Pin up tattoo

Back to the 50’s con i pin up tattoo

Simbolo di spensieratezza e felicità, in contrapposizione alle privazioni e al dolore della guerra, le pin up girl sono grandi protagoniste della ink art. Scoprite qui come è nato il mito e il valore simbolico dei tattoo che le rappresentano.

50’s rulez. Lo stile fresco e ingenuo del secondo dopoguerra è un grande classico della moda e del costume e continua a conquistare i giovani di ogni generazione, anche quelli cresciuti a pane e smartphone.

Dai vestiti alle scarpe, dal make up alle acconciature, il revival interessa ogni aspetto dell’universo fashion e – in particolar modo negli ultimi anni – si sta affermando come tendenza forte nell’ambito dell’ink art.

I pin up tattoo old school, infatti, adornano la pelle di un numero sempre maggiore di ragazzi e ragazze, che li scelgono non solo per un fattore estetico, ma anche per il loro valore simbolico dalla connotazione fortemente positiva.

Se volete farne uno e siete in cerca di ispirazione o semplicemente siete curiosi, scoprite qui tutto quello che c’è da sapere su questi tatuaggi senza tempo!

Il fenomeno pin up

Il fenomeno dell pin up girls, letteralmente “ragazze da appendere”, nasce durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i settimanali americani iniziano a pubblicare in copertina e al loro interno foto di giovani con gambe lunghissime e forme generose in pose ammiccanti.

Una vera e propria rivoluzione per l’epoca, che colpisce e solletica l’immaginario pubblico senza in realtà mostrare nulla. Il nudo infatti non è contemplato: le pin up al massimo sono in bikini e lingerie, più spesso indossano camicie, short, abiti e gonne al ginocchio.

A creare il mito è il non detto, ciò che ognuna evoca e lascia intuire, sorridendo in maniera disarmante e mostrando maliziosamente il proprio corpo giunonico. Diversamente dalle dive irraggiungibili e circondate da un alone di mistero degli anni ’20 e ’30, le pin up sono inoltre ragazze reali: alte, prosperose e con un viso fanciullesco, incarnano la girl next door americana e raccontano le loro storie sulle pagine delle riviste in cui compaiono.

Un’attitudine “popolare” e “alla mano”, in netta contrapposizione con quella dei sex symbol del passato, che le rende immediatamente beniamine del pubblico, maschile ma anche femminile.

Se per gli uomini infatti rappresentano un sogno erotico e i soldati al fronte ne fanno una sorta di icona-feticcio appendendo le loro foto negli armadietti e nelle stanze delle basi in cui prestano servizio, per le donne sono un simbolo di libertà ed emancipazione, di potere e forza, perché non sono figure altere e distanti, ma rappresentano – seppure in modo fumettistico – la quotidianità e la “normalità”, rivendicandone il fondamentale valore.

Rita Hayworth e le altre

Hanno rivoluzionato un’epoca e sono diventate un mito, entrando a far parte dell’immaginario collettivo, ma… chi sono le pin up girl?

La più celebre è senza dubbio Rita Hayworth. Ballerina e attrice dal fisico giunonico e dalla capigliatura fiammeggiante (anche se si trattava di una tinta, perché in realtà i suoi capelli erano scuri), “esplode” con l’inarrivabile ruolo di Gilda nell’omonimo film del 1946. Vera e propria icona per i soldati al fronte durante la Seconda Guerra Mondiale, la sua immagine viene incollata sulla bomba atomica sperimentale lanciata sull’atollo di Bikini, facendole guadagnare il soprannome di “Atomica” dopo quello di “Dea dell’Amore”.

Meno famose, ma fondamentali nella costruzione del mito delle pin up, sono Betty Grable, la donna con le “gambe da un milione di dollari”, Gypsy Rose Lee, la “regina dello spogliarello”, e Tempest Storm, una delle più grandi burlesque performer di tutti i tempi.

Sono considerate pin up anche Marlene Dietrich, Ginger Rogers, Lauren Bacall, Marilyn Monroe, Ava Gardner, Judy Garland e, in epoca più recente, Brigitte Bardot, Sophia Loren, Lynda Carter e Pamela Anderson.

Il personaggio dei cartoon Betty Boop, invece, per quanto spesso associato all’immaginario delle pin up, è una figura completamente diversa, ispirata alle flapper girls degli anni ’20 e ’30, che vestono e si atteggiano in maniera provocante in contrapposizione al perbenismo dell’epoca.

Il significato dei pin up tattoo

L’origine e la storia del “mito” delle pin up è fondamentale per comprendere come dietro ai tatuaggi a loro ispirati ci sia molto di più della rappresentazione e/o della nostalgia di un’epoca.

Le ragazze “esplosive” degli anni ’50, infatti, rappresentano il benessere, la spensieratezza e la felicità di una società in pace in contrapposizione alle privazioni, alle preoccupazioni e al dolore della guerra.

Il messaggio che trasmettono è positivo e pieno di speranza, proprio come quello che “leggevano” i soldati al fronte. La bella ragazza che sorrideva loro dalla copertina e dalle pagine delle riviste, nella realtà era la fidanzata o la moglie che li aspettava a casa o che avrebbero conosciuto una volta tornati dal fronte, colei per la quale – in definitiva – combattevano e restavano in vita.

Chi sceglie un pin up tattoo, dunque, può decidere di rappresentare un’idea di donna, in omaggio al mondo femminile e alla sua importanza, oppure di “personalizzarlo” con il volto di quella che dà pienezza e valore alla sua esistenza.

 

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