L’umidità relativa, ovvero l’indice che misura il livello di vapore contenuto nell’aria, è un valore importante che permette di capire se un ambiente abitativo è effettivamente salubre.
[dup_immagine align=”alignright” id=”120916″]Se infatti l’umidità è eccessiva essa può portare alla formazione di muffe e, oltre che danneggiare intonaci e mobili, rivelarsi nociva per la salute. All’opposto, anche l’aria troppo secca costituisce una situazione igienica non ottimale e può portare a difficoltà di idratazione e respirazione. In genere si considera “abitabile” un ambiente in cui il tasso di umidità relativa va dal 30% al 50%. Per controllare l’umidità di una stanza è possibile installare un condizionatore che, oltre ad impattare sulla temperatura, riduce l’umidità relativa oppure scegliere un deumidificatore. Compito di un deumidificatore è esattamente quello di abbassare tale tasso (senza gli impatti sulla temperatura che ha il condizionatore) e riportarlo entro i limiti corretti condensando il vapore dell’aria in acqua.
[dup_immagine align=”alignleft” id=”120915″]Esistono diversi modelli e tipologie di deumidificatori all’interno dei quali è possibile scegliere quello adatto alle esigenze specifiche del proprio ambiente. La prima grande suddivisione è fra condizionatori fissi e portatili: i primi sono generalmente più potenti ed efficaci ma, ovviamente, meno pratici, non trasportabili e più complessi da installare. Un ulteriore elemento distintivo è poi quello che riguarda la tecnica attraverso la quale il deumidificatore effettua l’abbassamento dell’umidità: nei deumidificatori “passivi” o essicativi l’umidità viene regolata attraverso degli specifici materiali che hanno proprietà essiccante, il più comune dei quali, ma non l’unico utilizzato, è il gel di silice. I deumidificatori “meccanico-refrigerativi” invece utilizzano il raffreddamento dell’aria aspirata al loro interno per indurla a condensazione e riespellerla, quindi, più secca. La seconda soluzione tecnica è più comune perché funziona meglio se la temperatura di “partenza” dell’aria è più alta e quindi più efficace nei momenti in cui alle nostre latitudini l’umidità è più alta, ovvero nei mesi estivi.
[dup_immagine align=”alignright” id=”120917″]Diversi sono i fattori di scelta in vista di un acquisto di un deumidificatore: innanzi tutto la sua potenza in funzione del volume dell’ambiente da umidificare e la sua portabilità se occorre utilizzarlo in diverse stanze. Un indicatore importante è poi l’umidità asportabile, in termini di litri di condensa in 24 ore, la capacità del serbatoio e la possibilità di regolare il tasso di umidità desiderata. Dal momento che tutti i condizionatori in commercio svolgono anche la funzione di deumidificatore, molte case come Daikin e Mitsubishi hanno praticamente fermato la produzione di impianti “fissi” di sola deumidificazione, salvo che per specifiche funzioni soprattutto industriali. I “solo” deumidificatori in commercio oggi sono soprattutto portatili: si va dall’Olimpia Splendid (20L/giorno) a listino a 279 euro all’Argo Deolo 17 (17L/giorno) in commercio a 229 euro. La Ariston propone la gamma Deos che, a seconda della capacità di deumidificazione da 11 a 20 litri ogni 24 ore hanno un prezzo che va dai 149 ai 229 euro. Infine De Longhi che propone la sua gamma Des con capacità di deumidificazione da 12 fino a 25 litri al giorno con prezzi dai 219 ai 340 euro.
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