childfree vivere senza figli

#childfree: il movimento delle donne senza figli

La scelta di non avere figli è sempre più diffusa: in Europa il primato è tutto italiano.

La scelta di non fare figli è sempre più diffusa: un movimento internazionale si ispira addirittura a una vera  filosofia di vita #childfree. Le coppie che decidono consapevolmente, pur potendo, di non allargare la famiglia hanno varie motivazioni, dalla paura di non essere all’altezza, al timore di perdere la libertà, alle difficoltà economiche o sociali. Ecco allora che scatta la decisione: non hanno problemi di sterilità, non sono motivati abbastanza o vogliono restare liberi, da cui l’appellativo anglosassone #childfree (liberi da figli).

Il movimento ha preso piede anche in Italia con molti blog e siti sul tema. Le donne italiane sono quelle che fanno meno figli in Europa con il 24% che non ha bambini (in una fascia di età compresa sotto i 50 anni). Secondo molte la vita è troppo impegnativa e i problemi quotidiani non lasciano spazio alla famiglia, e per alcune non si tratta nemmeno di mancanza di supporti familiari o risorse economiche. Qualcuna aspetta il momento giusto che poi non arriva mai, perché è subordinato alla stabilità economica, alla sistemazione nella casa dei sogni, alla crescita professionale. Responsabili sono anche le conquiste nel campo della riproduzione assistita, che hanno convinto molte donne che si possa aspettare: l’orologio biologico non conta più come un tempo e l’idea di poter fare figli tardi (e i continui esempi da personaggi esemplari come cantanti, attrici o soubrette) fa rimandare ancora di più. La maggiore consapevolezza e la diffusione dei contraccettivi hanno reso poi la procreazione una scelta più consapevole, cosicché nascono meno figli, perché è notevolmente diminuita la percentuale delle nascite non volute.

motivazioni childfree
Il calo demografico costante iniziato negli anni ’70 del secolo scorso potrebbe essere letto quindi come un antesignano del movimento #childfree, che, rispetto al precedente, sembra una scelta più consapevole e volta al proprio benessere. Spesso si ha la convinzione che la famiglia con uno o due figli sia un peso, un onere faticoso da portare avanti e che una volta compiuto l’inesorabile passo, niente sarà più come prima. Il cambiamento è certo radicale, ma non per questo causa uno stravolgimento soltanto in negativo. Anche la morale tipica del nostro paese è responsabile dei cambiamenti sociali cui si sta assistendo: nonostante le rivoluzioni relative alla suddivisione dei compiti tra sessi e al ruolo della donna nella società e in casa, molte italiane pensano che sia fondamentale la loro presenza accanto ai figli e che quindi metter su famiglia significhi dover lasciare o sacrificare il lavoro, convinzione che invece non sfiora la maggior parte delle altre donne europee.


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