AAA cercasi uomo perfetto: il caso della manager Tereza Burki

Come si può trovare l'uomo perfetto?

AAA cercasi uomo perfetto
AAA cercasi uomo perfetto.

Se sei una donna di successo senza idea di cosa siano i problemi economici, divorziata da tempo ma alla ricerca di un nuovo amore e inizi ad avere un’età dove non è poi più così semplice cercare un buon partito che soddisfi pienamente le tue esigenze, cosa fai? Non ti abbassi a cercare la possibile anima gemella attraverso gli ormai gettonati sistemi di dating digitale, ti rivolgi ad un professionista.

Se poi tra le esigenze c’è anche quella che il candidato maschio rispetti uno status sociale alto e sia anche affascinante e attraente, ti affidi a un’agenzia d’elite.

Tereza Burki, manager inglese di 47 anni divorziata e con tre figli, si è rivolta all’agenzia Seventy Thirty speranzosa di risolvere il problema di non riuscire proprio a incontrare un nuovo uomo in grado di soddisfare le sue necessità.

L’agenzia si vende come la soluzione per questo tipo di questioni relazionali, garantendo riservatezza ed un “elenco abbonati” di altissimo livello economico e sociale. Il direttore dell’agenzia arriva addirittura a garantire alla signorina Burki il risultato desiderato in brevissimo tempo. Tereza dunque si fida e investe la considerevole somma di 13.100 sterline con la speranza di trovare presto un compagno con cui poter avere un figlio.

Quando l’orologio biologico corre, la perdita della pazienza davanti a insuccessi sentimentali corre di pari passo. Dopo una serie di appuntamenti con candidati considerati idonei per l’agenzia e deludenti per la manager, questa si spazientisce, inizia a sfogarsi pubblicamente sui social network definendo l’agenzia come un grande imbroglio costoso e finisce con l’esigere un risarcimento ingente. La questione finisce davanti ad un giudice che sì, le accorda il risarcimento.

Il trend dell’amore online

Senza rivolgersi ad agenzie così specializzate e costose, sono comunque molte le persone che si affidano a un intermediario per trovare l’anima gemella.

Spopolano ormai i siti e le app di incontri. Ogni settimana oltre un milione e mezzo di incontri di coppia nascono da uno “swipe” sulle app di dating e ogni giorno ci sarebbero, invece, approssimativamente ventisei milioni di match su Tinder, l’app più famosa nel settore.

I dati che ogni utente dissemina in rete permettono a questi servizi di abbinare il proprio profilo con quello di altri iscritti affini per quanto concerne gusti, carattere e soprattutto, area geografica di provenienza. Poi sta all’utente la scelta finale.

L’iper-specializzazione di queste piattaforme sembra sarà il futuro, per ottenere ricerche super profilate su trend specifici. Già esistono alternative di nicchia rispetto alle più famose, chi è alla ricerca di più partner contemporaneamente si affida a Feeld, chi è un po’ asociale può rivolgersi a Hater; addirittura, le donne che cercano maschi con la barba in stile hipster possono rivolgersi a Bristlr.

Da fenomeno per emarginati a normalità

Interessante è una ricerca condotta dal Pew Research in America che indica come negli anni la percezione di questi servizi online e della reputazione di chi li usa sia completamente cambiata.

Nel 2005 il 29% degli americani definiva “disperate” le persone che si affidavano ai siti internet per incontrare l’anima gemella e già nel 2013 la percezione era scesa al 21%.

Oggi quasi il 60% degli utenti intervistati considera che le app di dating siano ottime soluzioni e il 53% crede addirittura che offrano maggiori possibilità di incontrare le persone giuste rispetto ai metodi più tradizionali. Possiamo dirlo con certezza a questo punto: l’amore cambia ai tempi di internet.


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