L'alienista: serie tv, libro e cast

L’alienista: serie tv, libro e cast

Un libro perfetto e una serie tv avvincente da guardare in queste sere piovose. Ecco perché vi consigliamo di gustare L’alienista.

Non è solo per l’atmosfera magica di una New York del 1896, ma per l’intrigo, il crimine, l’amore e l’evoluzione sociale che si coglie: ecco i motivi per cui leggere o vedere L’alienista. Prima un libro, uscito nel 1994, e poi una serie tv concentrata in una sola, intensissima, stagione. L’alienista racconta in pochi passaggi una New York di critici e corruzione, omicidi e sfruttamento minorile, ma anche i primi passi della psicologia e della scienza per risolvere i misteri dell’umanità, scavare nel profondo della mente. Tutto parte da un libro, il cui autore, Caleb Carr, ha saputo scrivere in maniera accurata e ricca di particolari storici. Il resto l’ha fatto il canale statunitense TNT, che ha messo la storia su schermo, e poi Netflix, che l’ha diffusa in tutto il mondo. Ad ogni modo, si tratta di un modo perfetto per trascorrere i lunghi pomeriggi d’autunno.

L’autore del libro

Caleb Carr è un romanziere ed esperto di storia militare statunitense. Buona parte delle sue ampissime conoscenze derivano dal suo bachelor of Arts in storia, conseguito alla New York University. Da allora, si è dedicato principalmente alla scrittura. È autore, infatti, di diversi romanzi, tra cui L’Angelo delle tenebre e un saggio sul terrorismo. In effetti la sua vita è concepita in modo tale da avere tempo, spazio e modo di scrivere. Vive, infatti, a Nord di New York in una fantastica fattoria chiamata Misery Mountain. Nella sua carriere da scrittore, ha prodotto in tutto dieci libri. E tra questi, 25 anni fa, ha dato vita a L’alienista, senza pensare, forse al successo che avrebbe potuto avere una storia di questo tipo, alla curiosità che avrebbe potuto suscitare in tanti lettori e appassionati di serie tv.

Il libro

Dal 1994 a oggi il libro L’alienista di Caleb Carr si è aggiudicato numerosi premi della critica e del pubblico. Anche se il riconoscimento più bello e importante resta sempre l’amore del pubblico. L’alienista è, infatti, un best-seller internazionale, tradotto addirittura in 24 lingue. In Italia è stato pubblicato per la prima volta da Mondadori e edito poi da Newton Compton con una copertina che riprende i tre personaggi principali della serie tv. 480 pagine di puro piacere, che si leggono davvero in poco tempo e con molta golosità. E questo si evince anche dalle ottime recensioni che L’alienista ha ricevuto negli Stati Uniti e nel resto del mondo: il Los Angeles Times l’ha definito un thriller coraggioso, appassionante e imperdibile. L’Entertainment Weekly, invece, ne parla come di una storia che terrà i lettori con il fiato sospeso. USA Today lo definisce appassionante, intelligente e divertente. Avvincente, invece, il Newsweek.

L’alienista: successo Netflix

Dopo diversi anni dalla sua prima pubblicazione, a marzo 2018 L’alienista è diventata una serie tv, trasmessa su TNT negli Stati Uniti. Solo un mese dopo Netflix ne aveva già acquistato i diritti e da aprile 2018 la serie è stata distribuita (e amata) nel resto del mondo. Il successo della serie su Netflix è stato altissimo. Sia per le ottime recensioni e gli articoli che ne hanno anticipato l’uscita, sia per quel titolo molto particolare. L’alienista. Potrebbe quasi sembrare una storia di alieni, ma niente da fare. A fine Ottocento, infatti, alienista era colui che si occupava di curare le persone con problemi psicologici. Non pazzi, ma anche solo depressi, persone con un passato triste che andavano in qualche modo riabilitate. Quindi, oltre al alto criminoso della storia, a incuriosire gli amanti della serie è stata soprattutto la possibilità di poter scoprire questi primi passi della scienza nella psicologia moderna.

La serie tv L’alienista

La serie tv L’alienista riprende fedelmente il contenuto del libro. E lo concentra tutto in una sola stagione da dieci puntate, una più interessante e coinvolgente dell’altra. Nella serie, come nel libro, la trama è incentrata principalmente nella figura del dottor Kreizler, uno psicologo della prima ora, che si ritrova ad applicare la sua scienza a un caso di bambini di strada uccisi tutti nello stesso modo. Praticamente un primo vero caso di serial killer, un primo vero studio su un omicida seriale. Ad accompagnarlo nelle turbolente indagini ci sono John Moore, un illustratore del New York Times; Sara Howard, giovane segretaria della polizia di New York; Theodore Roosevelt, ossia il futuro presidente degli Stati Uniti d’America, che ne L’alienista è a capo della polizia della città, l’unico corretto in un corpo di corrotti.

Il cast de L’alienista

La serie tv L’alienista è girata nella bellissima Budapest, ed è diretta e prodotta da Jakob Verbruggen, stesso produttore della fortunata Black Mirror. A interpretare il dottor Laszlo Kreizler è Daniel Brühl, doppiato da Francesco Pezzulli. E se la voce vi è nota, ancor di più lo sarà il viso, dato che lui l’abbiamo già visto in Bastardi senza gloria, Rush e Capitan American: Civil War. John Moore, le cui illustrazioni dei corpi dei bambini martoriate rendono l’idea della fotografia di un tempo, è interpretato da Luke Evans. Sara Howard, invece, è niente po’ po’ di meno che una bellissima Dakota Fanning. Personaggio altamente interessante, simbolo della voglia delle donne di allora di emanciparsi grazie al lavoro e non rinchiudendosi in un matrimonio. Anche i servitori del dottore diventano personaggi magici: Cyrus Montrose (Robert Wisdom) e Mary Palmer, muta, (Q’orianka Kilcher) sono più che semplici servi, ma persone dal passato difficile che Laszlo ha voluto aiutare. Theodore Roosevelt è, invece, Brian Geraghty.

Quando, come e perché leggerlo o guardarlo

Se si è indecisi su quando vedere L’alienista, la risposta è semplice: subito. L’autunno e le lunghe serate piovose sono l’atmosfera ideale per vedere questo film. New York (che poi è Budapest) è splendida in questa serie tv: sempre immersa nella nebbia, profondamente misteriosa. Lo stesso vale per il libro: è da leggere subito, perché ha la capacità di portare in un mondo sconosciuto dove però si delineano già i tratti della società moderna. Oltre che quei tratti dell’essere umano che sono universali: la voglia di emanciparsi, la curiosità e il metodo, le lotte per la verità, l’amore corrisposto e quello non corrisposto e le difficoltà che incontra.

Foto credits Agenzia Fotogramma



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