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Ne I Pirati dei Caraibi 5 la battaglia vita – morte e il senso di famiglia con La Vendetta di Salazar (recensione)

Se l’ultimo film della saga era stato una delusione, con questo nuovo tentativo la Disney prova a riconquistare gli spettatori più affezionati: I Pirati dei Caraibi 5 – La vendetta di Salazar è in tutte le sale dal 25 maggio con un nuovo, avvincente capitolo che prova a recuperare l’atmosfera da avventure favolistiche delle origini.

Nel 2003, la Disney ha lanciato la saga tematica dei Pirati dei Caraibi con il primo film, La maledizione della prima luna, che fu accolto con un incredibile successo di pubblico e con ottime recensioni da parte della critica, incassando 654 milioni di dollari in tutto il mondo. Il secondo e terzo capitolo hanno ricevuto anch’essi un ottimo riscontro, ma la serie ha preso una svolta che ha diviso le opinioni con il quarto film, rivelatosi comunque un impulso per dare una nuova direzione al quinto episodio della saga.

[dup_immagine align=”alignright” id=”239927″]Nell’ultimo film, diretto da Joachim Ronning e Espen Sandberg, la Disney cerca di dare una nuova linfa al franchise riportando al centro non solo i protagonisti storici come quelli interpretati da Johnny Depp e Geoffrey Rush, ma anche quello di Orlando Bloom che per quanto si veda pochissimo sullo schermo aleggia su tutto il film con l’amato personaggio di Will Turner, insieme alle new entry Javier Bardem, Brenton Thwaites e Kaya Scodelario, tutti perfettamente calati nei loro personaggi.

Il cuore de I Pirati dei Caraibi 5 – La vendetta di Salazar sta tutto nel titolo: il capitano Jack Sparrow (Depp) si ritrova di nuovo in fuga insieme alla sua ciurma, stavolta inseguito da un nemico temibilissimo. A cercare vendetta è infatti il capitano Armando Salazar (Bardem), che col suo equipaggio è stato battuto da un giovanissimo Sparrow molti anni prima e condannato a vivere nel regno dei morti. Da lì, il suo esercito di fantasmi trova una strada per inseguire quel nemico che lo ha consegnato alla storia come il grande capitano spagnolo eliminato da un giovane pirata poco più che adolescente.


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Questa volta ad affiancare Sparrow c’è da una nuova generazione di giovani pirati per caso, ovvero Carina Smyth (Scodelario) e Henry Turner (Thwaites): lei è un’astronoma condannata a morte per stregoneria, lui è il figlio di Turner, che deve salvare il padre dal destino della nave Davy Jones. Entrambi uniscono le forze per recuperare il Tridente di Poseidone, il più grande tesoro esistente al mondo, avvalendosi di Sparrow e della sua Perla Nera finalmente ritrovata.

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Il film prova a recuperare quel senso di sorpresa che era proprio dei primi capitoli, con una trama che mette al centro l’eterno dualismo vita-morte: i pirati di Sparrow, rinvigoriti dalle giovani forze di un’astronoma e del figlio di Turner, combattono contro un gruppo di anime fantasma che auspicano di rompere la loro maledizione per tornare a dominare i mari. L’altro grande tema è il senso di famiglia: i legami tra i personaggi, quelli padre-figlio ma non solo, si rivelano la grande trama su cui è intessuto il film. Tutti i personaggi trovano in questo quinto capitolo una loro evoluzione, in particolare quello di Barbossa che si rende protagonista del colpo di scena più emozionante del film e avrà un ruolo risolutivo per decidere le sorti della battaglia. Il finale, come da tradizione, lascia aperta la porta ad un ennesimo sequel.

La critica oltreoceano lo ha definito un episodio non certo memorabile (l’ultimo ad aver messo d’accordo tutti è La maledizione del forziere fantasma), ma per quanto non troppo diverso dai precedenti I Pirati dei Caraibi 5 – La vendetta di Salazar resta comunque un piacere per gli occhi. Da gustare preferibilmente in 3D, per godersi dalla propria poltroncina la pioggia delle monetine della banca dei Caraibi o l’immersione nelle acque aperte dell’Oceano.

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Claudia Gagliardi

Lavoro con le parole, soprattutto quelle scritte, sin da quando ho scelto di studiare Comunicazione all’università. Adoro le storie, pensate, raccontate, messe in scena, soprattutto quando attingono da elementi di realtà. Attualmente sono impiegata presso la testata OptiMagazine.com, per cui gestisco il canale Serie Tv e curo la rubrica Serial Stalkers dedicata all’universo delle serie televisive, amministrando anche l'omonima pagina Facebook. Per hobby sono admin della community (Facebook, Twitter, Instagram) Maratoneti di Mentana.

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