Uomini con i tacchi per dire basta alla violenza sulle donne

La Walk a Mile in Her Shoes è l'evento internazionale che punta a sensibilizzare l'opinione pubblica contro la violenza domestica, facendo marciare uomini con scarpe rosse dai tacchi alti.

Tutti a piedi con le scarpe rosse e tacchi alti. Niente di strano per una donna in una normale giornata di lavoro. Ma se ad indossarle sono uomini qualcosa di curioso c’è. Walk a Mile in Her Shoes, l’evento internazionale che punta a sensibilizzare le opinioni pubbliche contro la violenza domestica contro le donne, è sbarcato nei giorni scorsi, per la prima volta, in Medio Oriente, a Beirut. Oltre 200 uomini si sono dati appuntamento, riposta il Daily Star Lebanon, a Dbayeh per mettersi a tutti gli effetti nelle scarpe delle donne vittima delle violenze domestiche e marciare per quasi due chilometri. Molti gli striscioni a effetto con frasi come “il silenzio nasconde la violenza”, “schiaccia la violenza con i tacchi” eAnche il Libano dice no alla violenza“.

L’organizzazione no profit, a livello mondiale, manifesta per le strada per dire basta alla violenza sulle donne e sì alla cultura del rispetto. Lo fa coinvolgendo gli uomini chiamati provocatoriamente ad indossare stiletto e decoltè e a camminare per le strade in tutela delle proprie compagne. Lanciata nel 2001 da Frank Baird, la marcia è unica perchè è una manifestazione esclusivamente maschile in sostegno del mondo femminile, ecco perchè bisogna “camminare un miglio nelle sue scarpe”, perchè gli uomini capiscano come si sente la donna nella vita quotidiana.

Se in America gli appuntamenti con Walk a mile in her shoes sono fissi e vedono sempre una buona partecipazione di persone la notizia è che per la prima volta i promotori sono riusciti a coinvolgere i ragazzi libanesi in una manifestazione che ha fatto molto clamore. All’evento, trasmesso in diretta da Mtv Libano, hanno partecipato registi, attori, presentatori, ma anche intellettuali, attivisti e comuni cittadini.

Il racconto della violenza sulle donne ha recentemente valso anche un prestigioso premio giornalistico. Il quotidiano Post and Courier di Charleston, pittoresco porto della South Carolina, che si è aggiudicato il Pulitzer per il public service con la serie di articoli intitolata “Till Death Do Us Part”, finché morte non ci separi, dove si racconta la tragedia della violenza domestica. Secondo l’inchiesta nell’ultimo decennio oltre 300 donne sono state “sparate, accoltellate, strangolate, percosse o bruciate a morte dagli uomini della South Carolina, perdendo la vita al ritmo di una ogni dodici giorni, mentre lo stato faceva poco o nulla per fermare questa carneficina di abusi domestici. Qui sono morte più donne per mano dei loro amanti, presenti o passati, di quanti soldati del nostro stato hanno perso la vita in Iraq e Afghanistan sommati”. 
La Facoltà di Giornalismo della Columbia University di New York ha riconosciuto l’eccezionalità di questo lavoro, e lo ha giudicato migliore di qualunque articolo pubblicato dai mostri sacri come il New York Times o il Washington Post.


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