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L’inizio burrascoso del matrimonio tra Facebook e WhatsApp

Mark Zuckerberg acquisisce il popolare WhatsApp per una cifra astronomica e il web impazzisce tra parodie, paura per la privacy e panico per l’assenza del servizio

Dopo l’acquisizione di Instagram per un miliardo di dollari, Mark Zuckerberg torna alla conquista del web acquistando, per la modica cifra di 19 miliardi di dollari, il famoso servizio di instant messaging  WhatsApp.
Certamente i 450 milioni di utenti attivi devono essere stato un richiamo non da poco per il fondatore di Facebook, sempre alla ricerca di nuovi spazi nei quali estendere il proprio impero.
Ma per quale motivo scegliere proprio WhatsApp come sua ultima conquista? Perché quest’app strappa alle compagnie telefoniche quasi 33 miliardi di dollari l’anno ed è, dopo lo stesso Facebook, la seconda più usata negli smartphone di tutto il mondo.

Una cifra esorbitante

19 miliardi whatsapp parodia
Il costo di Whatsapp è 0,89 centesimi. Per Mark Zuckerberg? 19 miliardi!
 Diciannove miliardi di dollari sono difficili da immaginare: l’unica maniera di comprenderne l’entità è probabilmente quella di compararla con altre cose che si potrebbero comprare.
Tra gli esempi che si possono trovare nel web ci sono l’Islanda, che si può comprare per “soli” quattordici miliardi, oppure le Olimpiadi di Londra per dieci miliardi e mezzo.
Se invece si vuole fare la morale al caro Mark, allora basterà ricordargli che con quattordici miliardi di dollari si poteva comprare acqua per tutta l’Africa o che con soli tre miliardi si potevano comprare i vaccini per tutti i bambini del mondo. Ma, in fondo, cosa ci avrebbe fatto Zuckerberg con l’Islanda?

La questione della privacy

Gli utenti di WhatsApp hanno però visto in questa acquisizione un pericolo per la loro stessa privacy, data la politica piuttosto sconsiderata di Mark Zuckerberg sull’argomento e sulla quantità di pubblicità che ogni giorno propina ai suoi utenti su Facebook.
Per questo fatto, dall’annuncio dell’acquisto, già 500.000 utenti hanno scelto di migrare su Telegram, un’app concorrente creata da due fratelli russi.
Jan Koum, il fondatore di WhatsApp, si era sempre dichiarato contrario a pubblicità e a invasioni della privacy, riuscirà quindi a mantenersi indipendente dalla presenza ingombrante di Facebook?

Whatsapp down

Neanche quarantotto ore dal passaggio di consegne, WhatsApp si trova a affrontare la prima difficoltà: il servizio sparisce misteriosamente per quattro ore nella serata di sabato 22 febbraio senza nessuna particolare spiegazione. Gli utenti vanno in panico, Twitter si scatena e l’hashatag #whatsappdown raggiunge rapidamente il vertice dei trending topic grazie alle diverse ipotesi sulle cause del blocco.
La più gettonata? Tutta colpa di Mark.

Foto di: WhatsApp, Google+



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