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Nutrire il cervello, per farlo ringiovanire

Una corretta alimentazione può contribuire anche a rallentare il declino cognitivo. No alla carne rossa, no ai grassi animali, sì a frutta e verdura condita con olio d’oliva e un po’ di pesce ma anche noci e legumi

La giusta dieta per il cervello? No alla carne rossa, no ai grassi animali, sì a frutta e verdura condita con olio d’oliva e un po’ di pesce ma anche noci e legumi. E’ così che si nutre il cervello grazie alla ben conosciuta dieta mediterranea. L’Istituto neurologico Besta di Milano da 3 anni porta avanti studi e progetti che intrecciano alimentazione e cura di malattie neurodegenerative, Alzheimer in primis. Il direttore del reparto Malattie neurodegenerative Fabrizio Tagliavini, ha spiegato che “non devono mancare cereali, vitamine e sostanze antiossidanti. Le proteine, meglio se dal pesce”.

La dieta mediterranea sembrerebbe riassumere bene le indicazioni degli specialisti, infatti Tagliavini ha spiegato che “è stata ampiamente provata la sua efficacia nella prevenzione ad esempio dell’Alzheimer: ha un effetto protettivo perchè contiene principi attivi che agevolano il mantenimento della struttura del cervello”. Il cervello “è una macchina ad alto e veloce consumo energetico che si nutre soprattutto di carboidrati di pronto utilizzo” secondo Giancarlo Logroscino dell’Università degli Tudi di Bari che ha elogiato la dieta mediterranea spiegando che nella cura dell’Alzheimer come in quella delle malattie cardiovascolari l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Anche da Bari arriva un “no” alle carni rosse e ai grassi animali con l’invito ad aggiungere a verdura, frutta e pesce anche noci mandorle e legumi.

Una corretta alimentazione può contribuire anche a rallentare il declino cognitivo. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Institute of Food Technologists di Chicago che hanno stilato un elenco di alimenti.
Il cioccolato, oltre a migliorare la circolazione sanguigna, grazie ai flavanoli contenuti nel cacao contribuisce al potenziamento delle capacità mnemoniche. In particolare, come emerso da un recente studio sviluppano le funzionalità di una area specifica dell’ippocampo, responsabile della formazione di nuovi ricordi. Noti per le loro proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, i mirtilli possono rafforzare la segnalazione neuronale tra le diverse aree cerebrali.
Mangiare ogni giorno tre/quattro noci potrebbe ridurre il rischio di sviluppare l’Alzheimer, oppure ritardarne l’insorgenza o rallentarne la progressione.

Gli omega 3, oltre a prevenire le malattie cardiache, potrebbero avere effetti positivi sulle facoltà cognitive. Gli alimenti ricchi di magnesio come avocado, soia, banane e cioccolato fondente sono spesso consigliati a chi ha sperimentato gravi traumi cerebrali.
Infine la colina, presente nelle uova, favorisce la comunicazione tra le cellule cerebrali e il resto del corpo. Sarebbe inoltre in grado di proteggere il cervello in età anziana, prevenendo lo sviluppo del declino cognitivo.



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