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Le fasi del lutto, ecco quali sono

Perdere una persona cara non è semplice. Elaborare un lutto non è cosa facile. Le morti, fanno parte della vita stessa. È una cosa che non possiamo negare, è il cerchio della vita, se vogliamo usare un’espressione poetica. Seppure consapevoli di ciò, quando una persona a noi cara viene a mancare, ci sentiamo smarriti, abbiamo paura, tocchiamo il fondo e facciamo fatica a risalire. Anche quando le morti sono “annunciate” la sofferenza non diminuisce, stiamo male e, il nostro malessere è giusto e fisiologico.

Elaborare un lutto: superare il dolore

Aurora Autieri nel suo libro dal titolo “Come elaborare il lutto” cerca di spiegare come gestire un grande dolore. Elaborare un lutto è il percorso più doloroso e difficile della vita; è una sorta di interruzione, un black-out della vita stessa, per chi lo percorre.
“Come noi non viviamo per sempre, il lutto, e tutto il dolore e il senso di disfacimento che questo trascina con sé, non durano per sempre”.
Il libro è pregno di messaggi molto profondi e avvolge il lettore in una carezza, in un abbraccio, rappresentando quel counseling emotivo necessario per accettare la perdita della persona cara. E soprattutto per continuare a portarla con te.

Elaborare un lutto: la perdita

La perdita di una persona a noi cara rimette in discussione ogni cosa, smaterializza il nostro esistere. Rende impercettibile il trascorrere del tempo, svuota di senso sia i nostri gesti, sia quelli degli altri.
Ogni cosa sembra perdere familiarità e allo stesso tempo ci si aggrappa a quelle quattro pareti che ci troviamo intorno come a una gabbia che protegge e mantiene intatto il ricordo di chi non c’è più.
Per quanto possiamo essere circondati dalla famiglia e dagli amici, ogni lutto è, all’inizio, un “affare privato”. Un’interruzione nella trama della nostra vita che sembrava avere già scelto i propri personaggi e il proprio dispiegarsi della narrazione.
Passiamo, in un certo senso, dall’avere all’essere: dall’avere la persona amata a fianco, il legame che ci univa reciprocamente, all’essere quel legame, all’interiorizzare quella persona.
Tutto cambia, alcune pagine vengono strappate, altre diventano improvvisamente bianche e non solo ti sembrerà di aver finito l’inchiostro con cui scriverle ma, soprattutto, la voglia di proseguire la narrazione. Mancherà la capacità di darti una spiegazione per l’uscita di scena di un personaggio così fondamentale e importante.

Elaborare un lutto: la fiducia nel futuro

Mancherà la prospettiva, non solo quella verso il futuro ma anche quella entro la quale catalogare, affrontare e elaborare un lutto che ti ha colpito.
Anche le stesse parole “lutto” o, ancor peggio, “morte” ti suoneranno inascoltabili, impronunciabili. Troppo definitive e ingiuste per poter essere accettate, avide del tuo respiro che quasi ti verrà a mancare.

In certi casi, quando siamo piegati e schiacciati da un dolore e qualcuno prova a parlarcene o a offrirci una via di risoluzione, ci viene immediato dire o pensare “è facile parlare, soprattutto per chi ne è fuori”. Ma una delle cose che devi comprendere è che la morte riguarda tutti noi. Ognuno di noi ha provato il dolore di una perdita importante e ognuno di noi, con i suoi tempi, è riuscito a risollevarsi e a tornare sorridere e, soprattutto, a vivere.
Come noi non viviamo per sempre, il lutto e tutto il dolore e il senso di disfacimento che questo trascina con sé non durano per sempre.
Nessuno più di te sa in prima persona quello che stai attraversando, perché ogni perdita è personale, ma ciò che ti occorre proprio capire è di non essere solo. Ne uscirai, come lo abbiamo fatto tutti.

Noi e il defunto

La morte di una persona amata porta sempre con sé la morte apparente di una parte di noi stessi. Apparente, però, perché da quelle ceneri noi risorgeremo, avremo una seconda rinascita perché è inevitabile. La vita deve vincere sempre e se ti accorgessi di essere un po’ diverso rispetto a prima che questa perdita ti colpisse non affliggertene: il lutto cambia, è normale.
Cambia il succedersi di capitoli su cui avevamo fantasticato per la nostra storia personale ma la narrazione continua e siamo noi a tenere la penna in mano.
Come il giorno è scandito da mattino, pomeriggio e sera, anche la vita attraversa queste tre fasi di nascita, crescita e morte.
È doloroso ma è naturale.
A un giorno, però, ne succede sempre un altro e sii fiducioso, sarà un giorno di rinascita.

La depressione

Anche questa, per  quanto paurosa, è una fase dell’elaborazione del lutto. Questo stadio depressivo sembra durare per sempre, ma non è assolutamente un segno di malattia mentale. Al contrario, è una reazione appropriata ad una perdita così grande. E va vissuta appieno per arrivare alla guarigione.

Accettazione

Questa fase è il momento in cui si arriva ad accettare la realtà: la nostra persona amata è scomparsa fisicamente e non tornerà più. Si impara a vivere con questa consapevolezza. Non ci passi sopra, ti ci abitui.

Cerca di mantenere o riprendere i tuoi hobby ed interessi

Puoi trovare conforto nella routine e nel tornare ad intraprendere le attività che ti portavano gioia. Puoi farlo pian piano e con i tuoi tempi, non è necessario correre. Prova a dedicare uno spazio ed un tempo nel corso della giornata per stare sola in un luogo tranquillo. Prova a pensare alle cose che puoi fare per prenderti cura di te stessa. Trova qualcosa che ti faccia stare bene e prova a metterla in pratica.

Non permettere a nessuno di giudicarti per ciò che provi

Il tuo dolore è tuo e nessun altro può dirti quando è il momento giusto per andare avanti. Permetti a te stessa di sentire le tue emozioni senza giudicarti. È giusto essere arrabbiati, così come è giusto non aver voglia di parlare, di piangere o di non piangere.

Anche se gli altri non saranno in grado di comprenderti fino in fondo e ti potranno far sentire giudicata, questo è il tuo dolore e puoi permetterti di viverlo come vuoi.

Silvestra Sorbera

Silvestra Sorbera, classe 1983, piemontese di origini siciliane, è una giornalista e autrice di racconti e romanzi. Collabora con i giornali online Gocce di spettacolo, Yomamma, Italiapost e Unadonna. Ha pubblicato nel 2009 “La prima indagine del Commissario Livia” e a maggio del 2016 la seconda indagine dal titolo “I fiori rubati” con la casa editrice LazyBOOK e la terza indagine dal titolo "Castelli di sabbia". Nel 2013 ha realizzato la favola per bambini “Simone e la rana”, e il saggio letterario - cinematografico “La forma dell’acqua. Camilleri tra letteratura e fiction”. Nel 2014 pubblica con la casa editrice LazyBOOK i racconti“Vita da sfollati” e a seguire “Sicilia” e “La guerra di Piera” e a dicembre 2016 il romanzo autobiografico “Diario per mio figlio”. A giugno 2016 con la casa editrice PortoSeguo il romanzo “Sono qui per l'amore”. Nel 2017 pubblica il racconto lungo new adult “Un amore tra gli scogli” e la favola “Simone e la rana. Viaggio nel castello stregato”.

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Silvestra Sorbera
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