Salmonella incubazione, sintomi e cura

Salmonella: incubazione, sintomi e cura

La salmonella è un agente batterico responsabile di della salmonellosi: ecco come si manifesta e come prevenire questa infezione alimentare

Cucinare è una delle passioni più diffuse tra chi ama coccolare il proprio e l’altrui palato. Trascorre tempo davanti ai fornelli per preparare deliziosi manicaretti da gustare da soli o da condividere in compagnia può essere davvero gratificante. I profumi che provengono dalla cucina si espandono per la casa e alimentano il desiderio di assaggiare l’atteso pasto. Ma per quanto piacevole, cucinare è un’operazione che richiede cura e attenzione, soprattutto sul fronte dell’igiene e della sicurezza. Se si sottovalutano questi due fondamentali aspetti, c’è il rischio di aggiungere ingredienti indesiderati nelle nostre pietanze: i batteri. Tra i più comuni responsabili di fastidiosi disturbi gastrointestinali, la salmonella, un agente batterico che causa la salmonellosi. 

Salmonella: cos’è

L’Istituto Superiore di Sanità spiega che “la salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche”. Si tratta di un microorganismo che ha più di duemila varianti, anche se sono due i ceppi più diffusi. Questi possono essere presenti nell’uomo e negli animali, soprattutto in quelli di allevamento, destinati alla catena alimentare.

Il contagio avviene generalmente per ingestione o contatto diretto col batterio che una volta entrato nell’organismo umano, causa la salmonellosi, una delle tossinfezioni alimentari più comuni nel mondo industrializzato.

Va ricordato che la salmonella trova terreno fertile per proliferare nell’intestino di alcuni animali (soprattutto mammiferi e rettili), essere umano compreso.

Le persone vengono a contatto con questo agente batterico in diversi modi, Va sottolineato, però che sono essenzialmente tre i principali veicoli di infezione: alimenti e acqua contaminati e piccoli animali domestici.

Incubazione, sintomi e cura della salmonellosi

L’infezione da salmonella, molto più frequente durante l’estate, può causare disturbi, essenzialmente gastro-intestinali, di diversa natura, intensità e durata. Tra i sintomi più comunemente osservati nei soggetti con salmonellosi, rientrano febbre, dolore addominali, nausea, vomito e diarrea. La sintomatologia compare di solito dopo 6-72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati, anche se in media le prime avvisaglie si ravvisano dopo 12-36 ore.

Generalmente, la salmonellosi non è considerata una malattia infettiva grave e si risolve nell’arco di una settimana al massimo, ma in alcuni casi può arrecare problemi più seri. Nei soggetti considerati particolarmente fragili, come anziani e bambini, si possono verificare anche batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi.

Particolarmente a rischio di infezione anche le persone affette da malattie neoplastiche, da disfunzioni dell’apparato digerente, che hanno subito interventi chirurgici a carico dell’apparato intestinale. Rischia di contrarre molto più facilmente la salmonellosi anche chi segue una terapia immunosoppressiva o con farmaci antiacido, anche eventualmente associata ad antibiotici.

Per quanto riguarda il trattamento, l’ISS spiega che “di norma per la salmonella è sufficiente adottare una terapia di supporto”.  Vale a dire: “somministrazione di soluzioni orali reidratanti (che servono per compensare l’acqua e i sali persi con il vomito e la diarrea), fermenti lattici e probiotici”.

Anche se l’infezione da salmonella è di tipo batterico, non è consigliabile una terapia antibiotica. Questa, infatti, potrebbe portare ad allungare la permanenza dei batteri nelle feci o addirittura indurre resistenza.

La salmonellosi raramente richiede l’ospedalizzazione del paziente e la mortalità correlata a questa malattia è molto bassa. Il decesso si verifica soprattutto in soggetti già affetti da altre patologie debilitanti. A rischio anche neonati e lattanti.

Quando e come avviene il contagio

Il luogo in cui l’uomo è molto più esposto al contagio da salmonella è la cucina. Qui, infatti, è estremamente frequente venire a contatto con alimenti contaminati, che se maneggiati con scarsa attenzione all’igiene possono trasformarsi in veicolo di infezione. La trasmissione del batterio, infatti, può avvenire sia durante la preparazione dei cibi che durante la loro ingestione. Per questo gli alimenti andrebbero sempre sottoposti ad adeguata cottura e manipolati correttamente.

Tra gli alimenti che l’Iss considera a rischio ci sono le uova crude o poco cotte, il latte crudo, carni e derivati poco cotti, salse e condimenti per insalate e preparati per dolci e creme. Nella lista nera anche il gelato artigianale e commerciale e alcuni tipi di frutta e verdura che rischiano la contaminazione durante il taglio. Usate sempre un coltello pulito per tagliare anguria, pomodori e insalate?

La salmonella, inoltre, può passare dall’alimento (che non presenta alcuna alterazione visibile) alle superfici, migrando da un alimento all’altro. Poi arriva sulle nostre mani: il passo per arrivare nel nostro organismo è poi brevissimo.

Buone abitudini contro la salmonella

Come fare dunque per prevenire l’infezione da salmonella? Rispettare le più basilari norme igieniche è fondamentale. Bisogna lavarsi spesso le mani quando ci si mette davanti ai fornelli, avendo cura di lavare accuratamente anche frutta e verdura. Stessa attenzione va prestata agli utensili che utilizziamo di solito in cucina, che andrebbero adeguatamente sanificati. Evitate, ad esempio, di tagliare l’insalata con lo stesso coltello (non lavato) con cui avete tagliato la carne cruda.

Non è, inoltre, da sottovalutare la potenziale carica infettiva del guscio delle uova, nelle cui incrinatura potrebbero inserisci eventuali batteri presenti nelle feci della gallina. Tra l’altro proprio le uova (ecco come pastorizzarle) contaminate rappresentano la causa di circa il 50% di salmonellosi. Seguono carne bovina e suina, ingerita cruda o poco cotta e il latte e i suoi derivati..

Proprio la cottura è l’arma più potente contro questa infezione: cucinando per bene gli alimenti (soprattutto i derivati animali), si eliminano i batteri. Cosa che invece non avviene durante la conservazione dei cibi al di sotto dei 5 gradi. Refrigerazione e congelazione, infatti, non uccidono la salmonella ma ne impediscono la proliferazione e la rendono inattiva.

Attenzione anche al latte: meglio scegliere quello pastorizzato, più sicuro per la salute umana.



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