Bonsai glicine: come coltivarla e averne cura
Coltivare in casa un bonsai è il modo più semplice per avere una piccola porzione di bosco, rendendo l’ambiente bello, sano e bucolico. Ve ne sono alcuni davvero splendidi, dall’acero rosso giapponese al bonsai di Baobab fino al bonsai glicine, forse il più spettacolare per il colore delle infiorescenze.
Il bonsai glicine, noto in botanica come Wisteria Floribunda Bonsai, è un piccolo alberello dalle foglie caduche di un verde brillante, il tronco che man mano cresce si contorce, il portamento pendente e i fiori a grappolo color lilla che sbocciano in primavera. Si narra che in Giappone gli Imperatori che si recavano in terre straniere, li portavano con loro per donarli ai popoli come segno di benevolenza e amicizia.
Coltivare un bonsai glicine non è difficile, a patto di seguire le poche importanti regole per garantirgli una crescita rigogliosa e una vita lunga.
Prima di tutto il bonsai glicine deve essere posizionato in estate alla mezz’ombra e in pieno sole in autunno e in primavera: in inverno la pianta può essere lasciata anche all’esterno, a patto di proteggerla dalle gelate. In ogni caso è bene non tenere in casa il bonsai per più di due mesi perché soffrirebbe la non salubrità dell’aria.
Il bonsai glicine necessita di molta acqua e il terreno deve sempre essere mantenuto umido: bisogna innaffiare anche il fogliame e i rami. Si consiglia di posizionare un sottovaso con acqua e ghiaia per mantenere il giusto grado di umidità.
Per mantenere il bonsai glicine rigoglioso bisogna potarlo in inverno, con un tronchesino a lama concava: bisogna eliminare i rami secchi e quelli portanti le cosiddette “gemme a legno” dalla forma allungata, lasciando invece i rami con “gemme a fiore” che hanno una forma più tondeggiante. Ricordarsi poi, dopo ogni fioritura, di togliere i germogli apicali perché sottrarrebbero troppa energia all’alberello.
Avendo uno sviluppo radicale rapido, il bonsai glicine necessita di rinvaso ogni 3 anni, scegliendo sempre un terreno compatto che assorbirà meglio l’acqua e ogni sostanza nutritiva: quando lo si pratica bisogna potare anche le radici, mettendo però in conto che la fioritura successiva salterà.
Anche la concimazione è molto importante: può essere fatta in ogni periodo dell’anno tranne i due mesi precedenti la fioritura: in ogni caso è meglio optare per un fertilizzante liquido ricco di fosforo a lento rilascio.
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