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Raccolta differenziata: come separare i rifiuti

Molti la fanno da anni, altri hanno appena incominciato, ma che si abiti in comuni più virtuosi o in centri che hanno appena introdotto questa pratica, con la raccolta differenziata dobbiamo farci i conti tutti.

Il primo punto per riuscire a differenziare correttamente è pensare che lo facciamo per rendere il nostro pianeta un posto migliore in cui vivere, per evitare lo spreco di risorse e ridurre l’utilizzo delle materie prime. Solo in questo modo saremo adeguatamente motivati e spronati a cercare le soluzioni migliori per dividere i nostri rifiuti; nel caso contrario si rischia di vivere questa imposizione come l’ennesimo onere cui siamo sottoposti e di vedere i bidoni moltiplicarsi nelle nostre case senza comprenderne realmente il motivo.

Comune che vai…

Il primo punto da cui partire è informarsi come viene attuata la raccolta differenziata nel comune in cui risediamo o ci troviamo in vacanza; ogni comune infatti attua regole diverse per dividere i rifiuti, in alcuni casi ad esempio le lattine devono essere buttate insieme alla plastica, in altri con il vetro oppure a parte. Inoltre, a seconda del comune, si lasceranno i sacchi fuori dalla porta di casa oppure si porteranno ai cassonetti disponibili in tutte le zone. La tecnologia ci viene in aiuto anche in questo campo con delle applicazioni per smart phone e tablet; inserendo il nome dell’oggetto che dovete gettare e con l’aiuto del gps l’applicazione vi indicherà come riciclare il rifiuto e dove si trovano i cassonetti o le isole ecologiche più vicine.

Anche in vacanza ci dobbiamo porre il problema della raccolta differenziata, pensandoci già prima di partire da casa. Lo sapevate che in alcuni comuni i cassonetti si aprono solo inserendo la tessera con il proprio codice fiscale? In altri ritirano i sacchi porta a porta, ma solo se sono trasparenti ed in altri ancora non è previsto in alcun modo il riciclo di piatti, bicchieri e posate di plastica e, come ve li siete portati, li dovrete riportare a casa.

Rifiuti particolari

Per tutti quegli oggetti che non sono compresi nelle categorie previste per la raccolta differenziata del proprio comune bisogna rivolgersi all’isola ecologica, è il caso di rifiuti ingombranti, bombolette spray, pentole e tegami ad esempio. Per ottimizzare i tempi conviene raggruppare questi rifiuti nel box o in cantina, se si può, e fare un viaggio una volta al mese o anche più raramente a seconda delle necessità. Ma c’è un altro tipo di rifiuti che possono essere raccolti a parte, si tratta di tutta una serie di oggetti che viene raccolta da associazioni che si occupano di smaltirli in maniera particolare guadagnando un pochino dalla loro vendita; è il caso dei tappi di plastica o di sughero, dei tessuti anche rotti o strappati, dei metalli o del legno. Ricordatevi infine che i medicinali, privi delle confezioni di cartone, vanno buttati in appositi contenitori che si trovano fuori dalle farmacie; i contenitori per le pile esauste si trovano in genere nei centri commerciali o nei supermercati, ma se non li trovate rivolgetevi all’isola ecologica.

Il packaging

Molto spesso ci troviamo in difficoltà nello smaltire le confezioni di quanto consumiamo perché sono costituite da materiali diversi; le bottiglie di plastica spesso hanno etichette di carta, i cartoni del latte sono chiusi da tappi di plastica, le confezioni dei giocattoli sono in genere di cartone con una parte di plastica trasparente per rendere visibile il prodotto. In tutti questi casi le parti devono essere separate e smaltite nel modo corretto, se ci sono parti che non si riesce a dividere queste vanno eliminate nell’indifferenziato. Certo le case produttrici dovrebbero andare incontro alla clientela con packaging di un unico materiale ed indicando sulla confezione la composizione esatta, ma sono poche le industrie che si stanno muovendo in questa direzione; i più patiti della raccolta differenziata boicottano i prodotti confezionati in modo da rendere difficile il corretto smaltimento, ma sono ancora pochi per determinare un deciso cambio di rotta della grande distribuzione.

Prevenire è meglio[dup_immagine align=”alignright” id=”31209″]

Il modo migliore per produrre meno rifiuti è comunque quello di ridurre il più possibile il consumo di prodotti che vengono distribuiti con imballaggi ingombranti; consumare acqua del rubinetto o in bottiglie di vetro con il vuoto a rendere al posto di quelle di plastica è un esempio della direzione in cui si può muovere chi desidera percorrere la strada del decluttering. Si possono poi acquistare carni, formaggi e salumi direttamente al banco evitando le ingombranti vaschette di polistirolo; la vendita di detersivi alla spina sta prendendo piede anche nella grande distribuzione oltre che in piccoli negozi di paese: basta recarsi al punto vendita con la propria bottiglia per riempirla con il detersivo che ci serve (piatti, bucato, pavimenti, ecc…). Insomma, prima di porci il problema di come smaltire i rifiuti dovremmo chiederci come produrne di meno, un passo alla volta, ponendoci degli obiettivi facilmente raggiungibili. Non è difficile basta voler cominciare!

Adriano Rossi

Sociologo ed esperto di self help e P.N.L. Le mie più grandi passioni sono l'arredamento e l'astronomia. Esperto di relazioni di coppia ho scritto diversi libri su come recuperare una relazione e superare una crisi di coppia. Nel tempo libero mi diletto anche in cucina e realizzo tantissime ricette.

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Adriano Rossi
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