Assegno di ricollocazione: chi può richiederlo e come si fa

Cos'è, chi può beneficiarne e come richiedere questo strumento di politica attiva per il reinserimento nel mondo del lavoro.

Assegno di ricollocazione: cos'è e chi può richiederlo
Assegno di ricollocazione: cos'è e chi può richiederlo

In attesa che il reddito di cittadinanza venga implementato nella primavera 2019, chi è attualmente disoccupato o inoccupato può accedere all’assegno di ricollocazione, uno strumento utile per provare a reinserirsi nel mercato del lavoro.

Anche noto come “buono per disoccupati”, si tratta di un voucher che permette l’accesso gratuito ad una serie di servizi di supporto alla ricerca di un nuovo lavoro presso i Centri per l’Impiego e altre agenzie adibite allo scopo.

A dispetto del nome, che potrebbe trarre in inganno, l’assegno di ricollocazione istituito nel 2015 non prevede l’erogazione di una somma di denaro, ma di un buono da utilizzare presso i Centri per l’Impiego o altri soggetti accreditati allo svolgimento di servizi per il lavoro, in quanto l’importo dell’assegno viene riconosciuto all’operatore che presta la sua assistenza personalizzata al disoccupato in cerca di lavoro.

Il funzionamento dell’assegno prevede infatti che il suo beneficiario si rivolga ad un ente di sua scelta (un centro per l’impiego o un’agenzia del lavoro accreditata), che provvederà ad affidarlo ad un tutor.

Quest’ultimo svilupperà, in base al curriculum e alle aspirazioni del soggetto, un programma personalizzato di ricerca intensiva di opportunità di lavoro presso aziende, enti e realtà lavorative in cerca di personale.

L’aspirante lavoratore sarà dunque chiamato a firmare un Patto di servizio personalizzato che prevederà la sua disponibilità a partecipare ad eventuali corsi di formazione e ad accettare offerte di lavoro congrue al suo profilo.

In sostanza, l’assegno serve a vedersi garantita l’assistenza di una persona qualificata che, in base all’esperienza formativa e lavorativa del disoccupato, si impegni a selezionare tutte le eventuali offerte di lavoro che risultino adatte al suo profilo, seguendo l’interessato fino all’eventuale assunzione.

Incrociare domanda e offerta è la funzione del tutor, che sembra il vero nodo da sciogliere quando si tratta di facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro. Il percorso di assistenza previsto dall’assegno per la ricollocazione dura 180 giorni, con possibilità di proroga di altri 180 nel caso di assunzione con un contratto della durata di almeno 6mesi.

In caso di avvenuto ricollocamento, il tutor responsabile riceve l’assegno di importo variabile dai 250 ai 5000 euro, a seconda della tipologia di contratto stipulato tra l’azienda e l’assistito e della sua durata.

assegno di ricollocazione
Come funziona l'assegno di ricollocazione

Lo scopo di questo strumento di politica attiva è incentivare il reinserimento lavorativo delle persone inoccupate o rimaste senza lavoro: entrato a regime dallo scorso marzo 2018, l’emissione dell’assegno di ricollocazione è appannaggio dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal), l’ente pubblico che coordina la rete nazionale dei Centri per l’impiego e le politiche contro la disoccupazione.

Possono presentare domanda per l’assegno di ricollocazione i disoccupati che percepiscono l’indennità di disoccupazione NASpI da oltre 4 mesi; i beneficiari del Reddito di Inclusione; i lavoratori coinvolti nella cassa integrazione per riorganizzazione aziendale e crisi; i disoccupati beneficiari di misure di politica attiva analoghe erogate da amministrazioni pubbliche centrali o territoriali come Regioni e Province, ma solo una volta terminate le stesse.

L’assegno di ricollocazione può essere richiesto online attraverso l’apposito modulo presente a questo link sul sito dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive per il Lavoro, dopo aver effettuato la registrazione al portale. Per i meno tecnologici, è possibile rivolgersi ai centri per l’impiego e alle agenzie del lavoro accreditate, oltre che ai patronati convenzionati con l’Anpal.


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