Cambio ora solare ora legale: quando verrà abolita

Cambio ora solare ora legale: quando verrà abolita

Lancette indietro di un’ora con l’addio all’ora legale nella notte tra il 26 e il 27 ottobre: ma cosa accadrà dopo?

Come ogni anno a fine ottobre, sta per scattare il passaggio all’ora solare 2019. Ovvero il ritorno delle lancette degli orologi un’ora indietro rispetto all’attuale impostazione.

L’ora legale

Il 27 ottobre termina infatti per quest’anno l’ora legale. Alle ore 03:00 della notte tra sabato e domenica gli orologi andranno spostati indietro di un’ora alle 02:00. Potendo recuperare così un’ora di riposo aggiuntiva. Un cambiamento che dovrebbe risultare in teoria più favorevole per quanto riguarda gli effetti sul sonno rispetto all’ingresso nell’ora legale. Visto che si può godere di 60 minuti in più.

L’ora legale è una convenzione internazionale. Ci fa spostare gli orologi indietro di un’ora nell’ultima settimana di ottobre per segnare di fatto la fine dell’estate e l’inizio della stagione autunnale. E ci fa spostare gli orologi in avanti di un’ora in primavera.


Ora legale e ora solare

Il passaggio dall’ora legale all’ora solare e viceversa riguarda molti paesi d’Europa. Ma i prossimi cambiamenti d’orario potrebbero essere gli ultimi. Il 26 marzo scorso, infatti, ha fatto molto discutere una decisione del Parlamento europeo, che si è espresso in maggioranza a favore della rimozione permanente dell’ora legale. Il voto della commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento europeo ha espresso la volontà di rimuovere la convenzione dell’ora legale entro il 2021. Questo potrebbe voler dire che già dal 2020 quest’usanza sarà abolita da diversi paesi, che decideranno di mantenere soltanto l’ora solare – quella utilizzata nei mesi invernali – eliminando l’avanzamento delle lancette di un’ora tipico della primavera. Questo per favorire l’uso della luce solare nelle prime ore della sera durante la bella stagione.

La legislazione europea

Dal 2001, ormai, la legislazione dell’UE impone a tutti i paesi del blocco di adottare l’ora legale con lo spostamento degli orologi avanti di un’ora l’ultima domenica di marzo e indietro di un’ora l’ultima domenica di ottobre. Ora però c’è voglia di cambiamento. La Commissione europea ha proposto a settembre 2018 di eliminare la pratica dopo che un sondaggio d’opinione tra i membri dell’UE ha mostrato un’ampia maggioranza a favore della cancellazione. Secondo un rapporto del Parlamento a sostegno di questa proposta, esistono infatti diversi studi scientifici che collegano i cambiamenti di orario ad una serie di effetti deleteri sulla vita delle persone. Perché influirebbero sul fisico interrompendo i cicli biologici. Inoltre, con le nuove tecnologie, le fasce a tariffazione ridotta e nuove tipologie di consumi energetici, sarebbe venuta meno anche la mission storica dell’ora legale. Ovvero quella di risparmiare sull’uso della corrente elettrica.

I paesi Europei

Tra i Paesi membri dell’Unione europea e il resto dell’Europa tutti cambiano i loro orologi alternando ora legale ed ora solare. Ad eccezione dell’Islanda che sceglie di non farlo. Finora si è sempre ritenuto che lo scopo principale dell’ora legale fosse quello di sfruttare meglio la luce del giorno. Con la possibilità quindi di sfruttare un’ora di luce solare in più alla sera piuttosto che al mattino. In tal modo, si riduce il consumo di energia elettrica per l’illuminazione di case, strade e luoghi pubblici. Si ritarda l’accensione delle luci artificiali e si incentiva la produttività delle persone, spingendole ad allungare le loro giornate.

Perché questa decisione

Nondimeno, fu proprio una ragione legata alla produttività delle fabbriche a dare il via alla convenzione che fu poi ribattezzata ora legale. Per risparmiare il combustibile necessario per produrre energia elettrica, la Germania e l’Austria iniziarono oltre un secolo fa, nel 1916, a far avanzare le lancette di un’ora da aprile ad ottobre per guadagnare in luce del giorno. Una pratica che si è poi estesa al resto del Vecchio Continente ed è diventata di uso comune durante il Novecento. Soprattutto durante la crisi petrolifera degli anni ’70, con l’obiettivo di risparmiare energia.

Gli Stati Uniti

In realtà, l’idea di reimpostare gli orologi in avanti di un’ora in primavera e di un’ora in autunno viene fatta risalire per la prima volta ad uno scritto di Benjamin Franklin. Nel suo saggio dal titolo Un progetto economico per ridurre il costo della luce, pubblicato sul Journal de Paris nell’aprile del 1784, suggerì questa pratica come strumento per favorire il risparmio energetico.

Anche negli Stati Uniti la pratica del cosiddetto Daylight Saving Time (ora legale) è partita all’inizio del secolo scorso. Promulgata negli Stati Uniti nel 1918 per risparmiare energia finalizzata a sostenere l’esercito e gli sforzi bellici, fu abrogata un anno dopo ma tornò in vigore durante la seconda guerra mondiale e infine divenne pratica standardizzata nel 1966. Ad oggi anche in molti stati americani è considerata una pratica anacronistica da abolire, tanto che diversi disegni di legge, sostenuti da petizioni popolari da centinaia di migliaia di firme, sono sul tavolo dei governatori per abolire il Daylight Saving Time.

Africa e Asia

Se la stragrande maggioranza dei Paesi d’Europa e del Nord America osserva l’ora legale (con alcune eccezioni come le Hawaii e la maggior parte dell’Arizona che ormai non regolano più le loro lancette), la maggior parte delle aree dell’Africa e dell’Asia invece non lo fa. In Sud America, la maggior parte dei paesi che si trova nei pressi della linea dell’equatore non osserva l’ora legale. Mentre è prevista in Paraguay e nella maggior parte delle aree del Cile. La Russia, invece era passata all’ora legale permanente nel 2011 credendo che migliorasse la qualità della vita dei cittadini, per poi ricredersi totalmente. Nel 2014, il Paese ha deciso di passare all’orario invernale in modo permanente dopo proteste popolari che chiedevano l’abrogazione dell’ora legale.

Cosa succederà dopo il cambio dell’ora

Al momento non è ancora chiaro se il passaggio all’ora solare nella notte fra sabato 26 e domenica 27 ottobre sarà l’ultimo o meno. Il prossimo cambiamento di orario, per ora, resta fissato a domenica 29 marzo 2020. Quando alle 2:00 di notte ci sarà nuovamente lo spostamento delle lancette in avanti per favorire la durata della luce del giorno. Con quello che potrebbe essere l’ultimo passaggio verso l’ora legale dopo la contestata decisione dell’Unione Europea sull’abolizione del cambio stagionale.

Le scelte dei Paesi europei

La disposizione dell’UE prevede infatti che l’ora solare resti in vigore fino al 29 marzo 2020. Poi starà a ciascuno degli Stati membri la decisione su quale delle due impostazioni mantenere in vigore. Il Parlamento europeo ha stabilito infatti che i Paesi favorevoli al mantenimento dell’ora legale dovrebbero effettuare l’ultimo cambio di lancette domenica di marzo 2021. Mentre quelli che preferiscono mantenere l’ora solare dovranno farlo l’ultima domenica di ottobre del 2021.



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