Tell me more Olivia

Estratto del libro “Tell me more Olivia” di Francesca Lualdi

Una raccolta di 100 storie di donne che hanno rivoluzionato le proprie vite.

Pochi giorni fa è uscito il primo libro di Francesca Lualdi, ragazza di soli 26 anni ma con tanto talento.

Prima di farvi scoprire qualcosa sul suo libro, scopriamo, grazie alle sue parole, come è nato questo progetto: “Tell Me Olivia nasce per caso grazie ai social networks, con la voglia di creare qualcosa di utile, di diverso. Una finestra sulla realtà che ognuno vorrebbe vivere, lasciandosi ispirare da anime leggere che hanno saputo prendere coraggiose decisioni e seguire il proprio istinto. Questo libro vuole dare una piccola spinta a tutte quelle persone che si fanno guidare dal sentimento della paura col timore che lanciandosi il paracadute possa non aprirsi. Il mio augurio è che queste semplici pagine possano invogliare a prendere un grande respiro e buttarsi in nuove avventure, piene di sogni, ginocchia sbucciate e conquiste.

Francesca Lualdi

La versione dell’ebook pre definitiva di “Tell me more Olivia”

La prima storia parla di Francesca e di come è nato “Tell me Olivia”:

“Sicuramente se avete deciso di sfogliare questo libro vi sarete chieste, chi è Olivia? Bene, Olivia sono io. Una ragazza piena di idee, incostante, che odia la normalità e che ha sempre amato l’intraprendenza, la verità e le parole. L’idea di aprire un format di stampo “giornalistico” su Instagram è arrivata di notte senza né ricerche spasmodiche né studi machiavellici a monte, forse con un velo di delusione nel cuore. La voglia di parlare di donne nasceva per me in un momento in cui ero sfiduciata da quello che i miei occhi vedevano in continuazione in ambito lavorativo, perché la voglia continua di prevaricare l’altra era più importante di raggiungere un obiettivo comune. Mossa da questa profonda insoddisfazione e forse delusione, ho voluto creare un qualcosa che potesse farmi ricredere e allo stesso tempo dar voce a tutte quelle donne che con piccole grandi realtà creano meraviglia e stupore. Ovviamente la pagina doveva avere una riconoscibilità e così ho voluto optare per il bianco e nero, una vera e propria scelta di “democratizzazione”. Così qualsiasi fotografia che sia professionale o non, in bianco e nero risulta sempre stupenda, così nessuna donna potrà sentirsi avvantaggiata o svantaggiata ma solo pronta a raccontare. Ogni intervista per me è crescita, conoscenza, un vero e proprio regalo che se apprezzato e metabolizzato può diventare motivazione. Quello che mi auguro è che Olivia possa crescere. Avrò vinto la mia partita se anche una sola donna verrà ispirata da una storia che troverà in questo libro.”

Le altre protagoniste di “Tell me Olivia”

“Tell me Olivia” è una raccolta di 100 storie di donne che hanno rivoluzionato le proprie vite. Scorpiamo di più su di loro.

