Educare un gatto: come insegnargli dei comandi
Animali domestici

Educare il gatto: come insegnargli dei comandi

Educare ed insegnare al gatto dei comandi è possibile. Armiamoci di pazienza e dolcezza diventerà il nostro migliore amico.

Educare ed insegnare al gatto dei comandi è possibile. Armiamoci di pazienza e dolcezza diventerà il nostro migliore amico. Conoscere i canali comunicativi specifici del gatto ci può aiutare per riuscire ad avere con lui un felice e duraturo rapporto di convivenza.

Come comunica il gatto

Il principale canale comunicativo del gatto è quello olfattivo. I feromoni presenti nei mammiferi, come nel gatto, sono sostanze odorose che contribuiscono ad innescare determinati comportamenti nell’animale. Ad esempio i segnali di pericolo o di accoppiamento sessuale. Servono a marcare un territorio e sono il più antico sistema di comunicazione del mondo animale.

I feromoni si trovano nell’urina e nelle feci. Vengono inoltre secreti da determinate ghiandole che si trovano in diverse parti del corpo: sul mento, nelle guance, sulle labbra e sui polpastrelli.


Il loro scopo è lasciare un odore familiare su ciò che circonda l’animale. Questi segnali odorosi vengono decodificati nel gatto da un organo che si trova nel palato che a sua volta li trasmette al sistema nervoso e al cervello e vengono così decodificati.

Attraverso l’uso di feromoni i gatti dividono il loro territorio in differenti campi. Sono i campi territoriali in cui il nostro amato gatto si alimenta, gioca, caccia e in ultimo si isola.

I campi territoriali

Gli etologi, gli studiosi del comportamento animale, distinguono nel gatto tre tipologie di campi di territoriali: di attività, di aggressione e di isolamento.

Nel primo, quello di attività, il gatto caccia, si alimenta e gioca. Il campo territoriale di aggressione invece è uno spazio variabile, sia per luogo che per dimensione. Se spaventato aumenterà se invece è tranquillo diminuirà notevolmente, specie in presenza di persone a lui familiari.

In quello di isolamento amerà dormire e riposarsi e potrebbe essere condiviso con noi o con un suo simile. Di solito sceglierà due territori per svolgere questa attività: uno per il riposo diurno e uno più tranquillo per il riposo notturno.. magari sul nostro letto.

I tipici graffi su mobili e oggetti, sono il segno della marcatura del suo territorio, che servono ad evitare ad altri piccoli intrusi di avvicinarsi a quella zona.

Cosa ci vuole comunicare il nostro gatto

Poiché il gatto dal punto di vista emozionale è molto sensibile, le alterazioni ambientali possono aumentare il suo stato ansioso. Quindi l’aumento delle marcature territoriali con i feromoni facciali saranno soppiantate da quelle urinarie, al solo scopo di auto rassicurarsi.  Scatenerà nel gatto questo tipo di reazione un trasloco,  l’arrivo all’interno della casa di un nuovo gatto o di un bambino.

Proprio per queste ragioni è importante conoscere i mezzi comunicativi del nostro gatto. Le punizioni lo renderanno ancora più ansioso e le maleodoranti marcature urinarie aumenteranno a dismisura.

Se la situazione peggiora saremo costretti a rivolgerci ad un veterinario specializzato in medicina comportamentale. Cercherà di capire le motivazioni emotive del nostro gatto e consiglierà una terapia. Potrà cosi aiutarci a convivere in maniera sana e serena con il nostro amato amico.

Come educare il gatto a dei comandi

L’amicizia con il nostro gatto se fondata sul rispetto e la comprensione renderà la nostra convivenza piacevole e duratura. Considerati da sempre i perfetti animali da compagnia, se teniamo a mente alcune di queste caratteristiche peculiari del gatto, possiamo arrivare ad educarlo a obbedire a dei comandi.

Poiché il gatto non risponde alle punizioni, come nel caso del cane, sarà un addestramento basato sulla ricompensa, dei premi sotto forma di cibo, magari quello da lui più amato.

