Emmanuel Bishop

L’incredibile storia di Emmanuel Bishop

Emmanuel ha 16 anni, parla tre lingue, suona il violino e ha vinto gare di nuoto e ciclismo. Ma soprattutto, è affetto dalla sindrome di Down. Ecco la sua incredibile storia

Esistono occasioni che dimostrano in maniera inequivocabile come la realtà sia molto più “grande” dei nostri ragionamenti e delle nostre misure e ci fanno capire come noi (io) siamo tentati di incasellare le cose che succedono sulla base di un “già saputo”, non prendendo in considerazione la possibilità di quanto di sorprendente ed imprevedibile la vita possa riservare. Non vi preoccupate, è l’unico “pistolotto” che vi farò in questo articolo, ma è il motivo per cui colpisce al cuore la storia, incredibile, di Emmanuel Bishop.

Emmanuel ha 16 anni, è nato e vive in una piccola comunità della Virginia che si chiama Grafton, nella altrettanto piccola contea di York. A 2 anni ha cominciato a leggere in inglese, a 3 a capire qualcosa di francese e di spagnolo, a 6 a prendere lezioni di violino e, oggi che di anni ne ha 16, si è esibito già diverse volte con un’orchestra. Ma la cosa che rende assolutamente sconvolgente la sua vicenda è il fatto che Emmanuel è affetto dalla sindrome di down, e quello che fa è assolutamente stupefacente, “rompendo” tutte le convinzioni diffuse e i parametri del passato sul concetto stesso di malattia. L’evidenza incontestabile che non esiste “a priori” vita che non sia degna di essere vissuta e che non racchiuda in sé una “scintilla divina” che la rende imprevedibilmente capace dell’incredibile. Per questo la sua storia sta facendo il giro del mondo sul web.

Emmanuel Bishop

Musicista, poliglotta, sportivo all-around

La storia di Emmanuel è quella di una coppia di genitori che non si sono rassegnati né disperati di fronte alla oggettiva condizione di quel figlio, che da subito hanno trattato come qualcosa che aveva bisogno di attenzioni tutte particolari. Anzi, aveva bisogno soprattutto di sentirsi chiedere il massimo per far emergere il meglio di sé nonostante la malattia. E proprio per questo hanno cominciato a “stimolarlo” con le lingue e poi con la musica, accettando anche il rischio di passare, davanti agli occhi di tutti, come quelli che non erano in grado di accettare la sua condizione, costringendolo ad “ignorare” la sua disabilità.

Ma non era così. Perché Emmanuel ha scoperto crescendo i suoi tanti talenti che per un ragazzo nelle sue condizioni sono pressoché paragonabili a quelle di un genio poliedrico. Oltre alle lingue – a proposito, adesso sta studiando anche il latino – e alla musica, Emmanuel ha cominciato ad appassionarsi allo sport, praticando il nuoto, il ciclismo ed il golf con risultati, naturalmente, non banali: a 8 anni ha partecipato alle paralimpiadi americane per ragazzi, finendo sul podio sia nella gara di ciclismo che in quella di nuoto. E soprattutto ha cominciato a partecipare ad incontri e conferenze per portare a conoscenza di tutti come una condizione di svantaggio possa diventare il punto di forza da cui ripartire. Non è una storia incredibile?



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