Differenze economiche in amore: quanto contano davvero?

Quanto contano le differenze economiche in un rapporto? Anche se molte donne sono ancora a caccia del Principe Azzurro, finiamo per scontrarci con una dura realtà

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L’amore non ha età? Assolutamente no e diremo di più, ha anche un conto in banca, perché amore e soldi non vanno affatto d’accordo. A dirlo un sondaggio del portale Aristofane.com in cui gli uomini maturi possono trovare una ragazza molto più giovane, mentre le donne giovani possono cercare un fidanzato più grande. Di fronte alla domanda “quale professione desiderereste per il vostro futuro partner?” risulta non solo che l’amore non va al di là dell’età, ma soprattutto che nelle relazioni sentimentali si guarda anche e soprattutto al ceto sociale. Su un campione di circa 2 mila persone, infatti, circa il 42% degli intervistati ha dichiarato di desiderare un partner il cui lavoro sia molto simile al proprio e che abbia una categoria socioeconomica uguale.

Dunque anche se Cenerentola sogna da sempre di incontrare il Principe Azzurro e quest’ultimo sogna di stare insieme alla bella cameriera, nella realtà dei fatti le cose sono molto diverse. Nella maggioranza dei casi infatti le relazioni fra persone di ceti diversi, e soprattutto con conti in banca diversi, non va a buon fine.

Spesso ciò è dovuto alla differenza nello stile di vita e negli ambienti che si frequentano, ma anche negli hobby e nel modo di pensare. Alla lunga, dunque, anche se c’è l’amore, la relazione finisce per via di incomprensioni e di una forte incompatibilità di fondo.

Nonostante ciò moltissime donne sognano ancora di trovare il principe azzurro (o per meglio dire, il ricco imprenditore) e cambiare vita. Circa il 35% fra le intervistate di sesso femminile ha dichiarato di cercare un uomo con una posizione lavorativa più elevata rispetto alla propria, per vivere una vita agiata e migliore.

Sono invece il 24% le donne che si sono dichiarate totalmente disinteressate rispetto alla professione del partner e al suo ceto sociale, mentre il 6% delle intervistate desidera un uomo che abbia un impiego di lavoro “inferiore” rispetto al proprio. Una percentuale che sale negli uomini (il 28%) ad indicare ancora un certo maschilismo e la voglia, da parte dei maschietti, di poter primeggiare sulle donne.

A dimostrazione che l’amore, quello dei film, il più delle volte si scontra con una dura realtà, fatta di bollette da pagare, conti in rosso e soldi che non bastano mai.


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