Chiara, Founder of @Espressoh

Possono toglierci tutto, eccetto la voglia indomita di meravigliarci

“Lavoravo per L’Oreal a Parigi, ho visto la nascita, la crescita e poi l’esplosione del fenomeno indie brands, tutti con un’immagine forte e digital native.La maggior parte di questi brand nascevano negli Stati Uniti, UK o Australia. Non tutti sanno che tanti producono in Italia, polo internazionale della produzione cosmetica, infatti circa il 70% del makeup a livello mondiale è prodotto nel nostro paese. Inoltre quasi tutti gli indie brand che stavano nascendo seguivano il trend di un make-up professionale, con look molto complicati da realizzare, colori esagerati e tecniche d’avanguardia ma mi rendevo conto che quest’idea di makeup non mi rispettava. Non rispettava la maggior parte delle ragazze che osservavo e che avevo attorno. Sono partita da queste due osservazioni per creare un indie brand che fosse 100% italiano e made in Italy, e che riportasse semplicità nel makeup e unendo queste due idee mi è venuta l’idea del caffè Espressoh: un gesto semplice e rapido ma forte e deciso allo stesso tempo. Assolutamente italiano. Il punto di partenza è un caffè, e non uno qualsiasi. Il caffè che noi italiani rimpiangiamo ogni volta cheusciamo dal nostro paese. Il caffè, che come sanno fare in Italia, non sanno fare da nessun’altra parte. Un brand di cosmetica che prende ispirazione da un caffè espresso. Fondato sull’idea che la routine make-up dovrebbe essere semplice e rapida, senza però rinunciare a un risultato sbarazzino e accattivante; facendo valere la vecchia buona regola del “poco ma buono” o “minimo sforzo, massimo risultato”. Infatti è meglio rinunciare ai tentativi di contouring falliti e lasciare le tecniche complicate ai make-up artists e alle più devote. Un brand creato per coloro che non hanno bisogno di tanti strati di make-up per mostrare il meglio di sé, che si sentono forti e a proprio agio “così come mamma le ha fatte” ma che con un tocco di make-up tirano fuori la loro “feminine power”. Tutto orgogliosamente 100% made in Italy, all’italiana. Un messaggio in particolare mi ha colpito. Una ragazza che mi dice che sono di grande ispirazione per lei e che la mia storia con Espressoh l’ha spronata a credere nella realizzazione di un suo progetto personale! Il consiglio che voglio dare è quello di uscire fuori dagli schemi e per rischiare sempre!”

Alessandra, Founder of @rifugiomiletta 

Amare incondizionatamente 

“Sono nata in mezzo agli animali e da subito mi sono sentita una di loro. Questo mio innato senso di appartenenza, però, mi è stato presto negato da condizionamenti culturali che, come gabbie, hanno incarcerato lo sviluppo di un libero e critico pensiero. Sono così cresciuta uniformandomi alla morale comune, secondo cui esistono animali degni della nostra compassione e cura, i cani e i gatti, e animali pensati come puri prodotti alimentari, espropriati di qualsiasi diritto: mucche, pecore, maiali, conigli, polli, pesci etc. Nulla di più falso, moralmente insostenibile e filosoficamente inconsistente. Ci sono voluti parecchi anni affinché trovassi la via per riscattare e seguire quel mio istinto e autentico senso d’identità.Così da spingermi a soccorrere più vite possibili e che poi, nel 2013, si è realizzato nella fondazione del Rifugio Miletta.

La cosa più  bella che mi sia accaduta da quando abbiamo fondato il rifugio è stato scoprire che il destino e la sopravvivenza del Rifugio Miletta stanno a cuore a me quanto ai volontari che da tempo si occupano insieme a me di tutti gli animali salvati. La visione di un mondo diverso, fondato sull’empatia e la solidarietà, nel rispetto della vita di ciascun individuo senziente, è diventata la motivazione trainante di più persone che oggi al Rifugio Miletta si impegnano per costruire una società diversa. Spero sia d’ispirazione la vita degli animali che salviamo, nonostante abbiano un trascorso di violenza e abusi, ora che hanno raggiunto un luogo in cui nessuno li sfrutta più, spero che possano essere ambasciatori della loro specie, ispirando le persone a riflettere sulle proprie abitudini quando queste si ripercuotono sulle vite altrui. Anche se animali!”

Cristina,Illustratrice. @cristinafornelli_illustration

La magia sta nel guardare oltre

“Ho sempre amato sognare, disegnare, e guardare, anche leggere ma soprattutto guardare libri. Rispetto al disegno i consigli dei miei famigliari erano, ovviamente, contrari alla mia aspirazione. Sono arrivate, quindi, necessità di lavori stabili e costruzioni di una famiglia. Colori e matite chiusi dentro il solito cassetto. Ero felice, eh! È successo che, poco prima di dare alla luce Riccardo, mio marito mi pianta lì perché non è più innamorato di me. Mi pianta lì davvero, con scarpe e sedere tutto sotto terra. Ho sofferto moltissimo, ma ora sono felice e non provo alcun tipo di rancore verso di lui, è solo un uomo fragile. Mi ritrovo talmente infognata e sola in questo ruolo che sognare diventa stupendo e unico. Succede poi che i miei figli crescono con una mamma molto sgangherata e in un piccolo tentativo di evasione dalla mia vita incontro un uomo. Vede la mia passione e mi spinge a provarci. Ora sono in questo punto della fermata del treno. Nella valigia troppi sogni, il mio amore per gli albi illustrati, il mio ascoltare vite e cercare di dare immagini a sentimenti. Di questa mia ennesima partenza, in tasca le persone che ho incontrato, i loro racconti così spietatamente sinceri. Ecco, Olivia, qui sono arrivata, con un biglietto accartocciato verso un’altra destinazione sconosciuta, il naso al finestrino per vedere se qualcuno alza una mano per salutare e la speranza che alla prossima fermata qualcun altro mi aspetti.”

