Addio a Cuore Matto: è morto Little Tony

È morto a 72 anni Antonio Ciacci, in arte Little Tony: ha fatto ballare milioni di ragazzi nei favolosi anni ’60 con il rock’n’roll “all’italiana”

Little Tony 2

Se ne va un altro pezzo della storia della musica italiana, uno dei volti più noti della canzone di casa nostra: nella clinica Villa Margherita di Roma dove si trovava ricoverato da diversi mesi a causa di un cancro ai polmoni, si è spento lunedì scorso Little Tony, al secolo Antonio Ciacci, popolarissima “versione italiana” di Elvis Presley, espressione del rock’n’roll nostrano che raggiunse nei mitici anni ’60 una enorme popolarità. Riderà, Cuore Matto, La spada nel cuore  sono solo alcune delle sue più celebri canzoni. Aveva 72 anni e numerosi sono sul web i commossi messaggi di amici e colleghi per ricordarlo.

Oltre cinquant’anni di rock’n’roll

La sua ultima apparizione è stata lo scorso 9 marzo, quando durante la trasmissione “I migliori anni” ha cantato per l’ultima volta i suoi grandi successi in pubblico. Pochi giorni dopo, è entrato in ospedale per combattere un nuovo “round” contro la sua malattia che, questa volta, ha finito per vincere. Little Tony aveva calcato le scene oltre cinquant’anni, fin dalla fine degli anni ‘60, quando non ancora ventenne cominciò a girare i locali della penisola mostrando subito il suo talento. Nato a Tivoli il 9 febbraio 1941 ma rimasto per tutta la vita cittadino della Repubblica di San Marino dove da diverse generazioni proveniva la sua famiglia, fu notato proprio nei suoi spettacoli “giovanili” nei Castelli Romani da un impresario americano che gli procurò una serie di ingaggi in Inghilterra: fu Oltre Manica che Antonio divenne Little Tony e scoprì il rock’n’roll, che divenne subito il suo marchio di fabbrica. Tornato in Italia conobbe una clamorosa popolarità quando in coppia con Adriano Celentano contò Ventiquattromila Baci, nel Festival di Sanremo 1961. Il Bel Paese, adagiato al sole vacanziero sulle spiagge che iniziavano a riempirsi di turisti dopo il “boom” economico, si divideva di fronte alla sua rivalità con Bobby Solo. Accompagnato dal suo inseparabile ciuffo, Antonio conobbe il picco di popolarità ancora con il Festival nel 1967 dove presentò Cuore Matto, la sua indiscussa hit. E poi collaborazioni con tutti i più grandi artisti canori italiani, fino all’ultimo brano del 2008, celebrativo dei suoi cinquant’anni di carriera dal titolo “Non finisce qui”.

Little Tony

Il ricordo dei suoi amici

Pare che la scelta del suo nome d’arte fosse inspirata a Little Richard, celeberrimo pioniere del rock’n’roll americano, cui aggiunse un tocco di italianità con “Tony”, mentre la passione per il canto gli era stata trasmessa in famiglia, dove suo padre, suo zio e i suoi due fratelli erano tutti musicisti. Grande, naturalmente, il cordoglio soprattutto fra gli amici e i colleghi che hanno vissuto con lui l’epopea di quegli anni. Adriano Celentano, prima di tutto, che ha affidato una struggente lettera di addio al suo sito web; Bobby Solo, amico-rivale con cui aveva anche fondato un gruppo negli anni ’80: i “Robot”, e anche Gianni Morandi, che ha postato sul suo profilo Facebook una foto che lo ritrae con Little Tony in tenuta da baseball una cinquantina di anni fa. E poi ancora Claudia Mori, Patty Pravo,  Renzo Arbore, Nino D’Angelo, Red Ronnie, Fiorello: ciascuno ricorda un incontro con lui, un tratto del suo carattere, il suo talento. Scompare con Little Tony un altro tassello della storia del nostro paese.

Photo Credit: Zellaby; Adedip


Vedi altri articoli su: Attualità | Celebrity |

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *