L’autunno è la stagione che anticipa il freddo inverno e il suo momento migliore è quando colora boschi e foreste con il caratteristico foliage, ossia con le fronde degli alberi che si colorano di arancio, rosso e giallo, come se fosse la tavolozza di un pittore. Gli alberi coinvolti in questo affascinante fenomeno sono i frassini, i larici, i castagni europei, le querce e soprattutto gli aceri. Tra questi ultimi una menzione particolare merita l’acero riccio, uno degli alberi scenografici più belli che peraltro possono trovarsi non solo nei boschi ma anche in città.
L’acero riccio appartiene alla famiglia delle Aceraceae e si tratta di un albero rustico che cresce sopratutto nei boschi di latifoglie: è originario dell’Europa centro-orientale e in Italia lo si trova nelle regioni settentrionali fino a 1300 mt di altezza.
Ha una crescita abbastanza veloce e, nelle condizioni ottimali, può vivere fino a 150 anni: è un arbusto bello e scenografico, utilizzato per il suo legno oppure per decorare aiuole e giardini cittadini, essendo assai resistente all’inquinamento e allo smog.
Il portamento dell’Acer Platanoides è eretto e svettante e presenta un tronco marrone-grigiastro che, man mano invecchia, si riempie di fessure. La chioma ha una forma ovale e le sue foglie pentalobate hanno margini dentellati che giustificano il nome di acero riccio.
I fiori di questo acero sono piuttosto piccoli, lunghi e con peduncoli e mostrano un colore giallo-verdognolo: spuntano prima delle foglie e sono seguiti, tra settembre e ottobre, dai frutti.
L’acero riccio è un albero che ama il clima temperato e sopporta molto bene l’aria salmastra, il vento e le temperature che vanno al di sotto degli 0°: predilige stare sotto il sole diretto ma cresce bene anche alla mezz’ombra.
Il terreno ideale per la coltivazione dell’acero riccio è ben sciolto e fertile, mentre non cresce bene se la terra è argillosa e compatta perché in questo caso è più facile che si verifichino i dannosi ristagni idrici. A tal proposito, bisogna sottolineare che l’acero riccio sopporta la siccità ma se il terreno risulta secco è opportuno innaffiare ma senza esagerare.
Le concimazioni, con prodotto granulare a rilascio lento ricco di amminoacidi, devono essere effettuate in autunno e in primavera. La potatura invece deve avvenire nei periodi di riposo vegetativo, tendenzialmente a marzo prima che spuntano le gemme: nelle zone più miti può essere effettuata anche in inverno.
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