La ricerca della felicità: storia dell’amore di un padre

Quando l'amore paterno supera ogni difficoltà, ogni ostacolo, pur di donare al proprio figlio quella piccola porzione di felicità così meritata

Copyright: Sony Pictures
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“Se tu sei felice io sono felice

Chris Gardner, oggi, è un imprenditore milionario, ma Gardner non ha sempre avuto questa vita: per lui facile e felice non sono sempre stati sul menù del giorno. Tutt’altro.
Erano i primi anni ottanta quando l’intensa povertà che caratterizzava la sua vita divenne ancor più dura dovendo crescere un figlio senza una madre, una casa dove potergli far sentire il calore domestico, senza la possibilità di dargli un futuro dignitoso, ma soprattutto senza la certezza di vederlo, un giorno, finalmente felice.
Eppure per Gardner quel figlio era tutto. Tutta la sua vita, tutto il suo amore di padre.

La storia

È il 1981 a San Francisco. Chris Gardner (interpretato da Will Smith) è marito di una donna, Linda, piuttosto scontrosa e incapace di reggere la crisi economica familiare, ma soprattutto è padre premuroso e affettuoso di Christofer, un vivace bambino di cinque anni.
Nella speranza di sbarcare il lunario Chris cerca di vendere una grossa partita di scanner medici per la rilevazione della densità ossea. Un carico merce rischioso, acquistato con i risparmi di una vita intera.

Il costo eccessivo del macchinario e la poca utilità riscontrata in campo medico, fanno si che le vendite scarseggino fino a divenire inconsistenti. La situazione economica familiare si aggrava ulteriormente portando l’intera famiglia in una situazione disperata e senza un’apparente via d’uscita.
Linda, cedendo allo stress, alla disperazione e stufa di sentir parlare il marito di progetti irrealizzabili, decide di abbandonare lui e il figlio e trasferirsi a New York in cerca di lavoro e fortuna.

Io e te. Padre e figlio

Rimasto solo con il suo bambino, Chris cerca in tutti i modi di rendere dignitosa la vita del figlio fino a quando, in un giorno come gli altri, incontra e ferma un broker che giunge sul posto di lavoro a bordo di una macchina costosa.
Le parole di Chris sono ironiche eppure cariche di significato:
“Due domande: che lavoro fai, e come si fa?”

Venuto a conoscenza dell’azienda Dean Witter, Chris prova tenacemente a diventare consulente finanziario a sua volta, accettando un posto da stagista per cui è previsto un corso di sei mesi non retribuito.
Al termine del corso solo uno dei venti aspiranti broker sarà assunto.

Sfrattato dall’appartamento e senza uno stipendio, Chris si trasferisce con il piccolo Christofer in una squallida stanza di motel e poi in diversi ricoveri per senza tetto o nei bagni della metropolitana, dove i due cercano di sopravvivere in ogni modo, indossando i propri abiti migliori e la tenacia di chi non vuol mollare. Sempre uno accanto all’altro.

La felicità

Diviso tra la vendita degli ultimi scanner, il lavoro non retribuito all’interno della nuova azienda e l’incessante cura per il figlio, Gardner trascorre giorno dopo giorno alla ricerca disperata del denaro con il quale sfamare la famiglia che gli è rimasta, e quella porzione di felicità che, è sicuro, sia lui che il bambino meritano.

Al termine del corso presso la Dean Witter, Chris viene finalmente assunto. La gioia che esplode nel suo cuore è incontenibile e gli permetterà d’ora in poi di continuare a sognare per sé e suo figlio, realizzando così quell’ambizione di felicità che insieme all’amore paterno gli ha permesso di sopravvivere giorno dopo giorno.

In questo film, questa storia vera, fatta di tenacia, fiducia, ma soprattutto di un solido legame tra padre e figlio è la commozione della vittoria a coronare il sogno di una vita. Una realtà americana non così distante da quella che altri padri vivono oggi, da quella che Gardner rammenta giorno dopo giorno, portando nel cuore non la gioia di un lavoro o del denaro che ne consegue, ma l’incredibile gratitudine per aver portato a termine la ricerca della felicità e averla così donata a quella persona che più di tutti ha sempre occupato il suo cuore: il figlio Christofer.

Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Neanche a me. Ok? Se hai un sogno tu lo devi proteggere. Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare. Se vuoi qualcosa, vai e inseguila. Punto.


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