Tallonite: rimedi e cure

Come riconoscerla? Vediamo cosa c'è da sapere sul comune dolore concentrato nella parte posteriore del piede

Tallonite

E’ abbastanza comune classificare un dolore più o meno intenso che colpisce la zona del calcagno o, in generale, la parte posteriore del piede come tallonite. In realtà tale denominazione rimane decisamente generica e, seppure “volgarmente” utilizzata, non ha un diretto riscontro con una patologia medica precisa potendo in effetti dipendere da numerose casistiche e disturbi differenti che sono accomunati semplicemente dalla somiglianza dei sintomi che manifestano. Per questo il linguaggio clinico tende a individuare più precisamente il tipo di disturbo, parlando di dolore calcaneare o tallodinia per definire sintomi e patologie precise, come borsiti, infiammazione tendinee o traumi ossei. Per affrontare l’argomento, quindi, è importante fare chiarezza su cosa sia in effetti la tallonite, in modo da poterne affrontare l’insorgenza eventuale con le dovute attenzioni e per distinguerla da disturbi più superficiali come a esempio le screpolature dei talloni.

La tallonite: le cause e tipologie

Il linea generale, si può affermare che un dolore al calcagno possa essere dipendente da diverse patologie che possono interessare o le parti “molli” che compongono il complesso e delicato equilibrio anatomico del piede – come le borsiti, le tendiniti e le infiammazioni in genere – o che invece derivano da traumi delle ossa, come possono essere le microfratture o la spina calcaneale. Dietro a tali patologie possono esserci cause decisamente diverse tra di loro: prima fra tutte l’obesità o il sovrappeso che, sottopone ginocchia, caviglie e piedi a uno sforzo “supplementare” che facilmente genera scompensi e infiammazioni.
Il dolore concentrato sul tallone può dipendere da cause “anatomiche”, come difetti alla pianta del piede o la cosiddetta “deformità di Haglund”, metaboliche e reumatiche, come la gotta, la psoriasi o l’artrite reumatodie, nonché posturali, primarie e secondarie di vario genere. Queste ultime dipendono dal fatto che diversi problemi di postura localizzati anche in zone diverse del corpo trovano un loro naturale “sfogo” nel tallone, punto nevralgico del “carico” del peso corporeo e dell’equilibrio.

Tallonite

La tallonite traumatica: l’importanza di usare scarpe adatte

Infine, ma non certo per ultima, una delle cause più comuni di tallonite è quella traumatica: “botte” al calcagno di diversa entità possono derivare da microtraumi, fratture da stress o anche scarpe non idonee o “abuso” dei tacchi alti. In questo senso, un caso particolare di tallonite è quella “dello sportivo“, dovuta a una sovrasollecitazione del piede in seguito, a esempio, ad allenamenti molto intensi o pratiche di sport “a rischio” in questo senso come la corsa, la pallavolo, il basket, specie se praticate con calzature senza la necessaria protezione al livello del tallone.

Come curarla: riposo e arnica

Come risulta evidente dalla ampia gamma di cause possibili che si possono celare dietro a una tallonite, risulta estremamente importante capirne l’origine in modo da intervenire su essa in modo efficace. Ciò risulta ancora più importante per il fatto che in genere il dolore al tallone porta a modificare ulteriormente la postura e la distribuzione del peso del corpo sui piedi, potendo così portare a “effetti collaterali” e a sollecitazioni su altre parti del corpo come le ginocchia. In genere, l’unica vera arma contro la tallonite è il riposo, magari integrato con l’uso di un antiinfiammatorio naturale come l’arnica, capace di benefici effetti sia sulle ossa che sui tendini. In genere i casi più comuni si risolvono in pochi giorni. Se il dolore persiste per più di un paio di settimane, risulta necessario un approfondimento delle cause precise del dolore e il coinvolgimento di uno specialista.

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