Chiara Bardini è amministratore delegato di Agrimontana, azienda italiana leader del settore dei marrons glacés e della frutta candita. L’abbiamo intervistata per capire qualcosa di più del suo lavoro e del mercato italiano.
Secondo lei esiste l’imprenditoria al femminile?
Personalmente lo trovo limitativo: sicuramente da alcuni anni essere imprenditori in Italia è molto impegnativo, richiede grandi sacrifici e grande “pazienza”, doti che possono essere sia maschili che femminili. Più che una questione di genere è una questione di carattere e forse anche di educazione.
[dup_immagine align=”alignleft” id=”100095″]Ora si occupa dell’azienda di famiglia. Quali novità ha portato?
Per esempio portare la filosofia di Agrimontana, che da sempre si contraddistingue per la naturalità degli ingredienti e l’’accurata selezione di materie prime, in alcuni settori nei quali invece dominava la chimica degli additivi alimentari, come la gelateria. Oppure nel mondo delle gelatine di frutta: questo prodotto che è dedicato ai bambini, è sempre stato prodotto utilizzando coloranti e aromi, mentre si può rinunciare a un colore più brillante ed utilizzare invece buona frutta che garantisce un buon sapore.
Qual è l’aspetto che le piace di più del suo lavoro in Agrimontana?
Difficile da dire: mi piace lavorare nel settore alimentare perché ritengo che l’alimentazione abbia un ruolo fondamentale non solo sulla nostra salute fisica ma anche su quella emozionale e psichica. Mi piace poter toccare con mano e verificare ogni giorno i prodotti che andranno sul mercato; mi piace studiare nuovi prodotti e provare ogni giorno a migliorarli; mi piace coinvolgere tutte le persone all’interno dell’azienda affinché si sentano partecipi e responsabili del successo del nostro brand.
Lei è anche mamma di due bambini. È difficile conciliare tutto?
Sarebbe impossibile senza un marito collaborativo: noi donne siamo abituate ad avere il doppio ruolo, ma mi rendo conto che non sempre i mariti sono disposti a fare altrettanto. Devo dire che sicuramente una buona organizzazione anche a casa è fondamentale.
Ha avuto modo di girare l’Italia. Quale idea si è fatta del Paese in questo momento difficile? Secondo lei su che cosa si dovrebbe puntare per la ricrescita?
La situazione è talmente grave che ormai non c’è più un aspetto prioritario rispetto ad altri: bisogna solo iniziare a mettere in pratica tutto quello che si dice da due anni.
Tutti noi cittadini e genitori possiamo invece lavorare per educare i nostri figli a un senso civico che non esiste più, per un rispetto del lavoro come valore importante e non tanto e solo come fonte di reddito fine a se stessa. Dobbiamo educarli anche a un sano spirito di sacrificio che può aiutare a superare i momenti di difficoltà.
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