie industriali a cui Basilico ha restituito la bellezza attraverso la sua arte. Le sue foto, oggi reperto e testimonianza di quegli anni, sono memoria storica capace di raccontare nel silenzio sospeso di un bianco e nero rigoroso il rumore assordante delle fabbriche, le facciate dei palazzi segnate da infinite finestre affacciate su paesaggi di automobili e asfalto. E’ un ritratto del progresso e dell’architettura compiuta dall’uomo che tuttavia non compare mai all’interno di queste fotografie.


Il lavoro di Basilico è stato senza dubbio possente: il fotografo ha analizzato e raccontato metodicamente un numero elevatissimo di città tra cui Bari, Genova, Milano, Torino, Roma, Amburgo, Berlino, Beirut, Istanbul, Lisbona, Mosca, Shangai, Zurigo, Madrid, San Francisco, Parigi, Rio de Janeiro e molte altre.

Indagini urbane

La retrospettiva risulta molto utile per comprendere le origini del suo linguaggio fotografico: le 110 opere esposte nella mostra sono suddivise per ricerche e nuclei tematici, sono esposte le fotografie del primo periodo, tra fotografia sociale, ritratto e le prime indagini urbane, situate nella sala al primo piano del museo. Tra queste foto di Milano, quartieri popolari (1970-73), Terni (1976), Dancing in Emilia (1978).

L’assessore alla Cultura della Provincia di Milano e Presidente della Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea, Novo Umberto Maerna ha affermato: “Ci interessa parlare di Basilico per la sua attualità, per ricordare gli studi di architettura […] Per trasmettere il senso delle ricerche sulle aree urbane, sul territorio, sull’architettura. Per diffondere gli intensi reportage sulle aree industriali milanesi […] Vogliamo condividere la vita, l’opera e il pensiero di Basilico con chi non l’ha conosciuto o l’ha conosciuto solo negli ultimi anni. Perché il messaggio di Basilico, come la cultura, non si esaurisce col tempo. Ma si rafforza man mano che il tempo passa”.

 

OMAGGIO A GABRIELE BASILICO

Fino al 6 ottobre, al Museo di Fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo

Villa Ghirlanda, via Frova 10
20092 Cinisello Balsamo – Milano

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