Soffermiamoci a pensare a quando apriamo la scatoletta del suo cibo. Il nostro gatto arriva con la coda alzata e comincia a strusciarsi sulle nostre gambe. Associa quindi il rumore della scatoletta al suo cibo: questo è un comportamento indotto.

Sarà quindi sufficiente munirsi di croccantini con odori forti, per riuscire ad ottenere da lui cose inimmaginabili. Riusciremo così ad educare il nostro gatto. Non dimentichiamo che il gatto è un predatore e per ottenere ciò che vuole è disposto ad aspettare a lungo. La sua tenacia diventerà il nostro incubo. Ma non demordete!

Cosa sapere prima di iniziare ad educare il gatto

Per iniziare un addestramento bisogna sapere che ciò può avvenire solo dopo i quattro mesi di vita. I cuccioli infatti si distraggono facilmente, sono curiosi e attratti da tutto ciò che li circonda.

Inoltre i primi mesi di vita sono fondamentali per i gattini. Se passati con la mamma e i suoi fratellini, gli serviranno per conoscere e dosare la propria forza. Imparerà a lottare, a cacciare, a regolare la presa nel morso, o l’affondo dei graffi.. e questo ci tornerà utile. La mamma con pazienza riuscirà a trasmettere al nostro futuro gatto i fondamenti per la convivenza con i suoi simili. A noi spetterà il resto.

Quindi è consigliabile prendere il nostro gatto dopo almeno otto settimane, considerando che lo svezzamento avviene da circa un mese di vita in poi. È proprio per questo motivo che i gatti allontanati dalla loro madre e svezzati troppo presto sono spesso più aggressivi.

Inoltre saranno perfetti animali domestici se avranno imparato a socializzare con i loro simili, e se saranno venuti a contatto con gli esseri umani già dai primi giorni di vita.

Il primo obiettivo sarà quello di conquistare la sua fiducia. Potrai farlo ricompensandolo ogni volta che si avvicina a te. Collegherà l’uomo a del cibo delizioso convincendosi ad avvicinarsi più volentieri anche in futuro.

Per riuscire a fargli abbandonare delle brutte abitudini utilizza il rinforzo positivo, premialo quando ha un comportamento che vuoi che ripeta. In questo modo potrai educare il tuo gatto.

Non prendere il suo muso strofinandolo dove ha sporcato e non urlargli contro. Potresti perdere la sua fiducia e non otterrai ciò che vuoi. Al contrario, il tuo gattino lo farà di nascosto e in punti dove per te è difficile scovarlo. Si allontanerà da te e dalla lettiera perché impaurito.

Potrai ignoralo quando graffia la porta o piange di notte mentre tu vorresti dormire. È solo un modo di attirare la tua attenzione, ignoralo e lui smetterà di farlo. Ricorda che la pazienza è la tua unica arma!

Se si comporta bene dagli la sua ricompensa preferita, ricordalo sempre! Giocare spesso con lui può aiutarci a conoscere i suoi gusti e il suo carattere e a lui a fidarsi di noi. Mentre giochi pronuncia il suo nome e sii affettuoso con lui, lui lo sarà con te.

Come fare per iniziare ad educare il gatto

Poiché il gatto ha una capacità di attenzione che non supera i 5 minuti, potrai dedicare al suo addestramento del tempo che non oltrepassi tale limite. Magari più volte nell’arco della giornata.

L’addestramento avrà maggiori risultati se svolto prima di far mangiare il nostro gatto. A stomaco vuoto è più facile per lui gradire la nostra ricompensa.

Porgi al gatto la ricompensa solo se ha svolto ciò che vuoi insegnargli. Gratificalo dicendogli sempre la parola “bravo”. La lezione di addestramento del tuo gatto finirà sempre con la ricompensa.

Potrai usare questi piccoli accorgimenti per insegnare al gatto a venire da te quando lo chiami per nome, o a sedersi una volta che lo hai chiamato ed è arrivato. Ma anche a non graffiare…

Come insegnargli dei piccoli comandi

Ogni volta che lo chiami per nome e arriva dovrai indietreggiare di un passo e dire “vieni” quando si avvicina gli darai la ricompensa. Dovrai continuare questo esercizio allontanando la distanza tra te e il gatto sempre di più, fino a chiamarlo da un altra stanza.

