Crisi di coppia.

Sotto l’ombrellone quante crisi di coppia

Pare che l’estate non sia proprio il momento più idilliaco per fidanzati e innamorati, parola degli psicologi di coppia.

Si chiamano sindrome di “Romeo e Giulietta” e di “Dante e Beatrice”, spiega lo psicologo Stefano Benemeglio, padre delle Discipline Analogiche, direttore scientifico dell’«Università Popolare delle Discipline Analogiche» (UPDA), e sono le principali cause di rottura delle coppie sotto l’ombrellone.

Dietro al romantico nome della «Sindrome di Romeo e Giulietta», denominazione che deriva dal fatto che Romeo e Giulietta, pur amandosi, non hanno saputo gestire le difficoltà provenienti da terzi, si celano come causa della rottura gli ostacoli parentali che non hanno permesso ai due di coronare i loro sogni. «La sindrome in questione, manifesta appunto, un fallimento nella gestione degli ostacoli» spiega Benemeglio.

Quando invece a creare disarmonia è la «Sindrome di Dante e Beatrice», quello che accade è che uno dei due componenti della coppia inizia a sentirsi incapace di conquistare il proprio sogno individuale perché si autopercepisce come non all’altezza dal punto di vista delle sue capacità seduttive legate all’essere maschio o femmina.

La causa di base? Pare sia passare troppo tempo insieme senza saper gestire e superare le difficoltà. Mancano, insomma, gli strumenti.

Perché proprio d’estate

Non è che Romeo e Giuletta, Dante e Beatrice d’inverno non facciano litigare i poveri amanti, ma d’estate, complice il maggiore tempo libero e la necessità di anteporre le proprie necessità, i difetti del partner diventano più evidenti agli occhi dell’altro e riemerge ciò che durante l’inverno è rimasto sopito, in quanto gli impegni e la routine distraggono dalla confilttualità. 

Secondo quanto rilevato dalla «Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche», d’estate si litiga di più soprattutto a causa delle opposte esigenze di uomini e donne e dell’incapacità di gestire le differenze di genere.

Prima grande divergenza? La tintarella. Il 72% delle donne ama stare al sole oltre 5 ore, mentre due terzi dei maschi resiste appena tre! Le donne vedono in questa pratica un’occasione per rilassarsi e prendersi cura della propria bellezza, mentre gli uomini dopo un pò si annoiano, preferiscono attività sportive in acqua.

Ma sono anche altre le differenze inconciliabili che alla fine provocano la rottura: gli sguardi di lui alle altre donne in costume, la necessità di lei di aprirsi di più al dialogo durante il periodo più rilassato delle ferie, bisogno non ricambiato.

«Per chi aveva già problemi durante l’anno, l’arrivo dell’estate può addirittura significare la fine della coppia, perché le giornate di permanenza prolungata sotto lo stesso tetto acuiscono tensioni accumulate nel tempo e i dissidi preesistenti» sostiene Stefano Benemeglio.

Così, se non si hanno gli strumenti la coppia scoppia, ma appare chiaro che i problemi si originano prima della bella stagione, d’estate semplicemente tutto si amplifica.

Il segreto per resistere è investire tempo e risorse anche in altri momenti della propria relazione per dotarsi dei giusti strumenti di dialogo e comprensione dell’altro.



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