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1989-2014: 25 anni fa cadeva il Muro di Berlino

9 novembre 1989: il governo della Germania Est sotto la pressione dei disordini e delle sollevazioni popolari che avevano raggiunto anche Berlino, dopo che erano partiti qualche mese prima in Ungheria e si erano allargati a macchia d’olio nei paesi che erano chiusi nella “Cortina di Ferro”, annunciò ufficialmente che dopo quasi trent’anni di attesa, di repressione e di morti, le “visite” degli abitanti di Berlino Est nella zona ovest erano “permesse”. Fu un vero e proprio shock che ebbe lo stesso effetto dell’apertura del cancello di uno stadio davanti alla folla in attesa che preme.

Il 9 novembre una gran quantità di berlinesi, iniziando dall’est e poi anche dall’ovest, cominciarono spontaneamente ad arrampicarsi sul muro per smantellarlo pezzo per pezzo, con ogni strumento. Un’aggregazione spontanea, festosa e festante che durò settimane intere in un clima di entusiasmo incredibile e nella sbigottita impotenza del governo della DDR e sotto gli sguardi, spesso essi stessi increduli e a volte segretamente felici, degli uomini di quella polizia di frontiera che aveva ucciso nei 28 anni di vita del muro, almeno 200 persone che avevano tentato di attraversarlo per una fuga disperata.

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Un momento storico

La caduta del muro di Berlino fu senza dubbio uno dei momenti più importanti e simbolici della storia del XX secolo, che ne ha segnato una svolta epocale: la geografia e la politica dell’intera Europa dell’Est fu sconvolta e ridisegnata, la Germania divenne unita meno di un anno dopo e dopo qualche mese crollò su se stessa con una sorprendente ed incredibile velocità anche la stessa Unione Sovietica, fino ad allora monolitica potenza sulla scena mondiale ma in realtà lacerata da crepe e cedimenti che affiorarono improvvisi ed insanabili, come le brecce scavate a mani nude in quel enorme, concreto e simbolico muro. Quest’anno ricorrono i 25 anni da quell’evento i cui riflessi sono stati profondi nella successiva storia del mondo e non soltanto in quella politica o economica.

La storia del muro

[dup_immagine align=”alignright” id=”144798″]La costruzione del muro di Berlino iniziò nella notte tra il 12 ed il 13 agosto 1961 per arginare quello che stava diventando un vero e proprio esodo dall’est all’ovest, oltre due milioni e mezzo di persone dalla fine della guerra fino all’inizio della costruzione. Poche settimane prima, il capo dello stato della DDR e segretario del Partito Socialista Unitario Walther Ulbricht aveva affermato che “nessuno ha intenzione di costruire un muro”. Si iniziò con lunghissime distese di filo spinato, ma solo dopo pochi giorni cominciarono ad essere erette le prime parti in mattone. Il muro subì diverse “ristrutturazioni”, l’ultima del 1975 definita di “quarta generazione” che prevedeva l’utilizzo di quarantacinquemila sezioni di cemento armato alte tre metri e mezzo e larghe un metro e cinquanta. Il muro era lungo 155 chilometri era protetto dalla “striscia della morte”, da chilometri di fossati anticarro, da 20 bunker e 302 torri di guardia presidiate da cecchini armati. Nei 28 anni di vita del muro esso non fu solo un simbolo, ma una vera e propria prigione per i berlinesi: si calcola che i tentativi riusciti di fuga sia stati circa 5000, ma un numero vicino alle 300 persone furono uccise o morirono nell’attraversamento. L’ultimo fu Chris Gueffroy, vent’anni, freddato con una fucilata mentre tentava di scavalcare da Noblestrasse il 6 febbraio 1989. L’ultima vittima del famigerato e terribile muro.
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Anna Invernizzi

Classe 1972, cinque figli e una vita intensa. Laureata in Economia, impiegata, scrivo per passione su tutto quello che mi interessa. In particolare creo contenuti a tema cucina e lifestyle.

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Anna Invernizzi

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