Silvia, Architetto Paesaggista e Founder of @Bloggergreen

Se la natura ti seduce, lo fa con tutta la sua affascinante e imprevedibile prorompenza. Come un tumulto di baci sulla pelle spoglia.

“La passione per la natura credo di averla sempre avuta e l’etimologia del mio nome ne è la conferma Silvia da silva “abitante della selva” o “che viene dal bosco”. Ho sempre amato giocare con i fiori, da piccolina amavo creare collane e coroncine di margherite, la natura mi ha trasmesso una particolare sensazione di benessere. Con il passare del tempo, ho acquisito consapevolezza della mia propensione verso il mondo naturale. Ho scelto di diventare un architetto paesaggista. Negli anni in cui la professione erano quasi sconosciuta. Non nascondo che è stata molto dura. Studiavo e dentro di me si rafforzava la consapevolezza dell’importanza dell’ambiente, la bellezza del mondo naturale. Questa consapevolezza si scontrava con il mondo esterno, capace d’ignorare. Al tempo vivevo nella mia città natale. In una provincia in cui purtroppo la natura, nonostante sia la protagonista indiscussa del paesaggio circostante, è tristemente declassata rispetto al calcio e alle opere edili. Per anni ho partecipato ad attività di volontariato per contribuire a trasmettere un messaggio di rispetto per l’ambiente, con ferma convinzione, fino a quando ho compreso che anche chi “lottava” al mio fianco aveva interessi diversi dall’ambiente, legati principalmente alla “conquista della poltrona”. Così ho deciso di cambiare città e vita, di vivere sempre in Italia, ma in una città con più stimoli, apparentemente meno green delle altre, ma che ha tanto da raccontare e insegnare. Bloggergreen nasce un po’ come valvola di sfogo, una gran voglia di condividere con il mondo la mia visione green. Condividere le mie conoscenze mi rende libera e felice. Felice di trasmettere un messaggio o un’informazione utile a chi vuole acquisirla. Così la mia piccola community su Instagram, ricevo sempre tanti complimenti sulle mie foto e sul modo di raccontare i miei viaggi, in un’ottica green. Tramite la fotografia, condivido la mia visione dei luoghi, catturo dettagli e adoro condividerli. Le persone mi seguono attivamente e mi sostengono e cosa bellissima, aspettano le mie storie di viaggio. Non voglio essere una musa. Voglio solo contribuire nel mio piccolo a far conoscere. Il mondo della natura che comprende sostenibilità, paesaggio, vegetazione, è immenso. La mia visione può contribuire a sensibilizzare le persone che mi seguono verso aspetti legati a questo mondo. La mia condivisione riguarda molto il paesaggio, il verde in città, il mio obiettivo è sensibilizzare verso il rispetto dello spazio comune, il cosiddetto paesaggio urbano fatto di strade, parchi, aiuole, edifici e persone. La mia professione di Paesaggista ha contribuito a caratterizzare il messaggio che trasmetto tramite i social, le mie foto sono di giardini urbani, paesaggi, nonché luoghi dall’atmosfera green. Mi piace descrivere la mia pagina Instagram come un luogo in cui colleziono foto che raccontano la mia visione green del mondo. Vorrei che le persone si soffermassero a guardare quanto sia bella un’aiuola di erbacee perenni e graminacee, considerate troppo spesso “erbacce”, ma che in un ambiente urbano sono opere d’arte studiate da professionisti che creano il bello, un bello contemporaneo che aiuta l’ambiente e contribuiscono a rendere pazzesca la nostra esperienza di vivere lo spazio urbano.”

Ora tocca a voi scoprire tutte le altre! Buona lettura.



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