Andy Warhol’s Stardust: a Milano la stella della pop art

Andy Warhol è in mostra a Palazzo Novecento di Milano, fino all'8 Settembre 2013. L'artista è stata una stella del panorama artistico-contemporaneo. In mostra le sue opere e una sorpresa che non ti aspetti...

Self Portrait_Andy Warhol
"Self Portrait" / 16 Miles of String Flickr

Mostra per una “Stardust”

Il Museo del Novecento di Milano, fino all’8 Settembre, dà spazio al movimento della Pop Art e al suo portavoce, il più autorevole.
Un viaggio nella storia di Andy Warhol che, come un segmento con capo e coda, attraversa vita ed evoluzione stilistica.
La mostra, composta dalle stampe della collezione Bank of America Merril Lynch, titola  “Andy Warhol’s Stardust” . La polvere di stelle ricorre nelle opere di Warhol, come tecnica artistica, ma “Stardust”  è lo stesso Warhol, stella abbagliante nel panorama artistico contemporaneo ed internazionale, creatore di icone immortali.
Nella mostra Marilyn (1967) bionda, bellissima e colorata, apre ad una serie di opere fumettistiche con Mickey Mouse e Superman; segue la serie “Interview” con Yoko Ono, Charlie Sheen, David Bowie. Di Warhol è nota la riflessione sulla realtà consumistica moderna nelle dieci serigrafie “Campbell’s Soup”.

Marilin Monroe_Andy Warhol
"Marylin Monroe" / Sephisis666 DeviantART

Nessuno escluso. Tutto è arte

L’arte della “Stardust”  non ha escluso bensì incluso: dai barattoli di zuppa alle bottiglie di coca-cola, dai ritratti di vip in carne ed ossa ed altri tratti dal mondo disneyano e fumettistico.
La tecnica, il taglio dell’immagine e la tavolozza sono uguali per gli uni e gli altri, secondo Warhol, tutto è sufficientemente attraente ed importante.
L’arte si pone in posizione paritaria rispetto a questioni quali il consumo di massa, la ripetizione seriale, l’espropriazione di significato.
Nelle  sue opere Warhol, dal dopoguerra fino agli anni ’60, riflette sulla sovrabbondanza di immagini e sull’arte come fatto democratico, alla portata di tutti e strettamente connessa alla pubblicità. Una satira sociale tradotta visivamente nella riproduzione di immagini identiche, seriali, ad un tratto prive di senso.
L’allestimento  della mostra tiene fede al pensiero warholiano tramite  l’allineamento delle stampe, questo  infonde nel fruitore la percezione di una parità valoriale tra le opere, semplici oggetti di consumo. Come essere al supermercato tra file di prodotti allineati.
Informazioni flash compaiono sui muri come piccoli pop-up a rendere l’esposizione fortemente interattiva.

Zuppa Campbell
"Campbell's Soup" / profzucker Flickr

Andy cake designer

Quando si pensa a Warhol vengono in mente le serigrafie, la ritrattistica, le scatole di zuppa Campbell. Questa mostra rivelerà aspetti meno noti dell’artista.
Sapevi che, in gioventù, Andy si dilettava a disegnare torte? Rivelazione.
Nel 1959, pubblicò un libro illustrato da l titolo “Wild Rasberries”.  Un ricettario sui generis con ricette e nomi bizzarri, “Omelet Greta Garbo” e la “Torte à la Dobosch” rendono già l’idea.
Questo elemento della vita dell’artista ha stuzzicato la fantasia della chef Simona Galimberti che, nel suo laboratorio di cake design, in Corso Vercelli n° 59 a Milano, Le torte di Simona, ha realizzato una torta prendendo spunto dal quadro “The Flowers” del 1964. Una torta ricoperta da fiori coloratissimi, come nella cifra stilistica di Warhol.

"Wild Rasberries" / jmason Flickr


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