Salmonella: sintomi, incubazione e terapia

Come evitare il contagio, quali sono i cibi a rischio, quali precauzioni prendere. I sintomi da non sottovalutare, soprattutto quando ad essere colpiti sono bambini e anziani.

salmonella
Per evitare di contrarre la salmonella è fondamentale lavare bene frutta e verdura e non consumare uova e carne cruda

La salmonella è un germe invisibile ad occhio nudo che può essere ospitato nell’intestino degli animali senza che questi manifestino sintomi particolari. Di norma, infatti, il cibo contaminato non presenta alcuna alterazione delle caratteristiche, non cambia colore, ma neppure odore, sapore e consistenza. La prima regola per non contrarre la salmonella è dunque quella di fare molta attenzione agli alimenti di origine animale crudi: salumi, frutta e verdura, ma anche latte e soprattutto uova.

Salmonella Typhi e Salmonella Typhimurium: sierotipi, sintomi e incubazione

Della salmonella enterica sono stati classificati quasi 2000 sierotipi o ceppi. Quando si parla di salmonellosi si intende un’intossicazione alimentare causata dal batterio della salmonella (Salmonella typhimurium) che si trova in alcuni animali: può essere trasmesso attraverso le superfici della cucina, ma può anche trovarsi nel suolo, nell’acqua, negli escrementi degli animali, nella carne cruda e nelle uova e può provocare gastroenteriti nell’uomo. L’infezione da salmonella (salmonellosi) di solito colpisce l’intestino, causando vomito, febbre e altri sintomi che spesso si risolvono anche senza una terapia specifica. In questi casi si parla di salmonella non tifoidea, responsabile per oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali e delle intossicazioni alimentari più comuni. Diversi sono invece i sintomi causati dal sierotipo Typhi della Salmonella enterica, comunemente chiamata Salmonella Typhi, che è l’agente eziologico della febbre tifoide. Si tratta di una malattia ubiquitaria e decisamente più diffusa nei paesi a basse condizioni igienico sanitarie, che può provocare la formazione di ulcere tifose con comparsa di emorragia intestinale o di perforazioni intestinali e che causa l’ingrossamento di fegato e milza. La malattia oggi viene curata con una terapia antibiotica che ha permesso di ridurre drasticamente i casi di mortalità e morbilità. In Italia è decisamente più facile ammalarsi di salmonellosi, spesso senza neppure rendersene conto. Quando i sintomi si manifestano nella maggior parte dei casi appaiono  entro tre giorni dal contagio (di norma fra le 12 e le 36 ore, comunque mai prima di 6 ore) e normalmente scompaiono senza alcuna terapia entro 4-7 giorni. E’ possibile che la temperatura corporea si alzi, e che la persona contagiata avverta un senso di nausea, oppure vomito e diarrea. Spesso i medici non prescrivono alcuna terapia ma consigliano di assumere molti liquidi al fine di evitare la disidratazione.

Come evitare il contagio: attenzione a uova, frutta, verdura e carne cruda

Può succedere che piccole particelle di feci di uomo o animale infetto, contaminino alimenti che poi vengono ingeriti. Questo tipo di contagio viene chiamato trasmissione “fecale-orale”, ma è in realtà molto più frequente l’ingestione di alimenti già contaminati all’origine, come ad esempio uova, salsiccia, pollame e altri tipi di carne cruda in cui è avvenuta un’attiva moltiplicazione del germe. Che si tratti di trasmissione fecale-orale o di trasmissione diretta è certo che nessuno è immune dalla possibilità di contrarre la salmonella. Il germe colpisce chiunque: bambini, giovani donne e anziani, anche se ad essere più esposti sono proprio i bimbi di pochi mesi e gli over 65 e chiaramente gli ammalati perchè le loro difese immunitarie sono più basse, mentre gli adulti sani hanno generalmente manifestazioni leggere e asintomatiche. Anche in caso di malattia inapparente l’infezione c’è ed esiste la possibilità di trasmetterla. Ecco perché è importante lavarsi sempre le mani e fare attenzione al consumo di alcuni cibi come uova crude (o poco cotte) e derivati a base di uova, latte crudo e derivati del latte crudo (compreso il latte in polvere), carne e derivati (specialmente se poco cotti), salse e condimenti per insalate, preparati per dolci, creme, gelato artigianale ed industriale, frutta e verdura (angurie, pomodori, germogli di semi, meloni, insalata, sidro e succo d’arancia non pastorizzati), contaminate durante il taglio. E’ fondamentale prima di portare un’insalata in tavola lavare con cura le verdure utilizzando bicarbonato o altri prodotti disinfettanti. Un altro accorgimento è quello di lavare sempre bene la superficie della cucina, i taglieri ed il frigorifero: altri veicoli di infezione possono infatti diventare le superfici e gli utensili.


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