Dopo un po’ di tempo potrai eliminare il cibo dalle tue mani. Gli dirai “vieni” e lui correrà da te. Basterà una carezza a renderlo felice.

Se vuoi insegnare al tuo gatto a sedersi dovrai chiamarlo per nome. Quando arriva se si siede prima del tuo comando, lo farai rialzare dandogli un colpetto sul sedere e si alzerà d’istinto. Il cibo deve essere ad un palmo dal suo naso altrimenti si alzerà su due zampe per seguirlo. Al contrario seguirà con lo sguardo il cibo e quando dirai “seduto” e si siederà avrà il bocconcino premio.

Se avrà eseguito il tuo comando gratificalo dicendo il suo “nome bravo seduto”. Ci vorrà un po’ ma vedrai che il tuo gatto cederà ai tuoi insegnamenti. Con lo stesso metodo sarà possibile insegnare al gatto a rispondere a diversi comandi.

Come eliminare le cattive abitudini del tuo gatto

Sembra che tra le cose con le quali si possono ottenere risultati c’è la bottiglia a spruzzo. Potrai utilizzarla nelle situazioni limite… per evitare di sgridarlo quando torni stanco dal lavoro.

Se il tuo gatto inizia a farsi le unghie con il tuo divano, con oggetti preziosi della casa, sulla tua giacca di pelle appena acquistata, o gioca con oggetti a te cari, spruzzagli dell’acqua sul corpo, ma mai sul muso. 

Nascondi dietro di te la bottiglia a spruzzo in modo che non la veda. Eviterai così che il gatto abbia paura di te, ma assocerà a quella azione quel tipo di fastidio.

Regalagli un tira graffi servirà al gatto a mantenere le unghie corte e pulite e salverai la tua casa e i tuoi oggetti a cui tieni. Se ignora il tira graffi potrai strofinare sulla sua superficie dell’erba gatta o attaccarci il giochino prediletto dal tuo gatto.

Altrimenti sarai costretto a mettere del biadesivo sulle zone da lui preferite per la cura delle sue unghie. I gatti odiano le zone appiccicose. Ricorda che l’olio di menta o l’alcool sono un valido repellente per il gatto.

Anche in questi casi  lo spruzzino di acqua ci può venire in aiuto. Visto che il gatto associa un’azione da lui non gradita al suo comportamento, dovrebbe evitare di ripeterla in futuro.

Diventerà un valido espediente anche se il gatto avrà il coraggio di salire sul nostro tavolo da pranzo appena apparecchiato o durante il pasto. Ma ricorda di nascondere la bottiglia dopo averlo bagnato, altrimenti perderà la tua fiducia e andrà nel panico appena ti vede.

E ora armati di pazienza e tanto amore. Inizia ad educare il tuo gatto, insegnagli dei comandi e ti renderà fiero.



Cibo che fa male ai cani
Animali domestici

Cibo che fa male ai cani

Il cane può mangiare il cioccolato?
Animali domestici

Il cane può mangiare il cioccolato?

Cani e gatti stressati
Animali domestici

Cani e gatti stressati: perché lo sono e cosa fare

Camaleonte
Animali domestici

Animali domestici esotici: tutto quello che devi sapere

Cane e gatto mangiano cibo naturale
Animali domestici

La dieta Barf per i nostri animali domestici

Porta sensoriale con microchip
Animali domestici

Accessori per gatti

Vomito gatto cause
Animali domestici

Gatto che vomita: sta bene? Scopriamo come aiutare il nostro micio

Maya (@maya_on_the_move)
Animali domestici

Gli animali più simpatici del web: 10 profili instagram da non perdere

Tempo d'autunno: come apparecchiare la tavola
Arredamento

Tempo d’autunno: come apparecchiare la tavola

Vorresti allestire la tavola in tema con la stagione appena iniziata? Ecco qualche suggerimento utile per apparecchiare la tavola d’autunno in maniera impeccabile!

Leggi di più