Xanax: a cosa serve

Xanax: usiamolo con attenzione.

Xanax.

Lo Xanax è uno dei farmaci ansiolitici più noti nel panorama italiano e mondiale. Appartiene alla categoria dei derivati benzodiazepinici, il cui principio attivo si chiama alprazolam. Nasce nel 1981, in seguito alle ricerche dalla casa farmaceutica Pfizer.

Si impiega principalmente per il trattamento delle forme di ansia e degli attacchi di panico, in presenza o meno di agorafobia (paura di stare in spazi aperti). È un farmaco ad azione rapida, ma sono notevoli anche gli effetti collaterali. Cerchiamo, quindi, di capire a cosa serve esattamente questo farmaco, quali sono i suoi benefici e i suoi effetti collaterali, cosa accade in caso di abuso e di astinenza, come si comportano i bambini che fanno uso di questi farmaci.

Effetti positivi e negativi

Come tutti i farmaci della categoria ansiolitica ed antidepressiva, possono essere acquistati in farmacia solo dietro prescrizione medica non ripetibile. È necessaria la ricetta perché, andando ad agire sul sistema nervoso centrale, andrebbero utilizzati solo in caso di disturbi gravi dell’umore, con forte disagio per la persona che li assume.

In commercio è presente sia in pastiglie sia in gocce e si impiega a basse dosi (0,5-3 mg) per ridurre lo stato d’ansia, e ad alte dosi per favorire il sonno. Gli effetti dell’alprazolam sono piuttosto rapidi. Infatti agisce aumentando le azioni di una sostanza chimica naturale del cervello: il GABA (acido gamma-aminobutirrico).

Il GABA è un neurotrasmettitore, cioè trasmette i messaggi da un neurone all’altro, ed ha una azione sedativa, naturale sul cervello. Questa azione naturale del GABA è aumentata dalle benzodiazepine, che producono così una inibizione chimica dei neuroni. Questo spiega perché l’assunzione continuativa dei farmaci di questo tipo provoca nel cervello vari effetti collaterali quali sedazione, assuefazione, turbe della memoria, effetti stimolanti, depressione e ottundimento emozionale (perdita della capacità di provare piacere o dolore).

Oltre a questi effetti indesiderati, si riscontrano facilmente sonnolenza, difficoltà di concentrazione, diminuzione dell’appetito, stipsi, nausea. In virtù di tutti questi effetti collaterali è consigliabile limitare il trattamento con lo Xanax per un periodo di massimo 8-12 settimane (possibilmente anche con un periodo di sospensione graduale).

Questo farmaco è assolutamente sconsigliato in gravidanza, allattamento, in caso di insufficienza respiratoria grave, OSAS (sindrome apnee notturne), insufficienza epatica severa, glaucoma acuto e miastenia grave (debolezza muscolare per effetto di una malattia autoimmune).

Gli effetti collaterali sono peggiorati se lo Xanax viene combinato con alcool e/o altri farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale. Ma cosa succede in caso di abuso di questo farmaco?

Abuso
Abuso.
Abuso e dipendenza

L’abuso di Xanax, come delle altre benzodiazepine, è un problema molto diffuso, in particolare negli USA, dove il 5% della popolazione adulta ne fa uso.

Trattandosi di un farmaco che crea dipendenza, per poter avere sempre gli stessi effetti (inibizione della paura, apparente tranquillità, etc.) è necessaria una dose sempre maggiore di principio attivo. Si va così incontro al rischio di overdose, in particolare se l’alprazolam viene combinato con sostanze oppiodi. Chi è diventato dipendente dal farmaco e tenta di sospenderne utilizzo, spesso va incontro a crisi di astinenza, che può manifestarsi dopo alcuni giorni dalla sospensione. La gravità della crisi dipende dalla quantità di farmaco usato, dalla durata della assunzione, dalla sensibilità personale e dalla presenza di malattie.

I sintomi principali della crisi di astinenza sono: insonnia, agitazione, tremori, diarrea, dolori muscolari, sudorazione, crampi, vomito. Nei casi più gravi si può arrivare alle convulsioni e alla morte.

Xanax e bambini

Non possiamo dimenticarci dell’utilizzo dello Xanax nei bambini. In Italia sono quasi 30 mila i minorenni cui vengono somministrati psicofarmaci e antidepressivi. Su una popolazione di circa 400 mila, fra bambini e adolescenti, che soffrono di disturbi mentali di varia natura.

Questi dati sono frutto dello studio dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “IRCCS Mario Negri” di Milano. Poiché le conoscenze disponibili per l’uso di questi farmaci nell’età evolutiva sono scarse e spesso aggiustate in base a quelle acquisite per l’adulto”, è sconsigliabile usare questi farmaci nei bambini e negli adolescenti.

Ancor più che gli adulti, nei bambini gli effetti collaterali possono essere molto gravi: disturbi cardiovascolari, tra cui aritmie; disturbi alimentari e disturbi della crescita.


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