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Fra cane e padrone basta uno sguardo. Ed è subito amore

Il linguaggio degli occhi tra cane e padrone è profondo tanto quello tra madre e figlio. Lo dimostra una ricerca condotta da due scienziati giapponesi

Quante volte ci siamo persi negli occhi espressivi nel nostro fido amico a quattro zampe? Secondo uno studio condotto dal biologo Miho Nagasawa e da una équipe di ricercatori giapponesi dell’Azabu University, questa semplice abitudine può generare un legame affettivo paragonabile a quello esistente tra genitori e figli. La ricerca conquista la copertina di Science e dimostra che il contatto visivo genera nel cervello di entrambi un forte aumento di ossitocina, detto anche “ormone dell’amore” in quanto in grado di regalare benessere, appagamento e gioia. Nella prima fase di studio è emerso che il livello di ossitocina aumentava durante le attività di gioco fra cani e padroni, ma raggiungeva il picco massimo se fra le due parti veniva mantenuto un contatto visivo prolungato. Nella seconda fase i ricercatori hanno spruzzato l’ossitocina direttamente sul naso dei cani, per poi lasciarli liberi di avvicinarsi al proprietario come ad altre persone. Gli effetti sono stati inequivocabili, soprattuto nei cani di sesso femminile, che hanno immediatamente riconosciuto e raggiunto il proprio padrone, passando il resto del tempo a fissarlo. Questo atteggiamento è stato sufficiente per innescare un vero e proprio “effetto a catena”: dopo soli 30 minuti, infatti, anche nell’uomo venivano registrati aumenti di ossitocina.

A ogni cane il suo padrone. E viceversa

Numerosi studi dimostrano come si sceglie il cane in base alla propria personalità

Il rapporto fra cani e padroni è un legame molto profondo, che spesso incuriosisce fino a essere oggetto di ricerche e studi. Se da una parte è vero che la complicità fra i due è forte al punto di alterare la produzione dell’ormone dell’amore, dall’altra è anche vero che spesso c’è una somiglianza estetica…innegabile! Si dice che i cani somigliano ai propri padroni, e già alcuni ricercatori della University of California (Roy & Christenfeld, 2004) si erano occupati di questo strano fenomeno attraverso degli studi. L’esperimento aveva coinvolto 45 cani (di razza e meticci) e i loro padroni, fotografati separatamente e sottoposti a una giuria. La somiglianza era tale che l’associazione cane-padrone era stata riconosciuta nella maggior parte dei casi, più facilmente con le razze. Un altro studio, invece, ha osservato che le persone sgradevoli preferiscono i cani aggressivi (Egan & MacKenzie, 2012), mentre una ricerca del 2010 (Gosling, Sandy & Potter) stabiliva che gli amanti dei cani sono più estroversi rispetto a chi preferisce i gatti. Qualunque sia la natura della ricerca, tutti i risultati sembrano mostrare lo stesso esito: la somiglianza non si forma con il tempo, dopo una lunga convivenza, ma è definita al momento della scelta del cane, che generalmente viene effettuata secondo le aspettative estetiche e comportamentali della razza. Ma a stabilire un profondo legame ci pensa un musetto simpatico e, perché no, un lungo sguardo pieno d’amore.


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