Perché l'acqua del mare è salata

Perché l’acqua del mare è salata

L’acqua del mare non è sempre stata salata. Ecco scienza, storia e curiosità su un fenomeno che affascina grandi e piccini.

È una domanda all’apparenza elementare che tutti noi, non solo da bambini, ci poniamo almeno una volta nella vita. La risposta sembra scontata. In realtà, in origine, l’acqua del mare era dolce come quella di fiumi e laghi. La concentrazione di sale – all’incirca 35 grammi per litro d’acqua – risale “solo” a un miliardo di anni fa.

Come arriva il sale nell’acqua di mare?

Nell’acqua di mare sono disciolti alcuni sali in notevoli quantità. Tra questi, quello più abbondante (circa il 77%) è il cloruro di sodio, cioè il sale che usiamo in cucina. Si dice comunemente che il mare è salato proprio perché al gusto percepiamo il sapore del sale alimentare.

A quale fenomeno scientifico è dovuta la presenza del cloruro di sodio nell’acqua di mare? Il mare è salato perché l’acqua piovana porta con sé, tornando verso il mare, i sali minerali prelevati dalle rocce che attraversa durante le precipitazioni. Tra questi sali c’è anche il cloruro di sodio.

Le piogge, inoltre, sono leggermente acide per il loro contenuto di ioni bicarbonato, dovuto alla presenza di anidride carbonica nell’aria. Le precipitazioni, quindi, sciolgono il sale delle rocce, grazie al suo pH acido, e lo trasportano con sé. In un litro di acqua di mare, come già accennato, si trovano all’incirca 35 grammi di sale. Tuttavia, questa concentrazione può variare in diversi luoghi del mondo.

L’acqua di mare nei secoli

In origine l’acqua del mare era dolce come quella dei fiumi. L’attuale concentrazione di sale ha iniziato a formarsi all’incirca un miliardo di anni fa. Come? Bisogna andare davvero indietro nel tempo. Cioè a quando, quattro miliardi di anni fa, la Terra ha iniziato a raffreddarsi.

Torrenti di pioggia si sono abbattuti sul nostro pianeta per migliaia di anni. L’acqua si è depositata nelle depressioni della crosta terrestre dando origine ai primi mari. Le acque che, intanto, continuavano a scorrere sulla superficie dei continenti, si sono man mano arricchite di sali minerali prelevati dalla terra e li hanno riversati negli oceani in via di formazione.

Sale giurassico

Già al tempo dei dinosauri, nel Giurassico (da 200 a 145 milioni di anni fa), buona parte della superficie terrestre era ricoperta da oceani poco profondi, caldi e salati.

Le temperature tropicali e le maree portavano periodicamente all’essiccamento del mare, formando depositi di sale che sono giunti fino ai nostri giorni. Nell’area montagnosa del Giura (la regione franco-svizzera che ha dato il nome al Giurassico), si trovano infatti spessi strati rocciosi di sale, sfruttati nelle saline fin dall’epoca preistorica.

La concentrazione di sale nell’acqua di mare

La salinità dei mari dipende anche dalla loro profondità. È sensibilmente più alta verso la superficie e nei punti in cui si verifica una forte evaporazione. È invece più scarsa nei mari in cui l’apporto d’acqua dolce è più consistente, ad esempio nelle vicinanze di un estuario.

Dunque, la salinità è ridotta alla foce del fiume, perché qui si mescola con l’acqua dolce. È invece maggiore nelle zone più vicine alla superficie dell’acqua, rispetto a quelle più profonde, perché è proprio nei tratti più superficiali che l’evaporazione è maggiore.

A ciascuno di noi è capitato di fare il bagno in diverse località di mare e di accorgersi che, una volta usciti dall’acqua e sdraiati a prendere il sole, sulla pelle rimane un velo di sale più o meno consistente in base alla zona in cui ci troviamo. In Italia, ad esempio, il Mar Adriatico è più salato del Tirreno.

Ciò vuol dire che se ti asciughi al sole dopo un lungo bagno in riviera romagnola, lo strato di sale che rimarrà sulla tua pelle sarà decisamente più consistente rispetto al sale che ti rimarrà addosso facendo lo stesso bagno in Versilia.

Il Mar Morto

Se ti sei chiesta perché l’acqua del mare è salata e quanto è salata, rimarrai sorpresa da alcune curiosità che riguardano il Mar Morto. Il Mar Morto – in realtà, tecnicamente, è un lago salato – si trova in Medio Oriente, tra Israele, Giordania e Cisgiordania.

La sua principale caratteristica è l’elevatissimo contenuto di sale, che impedisce la presenza di pesci ed altri organismi vivi. Le sue sponde si trovano a circa 400 metri sotto il livello del mare, nel punto più basso della Terra.

Di conseguenza, l’acqua non può defluire ma solo evaporare. Quando l’acqua evapora, i sali minerali rimangono nel bacino, rendendolo il mare più salato del mondo. La sua salinità supera di quasi dieci volte quella di un qualsiasi altro mare. È tra i migliori luoghi del mondo – un altro è il Gran Lago Salato nello Utah (Usa) – dove poter galleggiare senza fare sforzi.

Questa peculiarità si spiega proprio per l’elevata salinità dell’acqua. Essendo l’acqua molto più densa, la spinta verso l’alto che dà ai corpi che vi si immergono è notevolmente superiore rispetto ad acque meno saline.

Le saline

Il sale che usiamo in cucina viene raccolto in prossimità di molti mari, proprio lasciando evaporare l’acqua salata. Stiamo parlando delle saline, impianti costituiti da una serie di vasche in cui l’acqua del mare evapora grazie all’azione del sole e del vento. Al termine del processo di evaporazione, i depositi di sale allo stato grezzo si concentrano sul fondo delle vasche.

Successivamente, i salinari trasformano i blocchi in grani, che vengono poi accumulati in piccole montagne, spesso visibili ai margini delle saline, prima di essere avviati allo stabilimento di stoccaggio. Molte saline, oggi abbandonate in quanto non più redditizie, sono state trasformate in riserve naturali protette caratterizzate da una gran quantità di animali.

Principalmente si tratta di uccelli legati a questo particolare tipo di ecosistema. Le ex saline sono diventate nel tempo ricercate mete di ecoturismo, frequentate soprattutto dagli appassionati di birdwatching.

Le saline italiane ancora funzionanti sono quelle di Cervia (Ra), Trapani, Margherita di Savoia (Bt) e Sant’Antioco (Su). La salina di Margherita di Savoia, con i suoi 4500 ettari di superficie, è la salina più grande d’Italia. Qui, ogni anno, si producono all’incirca sei milioni di quintali di sale.



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