Orto urbano: coltivarlo per risparmiare

Da diversi anni oramai si sente sempre di più parlare di orti urbani e non si tratta solo di una moda ‘green’ ma di una reale esigenza che può rappresentare un ottimo investimento all’interno del management collettivo.

Coltivare in autonomia le primizie che la natura offre è il sogno di chiunque e le ragioni sono semplici: si fa economia, si rispetta la stagionalità di frutta e verdura e sopratutto si è consapevoli di ciò che si porta in tavola.
Una vera e propria coltivazione biologica a portata di mano!

Cosa occorre per realizzare un piccolo orto urbano?

La prima cosa da fare è quella di ottenere dal proprio comune di appartenenza un permesso per allestire un orto urbano, sia che si tratti di un’area appositamente messa a disposizione per una serie di orti collettivi o privati, sia che si tratti di una zona di recupero che viene bonificata e resa abile alla coltivazione.
Le aree dove sorgono gli orti urbani sono solitamente concesse gratuitamente dai comuni di competenza; in altri casi, invece, si versano delle piccole quote annuali per la gestione.
Ogni comune ha le sue regolamentazioni alle quali attenersi ed è bene informarsi prima di iniziare a fare richiesta.

L’orto urbano è collettivo ed ha come scopo quello di soddisfare le esigenze di un gruppo di persone (comunità, associazioni locali ad esempio) che sono interessate a prendersene cura a turno, svolgendo diverse mansioni ogni giorno o solo poche volte la settimana.
La struttura dell’orto urbano deve essere funzionale e soprattutto organizzata in modo tale che si possano adibire specifiche aree alle diverse colture (ortaggi, verdure, frutti, piante aromatiche, piante ornamentali e così via).
Negli orti urbani le varie zone adibite alle colture devono essere ripartite in parti eque e vanno assolutamente vietate le piante ornamentali tossiche o nocive che, accidentalmente, possono entrare in contatto con gli alimenti.
I vari allestimenti devono inoltre rispettare gli standard urbani del contesto in cui sono inseriti, soprattutto se gli orti sorgono in prossimità di un’area storica o centrale.


La gestione di un orto rubano richiede un lavoro sinergico molto impegnativo ma che alle fine ripaga sempre con la produzione di ottimi prodotti alimentari. Richiede una organizzazione del lavoro molto serrata ed ordinata, pulita e precisa.

L’orto urbano rappresenta, inoltre, un ottimo modo per divulgare la cultura dell’agricoltura domestica soprattutto nelle scuole e, ai giovani in cerca di un’occupazione può  anche permettere di sviluppare nuove competenze che oggi, più di ieri, sono richieste dal mercato del lavoro.

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