Vita di Pi: storia di un grande amore per la vita

Pi e Richard Parker sono l'esempio di come sia il genere umano che quello animale possano non solo provare amore l'uno per l'altro, ma anche un fortissimo amore per la vita che ogni giorno si sono guadagnati

Vita di Pi
Credits: 20th Century Fox

…. Combattiamo all’infinito. Combattiamo senza curarci di quanto ci costa, delle sconfitte che incassiamo, dell’improbabilità del successo. Combattiamo fino all’ultimo respiro. Non è una questione di coraggio. L’incapacità di arrendersi è un dato caratteriale. Forse è semplicemente stupida fame di Vita

L’amore per la vita

Lui è un ragazzino indiano attratto talmente tanto dalle religioni da decidere di praticarne tre differenti. Il suo nome? Piscine Molitor Patel. Un nome che gli causa non pochi problemi fra i suoi coetanei che non perdono occasione per prenderlo in giro fino a ridurlo semplicemente a Pi Patel.

Il padre gestisce uno splendido zoo che però, a causa dell’instabile situazione economica e politica dell’India degli anni Settanta, è costretto a chiudere decidendo così di vendere alcuni animali ed emigrare in Canada con tutta la famiglia alla ricerca di una nuova vita.

Il viaggio

Giunto il giorno della partenza Pi salpa su una nave insieme alla sua famiglia e ad alcune bestie destinate alla nuova attività canadese.
Durante il viaggio però la nave affonda causando la morte dei genitori e del fratello di Pi e di quasi tutti gli animali eccetto una zebra, un orango, una iena e una tigre del Bengala di nome Richard Parker. Quest’ultimi riescono a raggiungere una scialuppa di salvataggio e trarsi in salvo. Pi è con loro.
Confuso, disorientato e in preda al dolore per la perdita della famiglia, il ragazzo fatica a rendersi conto della situazione in cui si trova.

Ma la sua avventura è soltanto all’inizio e il suo amore per la vita dovrà superare ancora molti ostacoli, prima di riuscire a comprendere il destino che è in serbo per lui.

Nei giorni successivi Pi è costretto ad assistere terrorizzato all’uccisione dell’orango e della zebra da parte della iena e alla morte di quest’ultima per mano della tigre del Bengala, Richard Parker.
Rimasto solo insieme all’animale, il ragazzo medita su come sopravvivere e inizia a riflettere se l’unica via di salvezza non sia quella di uccidere la tigre per non essere ammazzato a sua volta.

La scoperta di un kit di sopravvivenza nascosto all’interno della scialuppa cambia le cose e fra i due naufraghi inizia a instaurarsi un rapporto destinato a crescere con il trascorrere dei giorni.

Io e la tigre

Grazie al Kit in cui sono presenti due distillatori d’acqua marina, delle scorte di cibo e acqua, giubbotti di salvataggio, attrezzi per la pesca e altri oggetti, Pi riesce a costruire una zattera che lega alla scialuppa in modo da rimanere a distanza da Richard Parker.
Ma il ragazzo non considera questa soluzione come la più giusta per la vita che li aspetta in questo futuro prossimo in mezzo al mare. Decide così che per sopravvivere entrambi alla sciagura è bene instaurare un rapporto di convivenza, seppure non convenzionale. Pi inizia così ad addestrare la tigre altalenando autoritarismo, in modo da stabilire gli spazi all’interno della scialuppa, ad amicizia e generosità, aiutando l’animale a sopravvivere insieme a lui.

L’amore per la vita: la sopravvivenza

Pi impara a pescare e a superare tutte le avversità a cui lui e Richard vanno incontro, pur sentendo sempre nel suo cuore la paura della morte e l’imprevedibilità del fato a cui lui e l’animale sono appesi con un filo. La fede in Dio, la condivisione degli oggetti e degli spazi, il nuovo rapporto instaurato con la tigre gli daranno la speranza e lo motiveranno a diventare un uomo più forte e sicuro dei propri mezzi. Un uomo capace di attaccarsi alla vita come nessun altro.

A seguito di numerose difficoltà e imprevisti, e di un mancato salvataggio, Pi e Richard Parker approdano su un’isola deserta che si scoprirà poi essere un agglomerato di alghe corrosive e letali costringendo i due naufraghi ad abbandonarla e riprendere quindi il viaggio verso la vita.

L’arrivo nella civiltà

Dopo 227 giorni di naufragio, finalmente Pi e Richard Parker approdano in Messico.
La tigre, una volta abbandonata la scialuppa, osserva il ragazzo per qualche secondo prima di dirigersi verso la foresta, verso quella vita che ogni giorno ha desiderato ardentemente. E infine conquistato.
Pi, rimasto orfano anche dell’ultimo compagno di viaggio con il quale aveva instaurato un rapporto molto speciale, viene ricoverato in ospedale dove, a seguito di un colloquio con i due agenti della compagnia assicuratrice della nave, trarrà le sue conclusioni morali e religiose, proponendo loro anche un altro racconto, più semplice e senza animali.
Sbalorditi davanti a questa scelta, i due agenti optano per la storia con Richard Parker.

Ed è così che anche noi approdiamo al porto della nostra esistenza.
Con le sue storie, Pi ci mostra due modi di vedere la realtà della vita, ci da la possibilità di scegliere la storia “migliore”, sebbene questo richieda un atto di fede verso la vita stessa.


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