Tachipirina

Tachipirina: benefici e controindicazioni

La tachipirina è tra i più grandi alleati contro influenza e raffreddamento per adulti e bambini. Generalmente è considerata un farmaco sicuro, ma attenzione al dosaggio

Tutti, almeno una volta nella vita, hanno assunto la tachipirina. Alleata preziosa contro i classici malanni di stagione, è l’anti-influenzale più utilizzato. E i motivi sono diversi: innanzitutto per il suo essere l’antipiretico per eccellenza e poi per la sue proprietà antidolorifiche. Tali proprietà sono in realtà da imputarsi alla sostanza chimica che la compone, il paracetamolo, contenuto anche in altri noti medicinali da banco come Efferalgan e Zerinol Flu, ma in concentrazioni differenti. Questa sostanza è derivata dal catrame minerale e appartiene alla categoria di farmaci noti come analgesici anilinici. Per questo la tachipirina della casa farmaceutica Angelini è considerata un buon medicinale da sostituire all’aspirina, soprattutto nel caso di persone che presentano già problemi di stomaco o che sono già sotto terapia con anticoagulanti. Questo perché la tachipirina non è aggressiva con le pareti dello stomaco e perché le sue proprietà anti-infiammatorie non sono significative.

Disponibile in compresse, supposte, bustine, gocce e sciroppo, la tachipirina si acquista in farmacia. A seconda del dosaggio di paracetamolo contenuto, è disponibile come medicinale da banco o come medicinale da vendersi solo sotto prescrizione medica. Generalmente è considerata sicura sia negli adulti sia nei bambini, ovviamente se non si superano le dosi consigliate e ben spiegate nel foglietto illustrativo.

Tachipirina per bambini

Per i più piccoli di casa la tachipirina è generalmente consigliata in gocce, sciroppo o supposte per curare stati febbrili e dolori influenzali. Fatto salvo che a seconda del caso da trattare è consigliabile affidarsi al parere di un pediatra, le dosi sono facilmente calcolabili tenendo conto del peso corporeo dei bambini, anche neonati. Ecco dunque che nel caso si opti per le gocce, si calcola approssimativamente, 3 gocce per ogni chilo di peso. Per cui, 7 chilogrammi sono corrispondenti a 21 gocce. Mentre per lo sciroppo, si calcola un millilitro ogni due chilogrammi: quindi per 14 chilogrammi vanno somministrati 7 millilitri di sciroppo. Per le supposte invece le dosi consigliate sono: supposte da 125 milligrammi sotto i 12 chilogrammi, da 250 milligrammi sopra i 12 chilogrammi; e ancora da 500 milligrammi sopra i 25 chilogrammi. Facile notare che con le dovute accortezze, anche i neonati possono assumere, sotto prescrizione medica, questo medicinale.

Tachipirina contro il raffreddore

Febbre
Per le sue proprietà, il paracetamolo – la sostanza di cui si compone la tachipirina – è dunque l’ideale per far diminuire la febbre spesso legata a uno stato di raffreddamento importante. Ma non è tutto: come analgesico, la tachipirina può alleviare anche i dolori muscolari e i mal di testa derivanti dalla febbre da raffreddore e da influenza. Ecco perché per molti è uno dei farmaci da tenere assolutamente nella propria dotazione domestica di medicinali. Meno efficace è invece contro il mal di gola, di cui può lenire il dolore ma non l’infiammazione visto che non ha proprietà anti-infiammatorie significative.

Tachipirina in gravidanza

Secondo studi condotti sulla tachipirina, non risulta che l’uso del paracetamolo alle dosi consigliate sia controindicato in gravidanza, ne tanto meno è stato dimostrato che aumenti il rischio di aborto o di malattie congenite per il bambino. In ogni caso, seppur il farmaco non risulta pericoloso, se ne sconsiglia l’assunzione nella seconda metà della gravidanza, perché potrebbe aumentare leggermente il rischio di dispnea o asma nei neonati. Comunque, nel complesso la tachipirina è ritenuta da molti medici l’analgesico più appropriato da prescrivere durante la gravidanza, perché non rappresenta un farmaco pericoloso rispetto allo sviluppo del bambino, soprattutto riguardo il suo cervello.

Dosaggio eccessivo e tossicità della tachipirina

In generale va detto che, se ci si attiene alle dosi indicate, la tachipirina è considerata un medicinale la cui assunzione non provoca danni sia nei soggetti adulti sia nei bambini. Si sono però registrati episodi di overdose acuta da paracetamolo, dovuti all’assunzione di più di 1000 milligrammi per la dose singola o di più di 3000 milligrammi per la dose giornaliera, da ricalibrare sui 2000 milligrammi per chi assume contestualmente alcool. Ciò che può derivare da episodi di overdose da paracetamolo sono danni abbastanza significativi, e in alcuni casi anche gravi, al fegato. Soltanto raramente, gli stessi danni possono essere determinati anche da una dose normale soprattutto se l’assunzione del farmaco è accompagnata dall’assunzione di alcolici.
La tossicità del paracetamolo è dunque comprovata ed è spesso la principale causa di problemi di insufficienza epatica. Ecco perché è il nostro consiglio resta di leggere sempre con attenzione i foglietti illustrativi dei farmaci, anche di quelli considerati affidabili come la tachipirina, oppure, ancora meglio, rivolgersi a un medico per trattare l’affezione in piena sicurezza.


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