Diverticoli sintomi e dieta

Diverticoli: sintomi e dieta

I diverticoli sono piccole tasche presenti lungo le pareti dell’intestino. Possono essere innocue o infiammarsi e causare problemi. Ecco cosa c’è da sapere.

La diverticolite del colon è una malattia del benessere, quindi molto diffusa nei Paesi industrializzati. Le donne hanno quasi il doppio delle probabilità di sviluppare diverticoli rispetto agli uomini. I diverticoli possono formarsi a qualsiasi età.

Quanto più precocemente insorgono i sintomi, tanto maggiore è il rischio di complicanze. Metà della popolazione di età compresa tra i 40 ed i 55 anni ha i diverticoli. Nella fascia compresa tra i 70 e gli 80 anni ne è affetto all’incirca il 70% della popolazione, complice la perdita di tono ed elasticità dei tessuti che sostengono l’intestino.

Cosa sono i diverticoli

I diverticoli sono piccoli sacchi sporgenti che si formano nelle mucose dell’intestino. La presenza di queste tasche intestinali è chiamata diverticolosi e di solito non causa sintomi particolari. In alcune circostanze, tuttavia, uno o più diverticoli vengono colpiti da infezioni o infiammazioni, causando forti dolori addominali e altri sintomi. Questa condizione è chiamata diverticolite.

All’origine della patologia legata all’infiammazione dei diverticoli, oltre alla predisposizione genetica, c’è il più delle volte una dieta poco equilibrata, caratterizzata da un consumo eccessivo di zuccheri e grassi e troppo povera di fibre e acqua. Ad ogni modo, la maggior parte delle persone con diverticolosi non sviluppa mai la diverticolite.

Più precisamente, all’incirca il 20% delle persone portatrici di diverticoli manifesta dei sintomi e solo il 10-15% sviluppa la malattia diverticolare o diverticolite. Si tratta comunque milioni di persone.

I sintomi della diverticolite

I sintomi della malattia diverticolare sono molteplici:

  1. meteorismo e flatulenza;
  2. fastidio, dolore o crampi all’addome (in genere dopo i pasti e dopo aver consumato determinati alimenti);
  3. dolori al fianco sinistro;
  4. alterazioni dell’alvo con alternanza di stitichezza e diarrea;
  5. febbre e nausea;
  6. sanguinamento intestinale (nel 3-5 % dei pazienti).
    La complicanza più grave della diverticolite è la peritonite.

Come riconoscere la presenza dei diverticoli nel colon

I diverticoli possono formarsi anche in altri distretti dell’apparato digerente, ma il colon è quello in cui la loro presenza è più comune. La loro insorgenza, senza sintomi (diverticolosi) o con infiammazione (diverticolite), viene spesso scoperta in maniera occasionale durante una visita di controllo o attraverso gli esami per diagnosticare la sindrome del colon irritabile.

Per ricevere una diagnosi precisa e una terapia, bisogna rivolgersi al gastroenterologo, il quale prescriverà un’ecografia addominale e/o una colonscopia. In alternativa alla classica colonscopia, può essere effettuato un esame meno invasivo, la tomografia computerizzata. È più agevole, non provoca dolore e ha la stessa attendibilità diagnostica.

Il trattamento della diverticolite di solito include miglioramenti dello stile di vita, soprattutto alimentare, antibiotici non assorbibili e/o sistemici, fino all’intervento chirurgico nei casi più gravi.

La dieta per i diverticoli: viva le fibre

Per prevenire la diverticolite è innanzitutto consigliabile portare a tavola alimenti ricchi di fibre, meglio se solubili. La quantità raccomandata è 30 grammi di fibre al giorno. Chi soffre di stitichezza, infatti, è più a rischio. Scegli verdura, frutta e ortaggi freschi e di stagione, legumi decorticati, alghe e cereali (in particolare segale, avena e frumento duro).

Tra i cibi più ricchi di fibre troviamo i carciofi, il radicchio, le cipolle, la cicoria, le zucchine, i cavolfiori, il tarassaco e i pomodori. Sì, dunque, a verdure e ortaggi, meglio ancora se consumati cotti. Per la frutta, ok a mele, pere e prugne.

Attenzione: le fibre fanno bene, ma possono diventare dannose se assunte senza liquidi. Occorre dunque accompagnare gli alimenti ingeriti con un paio di bicchieri d’acqua. Bere durante i pasti, se si hanno i diverticoli, fa bene.

Tra i legumi, prediligi fave secche e fagioli cannellini secchi. Tuttavia, se non sei abituata a mangiare i legumi con regolarità, potresti avvertire spiacevoli fastidi addominali come il meteorismo. Meglio, quindi, introdurli gradualmente nella tua alimentazione.

Semi sì, semi no

Per lungo tempo gli esperti hanno consigliato, a chi ha i diverticoli, di evitare il consumo sia di ortaggi, frutta e verdura con semi e semini – uva, kiwi, pomodori, ecc. – che il consumo di frutta secca, popcorn e dei semi superfood, come quelli di papavero, chia, sesamo, lino.

Si riteneva, infatti, che sia i semi che i residui della masticazione di frutta secca come noci, arachidi e pistacchi, potessero infilarsi nei diverticoli causando delle infiammazioni. Le ricerche scientifiche più recenti, invece, hanno smentito questa correlazione.

Se hai i diverticoli ma non hai infiammazioni, puoi mangiare questi cibi – frutta e verdura con semi, frutta secca, mais, semi oleosi – ma devono essere masticati accuratamente. In caso di infiammazione, invece, sarà il medico a valutare se eliminarli dalla tua alimentazione.

Cosa non mangiare se hai i diverticoli

Per prevenire la diverticolite, gli esperti consigliano di adottare un regime alimentare sano. I grassi non devono essere del tutto eliminati dalla tua dieta: esercitano un effetto lubrificante all’interno dell’intestino, facilitando l’evacuazione e prevenendo la stipsi.

Dovresti però ridurre al minimo il consumo di cibo spazzatura (fritti, fast food, snack ipercalorici, ecc.), soprattutto se hai uno stile di vita sedentario, in favore di carni e pesci magri. Dovresti inoltre limitare l’assunzione di spezie, cibi piccanti, insaccati, bibite acide o gassate, alcolici, caffè, tè, ginseng, cacao ed energy drink.

Se dovessi avere delle infiammazioni, potresti sviluppare una sensibilità temporanea nei confronti del lattosio. Dovrai dunque eliminare o limitare fortemente il consumo di latte, burro e formaggi con lattosio, per poi provare a reinserirli in un momento successivo, cioè dopo la remissione dei sintomi.

Rimedi naturali

Smettere di fumare e praticare attività fisica con regolarità sono tra le sane abitudini che contribuiscono a prevenire la diverticolite. Bastano trenta minuti al giorno di camminata a passo svelto. Il consumo di probiotici ti aiuterà a rinforzare la flora batterica intestinale.

Tra i cibi che ne sono ricchi troviamo yogurt, kefir, latticello, tofu, tempeh, miso, cetriolini e crauti. In alternativa, puoi ricorrere agli integratori. Se i sintomi della diverticolite sono leggeri, puoi provare ad alleviarli ricorrendo alle piante officinali.

L’Altea (Althaea Officinalis) aiuta a lenire l’infiammazione del tratto digestivo e favorisce un sano movimento intestinale. Può essere assunta tramite tintura madre, estratto liquido o in polvere. In alternativa, puoi provare, l’olmo rosso (Ulmus Rubra), la dioscorea (Dioscorea Villosa) la camomilla o il succo di aloe vera.



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