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A Milano in mostra le opere di Piero Manzoni

Piero Manzoni - Merda d’artista, n. 58, 68 e 80, maggio 1961 - h 4,8, d 6 cm, scatoletta di latta, carta stampata, Fondazione Piero Manzoni, Milano, Foto Bruno Bani, Milano
Piero Manzoni - Achrome, 1959 circa - tela grinzata e caolino, 69x99 cm, Collezione privata
Piero Manzoni - Achrome, 1960 - panno cucito 80x120 cm, HEART Herning Museum of Contemporary Art, Herning (Danimarca)
Piero Manzoni - Achrome, 1960 circa - base in legno, gancio e caolino, 10x6x6 cm, Collezione privata, Foto Attilio Maranzano, Milano
Piero Manzoni - Achrome, 1961 - pelle di coniglio, base di legno bruciato, d 45,5 cm (base 46,9x46,9x46,9 cm), HEART Herning Museum of Contemporary Art, Herning (Danimarca)
Piero Manzoni - Achrome, 1962 circa - pacco in carta da imballo, 60x80 cm, Fondazione Piero Manzoni, Milano, Foto Bruno Bani, Milano
Piero Manzoni - Achrome, 1962-1963 - pallini di polistirolo espanso e caolino, 73x60 cm, Fondazione Piero Manzoni, Milano, Foto Bruno Bani, Milano
Piero Manzoni - Achrome, 1958-1959 - tela a quadri e caolino, 35x25,5 cm, Collezione privata
Piero Manzoni - Corpo d’aria n. 28, 1959-1960 - scatola in legno, contenente palloncino in gomma, tubo per gonfiare e piedistallo,4,8x42,7x12,4 cm - Fondazione Piero Manzoni, Milano, Foto Giovanni Ricci/Annalisa Guidettimore
Piero Manzoni durante le riprese del cortometraggio Uova presso lo studio del filmgiornale S.E.D.I., Milano 1960 - Fotografie di Giuseppe Bellone (filmato di Gianpaolo Macentelli)
Piero Manzoni durante le riprese del cortometraggio Uova presso lo studio del filmgiornale S.E.D.I., Milano 1960 - Fotografie di Giuseppe Bellone (filmato di Gianpaolo Macentelli)
Piero Manzoni firma una modella trasformandola in Scultura vivente, durante le riprese per il filmgiornale S.E.D.I., Milano 1961
Piero Manzoni - Impronta, 1960 - Inchiostro su carta, 10x7,5 cm, Collezione privata
Piero Manzoni - Linea 7200 m, 1960 - inchiostro su carta, cilindro di zinco ricoperto da fogli di piombo, h 66, d 96 cm, HEART Herning Museum of Contemporary Art, Herning (Danimarca)
Piero Manzoni - Uovo scultura n. 21, 1960 - uovo in scatola di legno, 5,7x8,2x6,7 cm, Fondazione Piero Manzoni, Milano, Foto Bruno Bani, Milano

Sicuramente l’opera più famosa di Piero Manzoni è la Merda d’artista, idea che gli è valsa migliaia di risatine da parte di ogni studente del liceo che lo abbia mai affrontato sui banchi di scuola.
Ma oltre a questa opera, che allude a come un artista, grazie ai meccanismi commerciali della società dei consumi, possa vendere una parte di se stesso al valore dell’oro, molte altre sono le opere che hanno permesso a questo artista milanese di essere uno dei più apprezzati sulla scena delle Avanguardie italiane del XX secolo.

Piero Manzoni

L’influenza di Duchamp e del suo Ready Made è chiaramente visibile, ma non è certamente l’unica influenza che gli ha permesso di ottenere il suo grande successo: lo spazialismo di Fontana, con il quale condivide la carriera, l’arte nucleare di Enrico Baj, la grande tendenza all’astrattismo o meglio alla “pittura industriale” sono sicuramente altrettanto importanti.
Piero Manzoni debutta nel 1956 a Soncino, non lontano da Cremona. L’ambiente milanese lo adotta presto, perché s’ispira certo a Baj e a Fontana, ma si identifica come voce forte e distante dai suoi mentori.
Si afferma grazie ai suoi Achromes (Incolori), quadri che si concepiscono senza titolo, che nulla descrivono e nulla intendono comunicare.
Ma gli Achromes sono solo il punto di partenza della sua carriera da cui si dipaneranno Linee (dedicate al segno teoricamente illimitato), Uova (uova sode che l’artista annette all’arte contrassegnandole con la propria impronta digitale), Corpi d’aria (corpi che richiamano l’immaterialità) e Sculture viventi (modelle che nel momento in cui vengono firmate diventano opere d’arte viventi), fino alla famosissima Merda d’artista.
La sua carriera durerà fino al 1963, anno della sua morte improvvisa.

La mostra a Palazzo Reale

Nel 2013 si sono celebrati cinquant’anni dalla morte di Piero Manzoni e proprio la vicinanza con questa data così importante, rende molto più doveroso questo omaggio della città di Milano.
Questa mostra nasce con la collaborazione della Fondazione Piero Manzoni, ricostruisce il percorso che documenta con opere primarie tutti gli aspetti della sua attività.

Si tiene a MilanoPalazzo Reale dal 26 marzo al 2 di giugno e riporta molte delle opere che fanno parte delle collezioni milanesi.
La mostra è aperta dal lunedì alla domenica, ma con variazione orarie:
Lunedì: 14.30-19.30
Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica: 9.30-19.30
Giovedì e Sabato: 9.30-22.30
Il prezzo del biglietto è di 11 euro (intero) e 9,50 euro (ridotto).

Marianna Peracchi

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Marianna Peracchi

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