Come riconoscere la violenza psicologica

Come riconoscere la violenza psicologica

La violenza psicologica è meno evidente di un abuso fisico: ma questo fenomeno è largamente diffuso e ha effetti devastanti sulle vittime.

I segnali per riconoscere la violenza psicologica. La violenza psicologica, pur essendo meno evidente di un abuso fisico, è molto diffusa: tante donne però non sanno riconoscerla

Cos’è la violenza psicologica

La violenza psicologica, pur essendo meno evidente di un abuso fisico, è un fenomeno purtroppo largamente diffuso: in Italia oltre 7 milioni di donne sono vittima di questo abuso da parte del proprio partner. Non lasciando segni visibili, però, può restare nascosta per anni e lasciare strascichi devastanti nella vittima. La violenza psicologica, infatti, è un vero e proprio abuso che può distruggere le relazioni, le amicizie, il lavoro, la famiglia e l’autostima di chi la subisce. Se non si riconoscono i segnali di questo sopruso, si rischia di vivere un trauma psicologico prolungato.

La violenza psicologica è un reato

La violenza psicologica, esattamente come quella fisica, può essere legata a forme di reato descritte da molti articoli del Codice Penale. Si tratta quindi di un vero e proprio reato, anche se solo poco più dell’11 per cento delle vittime lo denuncia. Esistono diverse tipologie di violenza psicologica: alcune di esse si sviluppano all’interno di una coppia, altre in famiglia, altre ancora all’interno di un gruppo (di amici o di lavoro, per esempio). La maggior parte delle vittime sono donne, ma anche bambini e uomini adulti possono subirla.

Gli effetti della violenza psicologica

Come abbiamo detto, la violenza psicologica non è un singolo episodio, bensì un comportamento protratto nel tempo, un trauma prolungato. Gli effetti di questo sopruso possono essere devastanti: si erode l’autostima e si perde la fiducia in se stessi e nelle relazioni. Non solo: alla base della violenza psicologica, soprattutto all’interno di una coppia, c’è l’isolamento della vittima, che quindi perderà tutte le altre relazioni. La costante sensazione di non valere nulla, la solitudine in cui si è immersi e il senso di colpa perenne, fanno sì che la vittima sia più esposta al rischio della depressione. Il senso di colpa, credere di meritare la violenza potrebbero addirittura spingere la vittima ad avere tendenze suicide.

Come riconoscerla

Riconoscere la violenza psicologica all’interno di una coppia non è affatto semplice. Questo perché, come spiegano le vittime stesse, i comportamenti da parte del partner si insinuano in maniera graduale nella coppia e diventano più marcati solo dopo essere andati a convivere o addirittura dopo il matrimonio. Ci sono però alcuni segnali che possono far scattare il campanello d’allarme per riconoscere questo sopruso in modo preventivo.

Umiliazione

L’obiettivo di un partner che perpetra un abuso nei confronti della compagna o moglie è uno solo: minare la sua autostima. Per farlo, le ripete in maniera insistente che non vale nulla, che nessuna la amerà mai al di fuori di lui, che non è capace di fare niente. Per umiliare la vittima, l’aggressore usa dei nomignoli e delle etichette (“stupida”, “fallita”), la ridicolizza, e spesso alza il tono della voce per intimidirla e farla sentire piccola. L’umiliazione può avvenire anche in pubblico. Inoltre l’aggressore sminuisce i successi e i traguardi raggiunti dalla partner e colpisce i suoi punti deboli, per infastidirla.

Controllo

Un’altra via che l’aggressore usa per perpetrare la violenza psicologica ai danni della sua vittima è il controllo. Tramite il controllo delle amicizie e delle relazioni (anche familiari), infatti, riesce a isolare la sua partner, arrivando a trattarla come un oggetto di sua proprietà. La scusa più utilizzata è che il controllo serva a proteggerla e ad allontanare tutte quelle persone che non possono capire “il suo amore”. Un segnale evidente di violenza psicologica è si ha quando lui vuole sapere tutti gli spostamenti e le cose che fai, ma questo principio vale anche per il tuo lavoro, il tuo conto in banca e i contatti che hai sui social.

Gelosia e stalking

La persona che vuole usare violenza psicologica è solitamente gelosa in maniera ossessiva. Talvolta la gelosia sfocia nello stalking: centinaia di telefonate quando sei in giro da sola, vuole sapere con chi sei, dove sei e come sei vestita. Non puoi uscire con una gonna corta o un vestito scollato, non puoi parlare o scrivere a un amico, non puoi uscire con le amiche e addirittura ti accusa di flirtare con qualcuno e di tradirlo: questi sono chiari segnali della sua volontà di schiacciarti e annullarti come persona.

Accuse

Un atteggiamento tipico di chi usa violenza psicologica è quello di accusare e incolpare continuamente la persona che ha accanto. Questo comportamento deriva dalle insicurezze di chi è violento e tende a creare una gerarchia nella quale lui è in alto e tu sei in basso. Chi mette in atto un sopruso come la violenza psicologica, infatti, tende a smentire quello che stai dicendo, accusandoti e incolpandoti, in modo tale da far crollare le tue certezze e facendoti anche sentire in colpa. Di conseguenza, tutto quello che non funziona dipende da te, ti incolpa dei suoi problemi e dei suoi insuccessi, facendoti sentire responsabile per ogni inconveniente.

Limitazioni

Controllare i tuoi spostamenti e la tua vita privata non gli basta: chi mette in pratica la violenza psicologica pretende anche di controllare e limitare il tuo conto in banca. In questo modo ti rende dipendente da lui. Talvolta questo atteggiamento sfocia nella vera e propria reclusione, caratterizzata da umiliazioni e soprusi quotidiani. Controllare il portafoglio della partner gli consentirà non solo di verificare in che modo lei spende i suoi soldi, ma ha lo scopo principale di limitare le possibilità della donna di rendersi indipendente. Altre limitazioni riguardano l’uso di internet e della tv: il partner teme che la compagna si informi, sviluppando magari un pensiero autonomo, e che quindi lo abbandoni. Spesso le vittime di violenza psicologica sono costrette a lasciare il lavoro.

Insulti e minacce

Spesso le donne vittime di violenza psicologica non riescono a uscirne perché il compagno, nei continui scatti d’ira, dopo gli insulti passa anche alle minacce. E spesso, purtroppo, le minacce non riguardano solo la compagna, ma anche la sua famiglia e i suoi figli. Questo è il segnale più chiaro (e preoccupante) che la persona con cui stai non ti ama  davvero, ma vuole solo possederti.



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